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Il giorno più bello del Mondo; la recensione del nuovo film di Alessandro Siani

Esce oggi nelle sale il nuovo film del comico Alessandro Siani, “Il giorno più bello del mondo” ; questo lavoro, che viene alla luce dopo 3 anni di attesa dall’ultima fatica dell’attore, promette grandi emozioni, momenti di fortissimo sentimento ma al contempo mette in luce alcuni punti critici che, a parere di chi scrive, erano già nell’aria da un po’ di anni. Noi di Senza Linea siamo stati presenti alla proiezione ed alla successiva conferenza ed ecco quali sono le mie opinioni in merito.

Arturo Meraviglia è l’impresario di un piccolo teatro di avanspettacolo ormai in declino. Un inaspettato lascito da parte di un lontano zio gli accende la speranza di risolvere i problemi con i debitori, ma quando scopre che l’eredità sono due bambini, Rebecca e Gioele, cade nello sconforto. Dopo i primi moment di convivenza burrascosa, un bel giorno scopre che Gioele ha un potere sorprendete!!!
Le magie che il bambino è in grado di compiere sembrano essere la chiave per risolvere i problemi di Arturo e risollevarlo dal vicinissimo tracollo, ma… – Questa è la sinossi della storia, una trama divisa in due momenti, un pre ed un post, che mantengono lo spettatore catalizzato sui vari snodi delle vicende che si andranno a creare. C’è da soffermarsi su un paio di considerazioni: La prima, e non me ne voglia nessuno, è che i veri protagonisti indiscussi sono i due piccoli attori Sara Ciocca (Rebecca) e Leone Riva (Gioele), che per la loro giovanissima età (rispettivamente 10 e 4 anni) mostrano doti davvero sopraffine davanti alla macchina da presa. Due bambini che, nei rispettivi ruoli, denotano e mostrano limpidamente una dote recitativa fuori dal comune; non per nulla, ovviamente, saranno, senza nulla togliere a tutti gli altri attori, un filo conduttore VIVO in questa storia.

Non per forza i film diretti da Siani, devono essere esasperati da Siani.

Questa, purtroppo, è la seconda considerazione su cui soffermarsi. Signori…dopo circa 20 anni Alessandro Siani, per fortuna di noi partenopei, si è molto e ben evoluto; ci sono lavori di qualità e lavori meno validi ma su una cosa siamo tutti d’accordo…Alessandro è cresciuto. Non è più il ragazzino degli esordi ma è un uomo ed un pilastro della nostra cinematografia. Non ha senso, per quanto suo punto forte, cercare, quanto più spesso possibile, la risata nel classico stereotipo di “napoletano di strada”. Sono passati 16 anni dai tempi di Fiesta e di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia per continuare ancora con le solite gag da personaggio tamarro. Inutile ricordare tutti i grandissimi artisti che hanno accompagnato il nostro nella sua crescita personale fino a consegnarcelo, oggi, come personaggio maturo; è quindi, forse, il caso di provare qualche nuova strada che punti ad una comicità di maggior spessore.

“Alla fine gli effetti speciali cosa sono? Sono la materializzazione dei nostri sogni.” – Benedetto Casillo

Ed è proprio vero questa affermazione. Come far si che un sogno possa materializzarsi? Con un buon effetto speciale e, purtroppo, anche qui ci sono state tante forzature. Posso essere d’accordo sulla linea generale ma alcune cose le ho trovate davvero improponibili. I linguaggi cambiano (come affermato dallo stesso Siani in conferenza stampa) e c’è bisogno di evolversi per adattare un prodotto ad un pubblico sempre più esigente e meno paziente…ma non sono mai stato d’accordo con l’idea dell’esagerazione. Il troppo fa male…comunque, parlando anche d’altro: un cast particolare ma che nel contesto funziona davvero bene, e questa, è una tra le note migliori di questa sinfonia. Il diamante Stefania Spampinato, il carismatico Giovanni Esposito, la sicurezza di Stefano Pesce, il grandissimo Leigh Gill, la sempre ben voluta Jun Ichikawa, il caratteristico Nicola Rignanese, il maldestro Enzo Paci, ed uno tra i migliori trio che si possano combinare in Benedetto Casillo, Gianni Ferreri e Enrico Ianniello.

Chiudendo (so di essermi dilungato ma serviva, credetemi); è questo un film che ha tanto da dire e da donare al pubblico. Una bella storia, tanta magia, dei sentimenti ormai persi ma che è sempre bene ricordare; unico neo è che bisogna saper comunicare bene qualcosa al pubblico se no si rischia di fare un buco nell’acqua.

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Biografia Giuseppe Improta

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