IL NAPOLI VOLA A LEICESTER PER L’ESORDIO IN EUROPA LEAGUE, TRA L’ENTUSIASMO POST JUVE E I DUBBI DI FORMAZIONE

Il Napoli di Spalletti non fallisce la sua occasione, ed affonda la Juventus al “Maradona”: 2-1 il finale per gli azzurri, capaci di scardinare il bunker predisposto da Allegri e di rimontare nella ripresa il vantaggio bianconero, siglato da Morata su svarione di Manolas.

Se è vero che anche i due gol azzurri, firmati da Politano e Koulibaly, sono arrivati su altrettanti errori ospiti (nello specifico di Szczęsny e Kean), e che una Juventus così malridotta non si vedeva dai tempi di Del Neri, va sottolineata la maturità dei partenopei, che non si sono fatti prendere dalla frenesia dopo lo svantaggio iniziale.

foto Insidefoto/Image Sport

Grandi meriti vanno al tecnico di Certaldo, capace di sopperire alle numerose assenze (al Napoli mancano ancora Mertens, Lobotka, Demme, Meret e Ghoulam) invece di lamentarsene, e di cambiare volto alla squadra a inizio secondo tempo grazie all’innesto di Ounas, al passaggio alla difesa a 3 ed all’avanzamento di Mario Rui.

Per il match-winner Koulibaly la soddisfazione di un altro gol decisivo segnato nel finale alla Juve, e la possibilità di chiudere un lungo periodo di luci ed ombre iniziato proprio con il clamoroso autogol allo Stadium di due stagioni fa.

Il Napoli, primo a punteggio pieno con Milan e Roma dopo 3 giornate, può dunque concentrarsi con il giusto entusiasmo sull’esordio in Europa League, previsto stasera (ore 21) in Inghilterra contro il Leicester dell’ex tecnico del Liverpool Brendan Rodgers.

E’ un match indubbiamente complicato quello che attende gli azzurri: le “foxes” hanno sfiorato l’accesso alla Champions (proprio come il Napoli), giungendo quinti di un soffio alle spalle dei “reds” di Klopp nell’ultima Premier.

La sfida del “King Power Stadium” rischia, tra l’altro, di essere già molto importante in chiave qualificazione: la nuova formula dell’Europa League prevede infatti l’accesso diretto agli ottavi di finale solo alle prime classificate di ciascun girone, costringendo le seconde a dei sedicesimi di ferro contro le terze dei gironi di Champions League.

Gli azzurri non arrivano a questo incontro nelle condizioni ideali dal punto di vista fisico: Mario Rui, uscito zoppicante al termine della partita con la Juventus, non è infatti stato convocato, così come gli altri lungodegenti azzurri; recupera invece Insigne, sostituito da Zielinski nel finale dopo una botta al ginocchio.

Tanti quindi i dubbi di formazione per Spalletti, che dovrebbe affidarsi ancora al 4-2-3-1 con Fabian ed Anguissa (ottimo il suo esordio) in mediana; probabile l’impiego in difesa di Juan Jesus sull’out sinistro, con Di Lorenzo, Manolas e Koulibaly confermati nel quartetto arretrato davanti ad Ospina.

In attacco potrebbero trovare posto Lozano ed Ounas, in grado di mettere in difficoltà la lenta retroguardia inglese insieme ad Osimhen, mentre Zielinski è in vantaggio su Elmas per il ruolo di trequartista.

Contro Vardy, Schmeichel e compagni, il Napoli proverà a sfatare un autentico tabù, visto che gli azzurri non vincono in terra anglosassone da più di 50 anni: l’unico successo arrivò in coppa di Lega Anglo-Italiana il 9 Maggio 1970 sul terreno dello Swindon Town con il punteggio di 2-1, grazie alle reti di Barison e Hamrin.

Gli inglesi, tra l’altro, si vendicarono vincendo la finale del torneo al San Paolo, con partita sospesa per invasione di campo sul punteggio di 0-3.

Spalletti, in conferenza stampa, ha ribadito l’importanza della competizione, che il Napoli non si sogna minimamente di snobbare, ed ha ribadito che vista la situazione infortunati il turnover sarà estremamente ridotto.

Anguissa, presente con il mister all’incontro con i media, ha ribadito di sentirsi già a proprio agio con i nuovi compagni, ed ha avvertito sulla necessità di affrontare il match con l’intensità tipica delle squadre inglesi.

Tutto pronto, dunque: non resta che augurarsi che l’esordio continentale del Napoli ricalchi la partenza sprint degli azzurri in campionato, perché in questa Europa League ogni passo falso può essere fatale.

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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