Il Napoli esce con le ossa rotte dal Meazza: la sindrome di Peter Pan ancora non ci ha abbandonati

Prima sconfitta stagionale per il Napoli a Milano: nel giorno del possibile allungo (Milan sconfitto con un rocambolesco 4-3 al Franchi), i ragazzi di Spalletti riescono solo a sprazzi a tener testa alla più aggressiva Inter.

Privo di Politano (positivo al covid, insieme al già contagiato Demme e Zanoli), Spalletti mette Lozano sulla destra, con Osimhen in mezzo e Insigne a sinistra.

L’avvio è buono e il gol di Zielinski sembra indirizzare la gara lì proprio dove il Napoli voleva, ma  la verità è che, subita la rete, l’Inter imperversa e attacca furiosamente: Barella e Darmian mettono a ferro e fuoco la corsia di pertinenza del povero Mario Rui, abbandonato da Insigne, autore dell’ennesima gara inaccettabile. Il capitano azzurro e il suo procuratore farebbero bene a tacere e a fare mea culpa di fronte a prestazioni tanto imbarazzanti. Il pari arriva su rigore (mano di KK) segnalata dal var e, allo scadere del tempo, da corner anche il raddoppio di Perisic (anche in questo caso scovato dalla goal line technology). Poco Napoli nel mezzo, difesa in affanno anche per il superlavoro dovuto alla scarsissima vena di Fabian e al fiatone di Anguissa costretto a giocare per tre.

Nelle ripresa, come se non bastasse, l’ennesima sfiga si abbatte sul Napoli: Osimhen si frattura lo zigomo in un contrasto ad alta quota con Skriniar. Entra Petagna ma, poco dopo, Correa fa quaranta metri di campo, con Fabian incapace anche di fare fallo, palla a Lautaro che segna facilmente, di fatto non contrastato da Mario Rui.

La gara sembra chiusa. Sembra perchè il Napoli, rinvigorito dalle uscite dell’inutile Insigne e di Lozano (anche lui farebbe bene a parlare meno e giocare di più), riprende a giocare e il gol, meraviglioso, di Mertens riapre la contesa.

A questo punto è assedio alla porta di Handanovic che si salva in modo incredibile su Mario Rui (il colpo di testa del portoghese viene respinto dal portiere, la palla si impenna e si accomoda sulla traversa!) e poi ringrazia l’imprecisione di Mertens che, da pochi metri, spara in curva l’assist da urlo di Anguissa.

Finisce così tre a due: il Napoli resta primo ma deve registrare l’assenza di Osimhen almeno per un mese, che diventano due per la Coppa d’Africa (!), oltre a quelle di Politano (positivo e, quindi, fuori causa almeno per un paio di settimane), senza contare quella di Ounas, di nuovo fermato da noie muscolari. Tutto questo proprio all’inizio del ciclo terribile: a Petagna e, soprattutto al “vecchio” Mertens, saranno richiesti i gol per riprendere la corsa.

A partire dalla trasferta, decisiva, a Mosca per il passaggio del turno in Europa League.

Nessun alibi, sia ben chiaro, ma dalla trasferta di San Siro il Napoli torna a casa con molti più dubbi e problemi che consapevolezza, come invece ci si augurava.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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