Mentre dai Mondiali americani arrivano i primi verdetti, come la sorprendente eliminazione della Turchia di Montella e la qualificazione dei padroni di casa Messico e USA, il Napoli resta alla finestra, ancora nella stucchevole attesa di svelare il segreto di Pulcinella relativo al suo prossimo allenatore.
Del resto, il mercato è rallentato anche proprio dalla…Coppa del Mondo, che catalizza l’attenzione degli addetti ai lavori: come sempre accade ogni 4 anni, le trattative entreranno nel vivo soltanto al termine della rassegna iridata, che però stavolta vedrà il suo epilogo più tardi del solito (il 19 Luglio) per via dell’allargamento a 48 partecipanti.
Al di là dell’attesa per il nuovo allenatore o del fisiologico stallo in fase di mercato, il club azzurro, nell’anno del centenario, è chiamato a fare una scelta strategica nella costruzione della rosa per il prossimo anno.
Non è infatti un mistero che l’età media dei giocatori azzurri sia tra le più alte della Serie A, e che alcuni giocatori importanti come De Bruyne, Anguissa, Meret e Lukaku inizieranno l’ultimo anno del loro contratto; lo stesso Lobotka, ormai avviato verso le 32 primavere, ha un accordo con il club lungo soltanto una stagione in più.
Ci sono poi altri giocatori sopra i 30 anni, alcuni quasi certi di restare o pronti al rinnovo, come Politano o Spinazzola, mentre Juan Jesus e Mazzocchi saluteranno sicuramente la compagnia.
Cosa fare dunque con i “senatori” incerti? Avviare una rivoluzione profonda, che magari abbassi l’età del gruppo e soprattutto il pesante monte ingaggi (KdB e Big Rom, da soli, gravano per quasi 25 milioni lordi sulle casse del club), o lasciare tutto com’è, provando a regalarsi una “last dance” con un gruppo ancora competitivo?
Le scelte di Aurelio De Laurentiis sembrano far propendere per la seconda ipotesi, con Allegri chiamato a rigenerare una squadra spremuta, come al solito, dallo stressante biennio firmato Antonio Conte.
Eppure, come spesso accade, la verità potrebbe stare nel mezzo: il Napoli dovrebbe cioè propendere per alcuni innesti mirati a innervare e innovare una rosa effettivamente già forte, sfoltendo un po’ il salary cap grazie al sacrificio solo di alcuni dei suoi big.
In difesa infatti dovrebbero arrivare due pedine giovani ma non troppo, una sulla fascia destra (Norton-Cuffy e Khalaili i nomi più gettonati) ed uno al centro, con Gila oggetto del desiderio di Manna e AdL.
A centrocampo dovrebbe arrivare solo una cessione, seppur dolorosa: sarebbe Anguissa il “prescelto”, con Allegri deciso a non privarsi del talento di De Bruyne, e con Atta dell’Udinese alternativa interessante al “pretoriano” di Max, ovvero Rabiot.
In un attacco già assortito e ulteriormente affollato dai ritorni di Lucca e Lang, l’addio di Lukaku, anche in virtù dell'”ammutinamento” andato in scena la scorsa primavera, era dato per scontato fino a poco fa, ma l’ottima forma messa in mostra dal belga ai Mondiali e le sue parole concilianti, potrebbero convincere il club a lasciare che Allegri provi a rilanciarlo in maglia azzurra.
In mezzo a tante incertezze, dunque, una cosa la si può affermare: in casa Napoli, per ora, la rivoluzione può attendere.

