IL NAPOLI AL CROCEVIA DI MARASSI, INCOGNITA COVID COME ALL’ANDATA

E’ stato il Napoli più brutto ed impaurito della stagione, quello visto mercoledì al “Maradona” contro l’Atalanta nella semifinale di andata di Coppa Italia: gli azzurri sono parsi in balìa dell’avversario, proiettando in campo la confusione che sembra ormai essersi impadronita del loro allenatore.

Gattuso ha infatti riproposto il 3-4-3 visto negli ultimi minuti del match con il Parma, con l’idea di giocare a specchio e di limitare i rischi in difesa per poi ripartire in campo aperto, sfruttando la velocità del trio di attaccanti “undersize” Lozano-Insigne-Politano.

La scelta di questo repentino cambio di modulo aveva destato non poche perplessità, non perché si debba per forza recitare un unico spartito (anzi, l’essere “camaleontici” è dote tipica delle grandi squadre) ma perché c’era il forte timore che questo disegno tattico non fosse stato provato a sufficienza: lo stesso allenatore calabrese ha ammesso di averlo testato sul campo in un giorno e mezzo senza mai averlo sperimentato nei mesi precedenti.

Questa approssimazione si è vista chiaramente in campo, amplificata dalla cronica incapacità degli azzurri di sapersi adattare a situazioni poco note: a fare da contraltare, invece, la grande organizzazione degli orobici, che nonostante l’atteggiamento guardingo dei partenopei sono arrivati spesso e volentieri davanti ad Ospina, sprecando molto.

Viceversa, la scelta di Gattuso di schierare due mediani di rottura e tre attaccanti ha spezzato in due la squadra, quando probabilmente l’inserimento di Zielinski ed Elmas in luogo di Politano avrebbe dato maggiori chances di risalire il campo per provare almeno ad impensierire l’inoperoso Gollini.

Ad ogni modo, come spesso è accaduto fino a Dicembre, c’è da salvare almeno il risultato, visto che lo 0-0 tiene in corsa il Napoli, atteso dal ritorno a Bergamo mercoledì prossimo con 2 risultati su 3 a disposizione per staccare il biglietto per la finale.

Prima, però, gli azzurri sono chiamati alla difficile trasferta di stasera (ore 20:45) a Marassi contro il Genoa, rivitalizzato da Ballardini e certamente tra le squadre più in forma del momento.

All’andata invece i rossoblù pagarono il caos legato all’emergenza covid, con la scoperta di due positivi poco prima della partenza, la ripetizione dei tamponi, l’arrivo a Napoli al fotofinish (il match fu ritardato per consentire di conoscere l’esito degli esami) e la scoperta, il giorno dopo, di un autentico focolaio.

Il Napoli, viceversa in uno dei migliori momenti della sua stagione, travolse il grifone con la prima delle tante illusorie goleade, imponendosi 6-0: incredibile che un girone dopo gli stati d’animo delle due compagini siano totalmente opposti.

Opposta è anche la situazione di angoscia legata al covid, che stavolta alberga in casa partenopea: neanche il tempo di “festeggiare” il ritorno a disposizione di Fabiàn, guarito dopo 3 settimane, che è arrivata oggi la notizia della positività di Ghoulam e Koulibaly.

Con l’ovvio timore di un potenziale focolaio in incubazione, gli azzurri hanno eseguito un nuovo giro di tamponi ieri sera, una volta arrivati a Genova: la speranza è che gli esiti di stamattina non riservino altre brutte sorprese.

Grande protagonista sia del match dell’andata (doppietta) che dell’ultimo precedente a Genova fu Hirving Lozano, che proprio grazie al gol vittoria dello scorso 8 Luglio iniziò a picconare il muro di scetticismo che lo avvolgeva.

Fortunatamente Gattuso ha fatto in tempo ad arrendersi all’evidenza del talento del messicano, che quest’anno è diventato addirittura il punto di riferimento dell’attacco azzurro, e che anche stasera dovrà caricarsi la squadra sulle spalle, visto che oltre ai soliti Mertens ed Osimhen in campo non ci sarà neanche capitan Insigne, costretto a partire dalla panchina a causa di una botta al polpaccio rimediata mercoledì.

Per il resto, probabile il ritorno al 4-3-3 con Elmas e Zielinski abbastanza certi del posto, e Bakayoko a contendere una maglia da titolare a Demme, mentre in attacco dovrebbe toccare a Politano e Petagna; in difesa dovrebbe tornare Mario Rui, con Di Lorenzo a destra e Manolas e Maksimovic  al centro, vista l’improvvisa assenza di K2.

La difesa a 3 potrebbe essere riproposta a Bergamo, sperando che sia utile a conquistare la finale, ma nel frattempo stop agli esperimenti: a Genova non si può sbagliare, per continuare a cullare il sogno di arrivare tra le prime quattro e rendere un po’ più sereno il clima avvelenato di queste settimane.

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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