Il Napoli archivia il Cagliari e lancia la sfida

Sesta vittoria consecutiva in campionato per il Napoli: da buon Amministratore di condominio, Spalletti, con  i suoi ragazzi, ha archiviato la pratica Cagliari con autorevolezza e senza sprecare troppe energie. Due gol, uno per tempo, bastano e avanzano al Napoli per battere gli isolani che solo qualche mese fa avevano versato veleno nelle gole dei tifosi azzurri: sembra passata una vita.

Troppo ampio il divario tecnico, tattico e psicofisico tra le due squadre: un dominio totale che non ha partorito la goleada solo per una lieve vena narcisistica dei padroni di casa nella ripresa. Il muro che aveva in mente Mazzarri (allenatore che appare ormai superato e sempre più derubricato a macchietta da meme) non è durato nemmeno dieci minuti. E’ bastata la verticalizzazione di un gigantesco Anguissa, l’assist di Zielinski e l’inserimento di Osimhen: uno a zero e ospiti al tappeto.

Ha giocato con la mentalità da grande il Napoli, tenendo costantemente il controllo del pallone e della partita, attendendo senza ansie il momento di chiudere la contesa.

L’occasione giusta capita, infatti, all’inizio della ripresa: Godin, letteralmente bullizzato da un Osimhen imprendibile, ha steso il nigeriano e Insigne dal dischetto non ha sbagliato.

L’ultima mezzora è stata pura accademia: la standing, ovation sentita e meritata per il nove azzurro, è stata sicuramente la cosa più emozionante.

Eppure alla vigilia non mancavano motivi per essere preoccupati: un po’ per l’atavico vizio del Napoli di scivolare su autentiche bucce di banana, un po’ per il solito timore di non sapere gestire l’alta quota e, ultimo ma non per importanza, la presenza al San Paolo della squadra sarda che nel recente passato, soprattutto a Fuorigrotta, ha portato via punti grazie alla benevolenza della dea bendata. La presenza del nuovo tecnico, il mai dimenticato e già citato Mazzarri, completava il quadro.

Nella realtà dei fatti, la sfida ai sardi è stata poco più di una formalità.

Ed è proprio questo l’aspetto più rilevante da tenere in considerazione: non si avverte più la necessità di giocare sempre a mille all’ora, senza ansia, senza urla belluine dalla panchine ma, soprattutto, senza alcun pericolo da annusare, anche perchè pericoli per Ospina, che ha vissuto una serata di noioso relax, non ce ne sono proprio stati.

Prima della sosta per le gare delle nazionali (che Dio ce ne scansi), due impegni importantissimi per i partenopei: giovedì sera sfida allo Spartak Mosca per dare continuità all’ottimo pareggio di Leicester e poi, domenica alle 18, trasferta molto insidiosa in casa della Fiorentina, campo ostico per storia e per la qualità della viola, squadra che ha tratto evidenti benefici dalla cura Italiano.

Un banco di prova impegnativo, certo, ma che solletica la fantasia di tutti: un altro risultato positivo sarebbe la conferma, ulteriore e, forse, definitiva, di una squadra che vuole tenere la testa e lanciare il guanto di sfida a tutti i condomini del torneo.

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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