IL NAPOLI FA VISITA ALL’UDINESE, DOPO LA RIMONTA E I RIMPIANTI DI LECESTER

Inizia con un pareggio esterno, contro il Leicester di Brendan Rodgers, l’avventura del Napoli di Spalletti in Europa League: gli azzurri, con un’inedita divisa “romanista” sfoggiata per l’occasione, escono dal King Power Stadium con un rocambolesco 2-2.

E’ un risultato certamente prezioso, sia perché pone i partenopei in una posizione di vantaggio contro la diretta rivale per il primo posto nel girone, sia perché a metà del secondo tempo il Napoli era sotto 2-0 ed apparentemente condannato alla sconfitta.

Eppure il pareggio non può lasciare totalmente soddisfatti, perché a fare la partita per lunghissimi tratti è stata proprio la squadra di Spalletti, che avrebbe largamente meritato la vittoria e che ha pagato a caro prezzo due errori difensivi e soprattutto l’ormai atavica imprecisione degli attaccanti sotto porta.

Simbolo di una gara dai due volti proprio il centravanti azzurro Osimhen, autore prima di grossolani errori al tiro e poi di una spettacolare doppietta che ha regalato il pareggio al Napoli.

Splendidi sia il primo gol del nigeriano, con un pallonetto “alla Ibra” dopo un’azione tutta di prima iniziata da Insigne e Fabiàn, che il secondo, arrivato con un perentorio stacco di testa ad altezza siderale (2,52 m) da bomber di razza.

Ancora una volta, come in campionato, al tecnico di Certaldo va dato il merito di aver cambiato volto alla squadra con una serie di cambi indovinati, su tutti l’inserimento di Ounas, Politano e Petagna per un finale a trazione anteriore.

Il lavoro di Spalletti sta dando eccellenti frutti anche dal punto di vista mentale: il Napoli ha mostrato carattere, consapevolezza dei propri mezzi e soprattutto la serenità dei forti in momenti del match dove, in passato, l’ansia e la frenesia avrebbero preso il sopravvento.

Gli azzurri volano quindi con il morale alto ad Udine, dove domani (ore 20:45) sono attesi dalla seconda trasferta di un trittico che si chiuderà con il turno infrasettimanale di Giovedì, a Marassi contro la Sampdoria.

L’Udinese di mister Gotti non può essere sottovalutata, visto che anche i bianconeri sono stati artefici di una partenza sprint: dopo la rimonta da 0-2 contro l’ultima Juventus di Ronaldo, i friulani hanno battuto Venezia e Spezia, arrivando quindi alla sfida con il Napoli con soli due punti di distacco.

Visti i numerosi impegni ravvicinati, è presumibile che Spalletti cambi ancora qualcosa rispetto alla sfida di Leicester: in attesa di capire se Mario Rui sarà recuperato, Manolas dovrebbe tornare al centro della difesa mentre Di Lorenzo potrebbe tornare sull’out destro.

A centrocampo non dovrebbero rientrare né Demme né Lobotka, e toccherà dunque di nuovo alla coppia Fabiàn-Anguissa; in attacco Elmas potrebbe partire dall’inizio al posto di Zielinski, mentre Politano sostituirà Lozano accanto ad Osimhen ed Insigne.

Il bilancio delle 39 sfide al “Friuli” vede in vantaggio i padroni di casa, che hanno battuto il Napoli in 13 occasioni; gli azzurri si sono imposti solo 8 volte, ma hanno vinto 4 degli ultimi 5 match disputati ad Udine.

L’ultimo successo napoletano risale allo scorso 10 Gennaio, quando dopo una gara soffertissima fu un colpo di testa di Bakayoko nel finale a regalare i 3 punti alla squadra del suo mentore Gattuso.

Il Napoli ha colto contro i bianconeri il primo successo in serie A nell’era De Laurentiis, con un clamoroso 5-0, firmato da una doppietta di Zalayeta, dai gol di Domizzi e Sosa (entrambi doppi ex della sfida) e della prima rete in campionato in maglia azzurra del Pocho Lavezzi: era il 2 Settembre 2007.

L’ultimo successo dei friulani costò caro al Napoli di Maurizio Sarri e Gonzalo Higuain: il 3-1 del 3 Aprile 2016 allontanò definitivamente gli azzurri dalla vetta della classifica, e il centravanti argentino, autore del gol del momentaneo pareggio, fu espulso, rendendosi poi protagonista di un deplorevole corpo a corpo con l’arbitro Irrati.

La tradizione recente e l’ottimo momento di forma consentono ad Insigne e compagni di affrontare la sfida di domani con fiducia, ma non va minimamente abbassata la guardia: perdere punti in questa fase della stagione sarebbe un autentico peccato.

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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