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Reading: Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi – La recensione
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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
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Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi – La recensione

Christian Imparato
Christian Imparato 7 anni fa
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6 Min Lettura
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Questa volta vogliamo recensire non una singola storia o un albo, ma un’intera collana, per altro ancora in corso di pubblicazione. Pensate sia un’impresa titanica o troppo sfrontata? Continuate a leggere e capirete perché non è così!
Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi è la collana che nella nomenclatura interna ha preso il posto del Book, per poi divenire testata a sé stante. Nel momento in cui scriviamo ne sono stati pubblicati 19, e non si sa ancora esattamente da quanti numeri sarà composta: scopriamo perché.

La peculiarità della collana è riproporre tutte le storie di Dylan Dog sceneggiate dal suo papà Tiziano Sclavi, per cui tutte rappresentano delle pietre miliari all’interno della serie. Facendo dei rapidi calcoli, è facile rendersi conto che sono 92 gli albi della serie regolare che corrispondono a questo criterio, tuttavia la Bonelli non ha ancora reso noto né se saranno pubblicate tutte, né se verrà ampliata la selezione anche alle storie contenute in uscite collaterali quali i vari Maxi, Speciali, Giganti e via discorrendo.
Più di un collezionista (compreso il sottoscritto) ha storto il naso all’annuncio di questa pubblicazione, che ha visto la luce nel maggio del 2017 riproponendo la storica Attraverso lo specchio per i disegni di Giampiero Casertano, ma la pregevole fattura dei singoli albi ha fatto cambiare idea a tanti, sia per la cura degli stessi che per la cornice nei quali sono inseriti per fornire nuovi spunti di lettura e rilettura che vanno ben oltre quelli di una semplice ristampa.

In primo luogo si tratta di un’edizione con copertina rigida cartonata, e già questo, associato all’elegante costina in nero che riporta solo il titolo della storia e poco altro, è un fatto inusuale. La particolarità di questa collezione è proprio la riproposizione in ordine del tutto casuale, senza rispettare quindi l’ordine originario di uscita nelle edicole, e l’assenza di un numero progressivo in evidenza vuole premiare chi intenda fare una selezione delle sue storie preferite acquistando solo quelle. Ciascun albo, anzi ciascun volume, visto l’aspetto, può stare per conto suo sullo scaffale come se fosse un libro e senza dare la sensazione di una collezione incompleta.
Si può anche decidere di acquistare solo alcune uscite, quelle delle storie che si sono più amate, o che hanno lasciato il segno, per rileggerle e lasciarle poi lì in esposizione in questo formato più prestigioso.

Di certo non siamo di fronte, come alcuni hanno malignato, solo ad una “ennesima ristampa”, e basta aprire uno qualsiasi degli albi per rendersene conto: balza subito all’occhio la colorazione delle vignette, effettuata con un criterio che nemmeno i puristi hanno potuto fare a meno di apprezzare. La veste grafica è infatti arricchita da una inedita colorazione “a puntini”, ottenuta con l’uso di retini, che strizza l’occhio alle vecchie pubblicazioni horror a fumetti degli anni ’50 e che insieme alla carta appositamente ingiallita contribuisce a infondere un’aura vintage o da grande classico. È un uso del colore abbastanza insolito e del tutto differente rispetto a quello messo in atto per la Collezione Storica a colori pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso, e regala un motivo di interesse in più.
Chi ha amato le storie può rileggerle e riscoprire vecchie emozioni, chi si avvicina alla serie per la prima volta ha la fortuna di pescare sempre tra dei capolavori.

Molto corposo e degno di nota è anche l’apparato redazionale che correda ogni albo, composto da 3 blocchi separati. Nel primo, Roberto Recchioni – attuale curatore della serie – “contestualizza” la storia nell’anno della sua prima uscita in edicola, ne fornisce una sua sintetica analisi critica e fa scoprire alcuni risvolti poco noti, con spunti di riflessione che stimolano la curiosità di andare a scoprire tutte le citazioni inserite nell’albo.
Il secondo è generalmente un breve saggio, altre volte un racconto, ed è opera di Marco Nucci, giovane sceneggiatore dalla fervida fantasia che trae ispirazione dalla storia del mese per le sue sempre puntuali digressioni; nel terzo, è lo stesso Nucci ad intervistare il disegnatore della storia del mese facendo luce su particolari inediti sulle tecniche di lavorazione ed in generale sulla genesi delle storie.
La cura editoriale ed il corredo di questa versione, venduta inizialmente al prezzo di 4,90 euro (ora aumentati a 5,40) ne fanno uno splendido viaggio nel passato per gli storici lettori, e un eccellente viatico per attirare le nuove generazioni. Le copertine “minimal” sono disegnate dall’attuale copertinista della serie regolare, Gigi Cavenago.

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Christian Imparato Nov 17, 2018
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Pubblicato da Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.
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