Trama: Ce ne accorgiamo subito! Mamma e papà hanno fatto le pulizie. È tutto molto vuoto e dritto. Dicono di aver solo spolverato e riordinato un po’. Ma non si può pulire così tanto senza buttare via niente!
E poi lo abbiamo visto, il sacco.
Età 4-8 anni
CameloZampa
Recensione: Si tratta di un albo illustrato che riesce a parlare contemporaneamente ai bambini e agli adulti, usando una storia semplice ma molto vera. Tutto parte da un grande sacco nero in cui i genitori hanno messo una serie di oggetti considerati inutili: giochi rotti, piccoli pezzi di cose vecchie, materiali accumulati nel tempo. Per gli adulti sono soltanto cose da buttare. Per le bambine protagoniste, invece, rappresentano ricordi, giochi, invenzioni e frammenti del loro mondo.
Il libro racconta molto bene questo scontro silenzioso tra il desiderio adulto di ordine e la fantasia infantile, che riesce a dare valore anche agli oggetti più insignificanti. Emma AdBåge descrive l’infanzia con grande naturalezza: i bambini del racconto non vedono spazzatura, ma possibilità. Ogni oggetto può trasformarsi in qualcosa di nuovo, evocare una storia o custodire un ricordo speciale.
La cosa più riuscita del libro è il tono. Non ci sono giudizi pesanti né lezioni morali esplicite. Gli adulti non vengono caricaturizzati, ma appaiono semplicemente lontani dal modo di pensare dei bambini. È una distanza che il libro mostra con ironia e intelligenza, lasciando al lettore la libertà di riflettere.
Anche le illustrazioni contribuiscono moltissimo alla forza del racconto. Lo stile è vivace, pieno di movimento e dettagli quotidiani: stanze disordinate, espressioni spontanee, oggetti sparsi ovunque. Tutto trasmette l’energia creativa dell’infanzia e quella capacità tipica dei bambini di costruire mondi interi a partire da cose piccole e apparentemente prive di importanza.
Alla fine, Il sacco non parla soltanto di oggetti conservati o buttati via. Parla soprattutto del valore emotivo che le cose possono avere, della memoria, dell’immaginazione e del bisogno dei bambini di avere uno spazio personale fatto anche di caos, libertà e fantasia. È un libro delicato, intelligente e molto più profondo di quanto possa sembrare a una prima lettura.
Ed io, da accumulatice seriale, capisco benissimo le due sorelline.
Emma AdBåge con “Il sacco” vince il Premio Nati per Leggere nella categoria 3-6 anni!
L’annuncio è stato dato giovedì 14 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino durante la cerimonia di premiazione condotta da Eros Miari. La motivazione della Giuria: “Un libro che racconta la possibilità di comprendere e di accogliere l’infanzia”.
A ritirare il premio, felici ed emozionatissime, Francesca Segato, co-editrice di Camelozampa, e Samanta K. Milton Knowles, traduttrice.
Emma AdBåge, nata nel 1982 a Linköping in Svezia, è una delle più promettenti illustratrici svedesi di nuova generazione. Ha debuttato nel 2001 e da allora ha illustrato molti libri, sia con testi propri che di altri autori.
Ha vinto il premio Sven Rydén nel 2011, il premio Elsa Beskow nel 2013 e nel 2018, il premio Lennart Hellsing insieme alla sorella gemella Lisen Adbåge nel 2017. Con La Buca ha vinto nel 2018 il premio August, il più importante premio svedese ai libri per bambini, oltre al Deutscher Jugendliteraturpreis in Germania e al Premio Andersen in Italia come Miglior libro 6/9 anni. Camelozampa ha portato in Italia anche i suoi albi La natura, La ferita e Il sacco.
Samanta K. Milton Knowles, laureata in Studi interculturali con una tesi sulla traduzione cinese di Pippi Calzelunghe e in Scienze linguistiche con una tesi dal titolo “Tradurre Astrid Lindgren”, vive in Toscana con marito e tre figli e lavora come traduttrice editoriale dallo svedese e dal danese (con qualche piccola incursione nell’islandese) dal 2014. Oltre che con Camelozampa, collabora con case editrici come Beisler, Bompiani, il Castoro, Emons Raga, Fandango, Iperborea, Mondadori, Rizzoli, Salani, Sinnos, Terre di Mezzo e Uovonero. Collabora inoltre con la Astrid Lindgren Company, la società che si occupa dei diritti delle opere di Astrid Lindgren, per cui ha curato diverse analisi delle traduzioni italiane dei libri della grande scrittrice svedese. Dal 2019 al 2024 è stata membro della segreteria di StradeLab, associazione nazionale di traduttori editoriali affiliata al sindacato Strade SLC-CGIL. È rielaboratrice e curatrice dell’ultima versione integrale italiana di Pippi Calzelunghe, pubblicata da Salani nel 2020, in occasione del 75esimo anniversario della prima pubblicazione del romanzo.





