La conferenza stampa di Conte, successiva alla brutta sconfitta di Bologna, è stato il caso più eclatante del weekend.
Noi napoletani siamo abituati già da anni ad allenatori che fanno spettacolo fuori dal campo (qualcuno, fortunatamente, lo ha fatto anche in campo), ma stavolta abbiamo toccato veramente cime altissime!!! Siamo passati un poco più di tre lustri dalle frasi mitologiche di Benitez (“sin prima pero sin pausa” ve la ricordate??) a Maurizio Sarri, l’allenatore bancario che voleva assaltare il palazzo del potere prima di aver accettato un pernottamento ben pagato nello stesso edificio, dalla bonaria semplicità di Ancelotti al “pericolo da fiutare” di Ringhio Gattuso, fino ad arrivare alle fantastiche supercazzole di Spalletti (comunque vincente e spettacolare).
Già esasperati per l’ennesima prova inguardabile del Napoli, e quest’anno le partite inguardabili sono state diverse, diciamo quasi tutte, i tifosi del ciuccio attendevano delle spiegazioni alla (ennesima) disfatta contro i terribili felsinei di mister Italiano: è un mero punto di vista considerare la conferenza stampa di Don Andonio soddisfacente sotto questo punto di vista.
Alla fine il concetto è semplice: il Napoli sarebbe improvvisamente morto. Così.
Quello che non si è ben capito è se il povero ciuccio (povero per modo di dire) sia morto “‘e subbeto” come diciamo a Napoli o a seguito di una lenta e dolorosa malattia che ne ha bloccato prima i muscoli e poi il cuore.
Già, il cuore. Conte dice che questa squadra non ha cuore, ma non si capisce bene quale malvagio cacciatore, parafrasando la celebre fiaba di Biancaneve, glielo abbia tolto. I muscoli di certo non li ha, o meglio li ha ma sono “fracichi” e guai a ricordare all’uomo di Lecce che la preparazione atletica è stata un disastro che ha portato, in solo due mesi di campionato e coppa, una sfilza di guai muscolari che si fa prime ad elencare chi non li ha avuti!!
Chiede l’aiuto della società, generico, o forse potrebbe chiedere l’aiuto del pubblico e la telefonata a casa, come nel famoso quiz che fa diventare milionari. La questione è che lui, milionario, già lo è e dovrebbe iniziare a dimostrare di meritarli (cosa che ha fatto egregiamente l’anno scorso, sia chiaro) anche quest’anno.
Eh si perchè questa squadra gioca un calcio antidiluviano, il turnover è fatto con le 2 c (e non 3 come specificato ieri nel tweet del presidente) una delle quali è cane, l’altra mettetela voi. Faccio veramente fatica a ricordare l’ultimo tiro in porta vero del Napoli, probabilmente è il gol di Anguissa contro l’Inter, ma non ne sono sicuro.
Dall’inizio della stagione si sono susseguite prestazioni orrende, anche quelle vincenti contro Genoa, Pisa, Cagliari e Lecce sono state condite da pathos e fortuna.
Nessuno pretende di vincere ogni anno, sia chiaro, del resto noi napoletani non siamo proprio strutturati psicofisicamente per la vittoria.
Ma siamo stanchi di assistere a lamenti continui dell’allenatore più pagato della serie a: ogni domenica una litania, troppi giocatori, pochi giocatori, Marotta, gli arbitri, i medici, i fisioterapisti, il terreno di Castel Volturno, topo Gigio… non se ne può più.
Ma uno che gli chieda: Mister, si è accorto che questa squadra non fa 5 passaggi di fila e non tira in porta nemmeno ad un esordiente diciassettenne, terrorizzato dal suo esordio e portato, giustamente, in trionfo alla fine?
Saranno settimane caldissime, all’orizzonte gare complicatissime in campionato e Champions dove non sono ammessi altri passi falsi.
Che Conte trovi una soluzione o abbia il coraggio di dimettersi, come sarebbe stato normale dopo le dichiarazioni di Domenica.
Saremo tutti contenti di continuare con lui, a patto di vedere una squadra vera in campo, vincente o perdente che sia!!

