“IL SERENISSIMO. OVVERO, L’INATTESO FASCINO DELLA MEDIOCRITA'” DI BIAGIO IACOVELLI. RECENSIONE

 

Trama:Nell’immaginario stato di Litaija, un giornalista, Autore, mette assieme i pezzi del puzzle che è la vita di Serge Mathievz, la massima carica dello Stato. Autore ripercorre i passi del Serenissimo: ogni capitolo è una «intervista» ad una delle figure che hanno incrociato la propria vita con quella del Serenissimo, in un medley di linguaggi narrativi. Interviste che lo porteranno a una realtà molto lontana da quello che aveva immaginato. Il Serenissimo è un breve romanzo drammatico che si srotola sorridendo, prendendosi in giro e attraversando continue situazioni grottesche, senza mai dimenticare la serietà di ciò che racconta.

Rogas Edizioni

 

Recensione:   Chi ha conosciuto Biagio Iacobelli con il suo precedente libro, “Antropozoologie”, resterà fortemente colpito da “Il serenissimo”: due stili contrapposti che evidenziano l’ecletticità del giovane scrittore.

L’io narrante è Autore, giornalista dal grande ego, al quale è stato affidato il compito di indagare, mediante interviste, su Serge Mathievz, massimo rappresentante dello stato di Litaijia. Ci troviamo in una caricatura del nostro Bel Paese tratteggiata alla perfezione dove vige la Mediocrazia, alla base della quale c’è la mediocrità. Grazie a questa caratteristica, Methievz è riuscito a plasmare, inizialmente persone, per poi trascinarvi dentro un intero paese, detto Mezzobiondo, ha la capacità di individuare le debolezze altrui e sfruttarle a per suo tornaconto.

E’ una successione di personaggi che definirli meravigliosi è dir poco: ci sono i genitori di Serge;  il suo migliore amico, bizzarro poeta che a scuola viene bullizzato e “scuffuniato” un giorno sì e l’altro pure; Irene, la donna innamoratissima di Mathievz che sarà usata dallo stesso per raggiungere determinati scopi; il Commendatore DePhilipp, (una specie di Maurizio Costanzo) che nonostante sia colto ed intelligente, con i suoi programmi ha dato lustro alla mediocrità più assoluta…  La maggior parte parla dialetti differenti, molti frutto della straordinaria inventiva di Iacovelli, una mescolanza di lingue regionali ed oltralpe, che mi hanno portato a ridere di gusto e, se, al lettore dovesse sfuggire qualcosa, nelle ultime pagine del libro potrà trovare un’esaustiva traduzione.

Tra un’intervista e l’altra, la fame di verità di Autore ci condurrà nelle oscure intenzioni del leader e man mano che si prosegue con la lettura è inevitabile fare paragoni con il nostro Paese e trovarvi sempre più similitudini. Il Serenissimo, con il suo essere grottesco e divertente riesce a chiare note a parlarci della situazione del nostro tempo, della nostra cultura che pare sempre puntare verso il basso. La Mediocrazia si basa su otto mantra che inneggiano all’individualismo, al menefreghismo ed alla passività, il Quarto ne è palese esempio: “Galleggia. Galleggia e lascia giungere la nave in porto. Mani salde muoveranno il tuo timone.”

Una satira arguta che ci pone innanzi ad uno specchio riflettente l’immagine di cosa gli italiani sono diventati e/o potrebbero diventare.

Ogni capitolo è anticipato da disegni realizzati da Eleonora Iacovelli, cugina dell’autore, che con pochi tratti riesce a carpire l’essenza del personaggio che di volta in volta verrà intervistato.

 

Biagio Iacovelli nasce nel 1992 e cresce in Basilicata, a Latronico. Studia all’Accademia Internazionale di Roma Sofia Amendolea di Roma: attore di teatro e cinema, calca i palchi di tutta Italia, prendendo parte a diverse tournée all’estero con importanti produzioni teatrali (Kill The Children, La Caduta di Gea,The Colours Of Execution), vincendo nel 2015 il premio come Miglior Attore Protagonista al Pop Comedy Festival con lo spettacolo Piano B. È il protagonista del film La Sindrome di Antonio, dove recita al fianco di mostri sacri quali Giorgio Albertazzi, Remo Girone, Antonio Catania e Moni Ovadia. Quest’ultimo firma la prefazione del suo esordio letterario, Antropozoologie – Studio verosimile di una realtà grottesca

 

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Biografia Cristiana Abbate

Veterinaria pentita e mamma convinta.Si ritiene propositiva e per nulla diplomatica .Grande appassionata di viaggi e divoratrice di libri. Malata di shopping e con il conto in banca fisso sul rosso.

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