Il tour dei sogni nella fabbrica del piacere: Gli Escort (Prima parte)

La parola escort nasconde un mondo peccaminoso e sommerso, eppure visibile a tutti.

Quando il giornale mi ha proposto di fare un reportage sugli escort ho accettato subito, mi è stato chiesto di capire dall’interno come funziona questo mondo, chi sono questi giovani e come vivono.

Questo è il resoconto a puntate del mio piccolo viaggio.

Non mi sono minimamente stranito e nemmeno allarmato, alla fine, se si contatta un escort è per divertirsi o per realizzare un sogno, è un passatempo o “un servizio” come alcuni dicono, reso per allentare lo stress della vita quotidiana.

Primo passo, dove si trovano? Come si contattano?

Su internet, ovvio! Trovo tre siti interessanti, rosso boy, pianetaescort e Grinderboy,un’occhiata veloce, Rosso boy però richiede una registrazione per accedere ai numeri telefonici dei profili, quindi per velocizzare la mia avventura lascio perdere, passo agli altri due.

Il contenuto è lo stesso per entrambi, migliaia di foto di ragazzi belli, addominali scolpiti, fisici perfetti, bambolotti da strapazzare, alcuni con foto del viso altri no, tutti con foto delle parti intime, ammiccanti, seducenti, ti spingono a farsi chiamare, sembra che aspettino solo te. Digito Napoli nella ricerca e vedo cosa appare.

Escono fuori alcuni profili, li analizzo con calma. Alcuni ragazzi sono a Napoli, per altri compare un piccolo  aereo in alto a destra della foto principale, significa, lo scoprirò poi, che sono in viaggio verso Napoli o ci devono venire per il Tour.

Apro un profilo, ci sono altre foto pornografiche, la merce va messa in mostra, di lato elencate le prestazioni  disponibili su richiesta del cliente in base ai suoi gusti, sono varie, si va dal sesso anale, al bacio “alla francese”, la pioggia dorata, fino ad arrivare a prestazioni più estreme. Le tariffe, il servizio funziona ad “ore” di solito, si aggirano sui 70 euro per mezz’ora, fino ai 150 un’ora o anche di più, le cifre salgono ancora se vuoi una overnight (tutta la notte), cifre non credo trattabili al ribasso. D’altronde concedersi un escort è un lusso, quindi devi pagare. Quasi tutti scrivono di conoscere l’inglese in modo fluente, alcuni anche più di una lingua. I ragazzi si propongono anche per fare il “finto fidanzato”,  accompagnatore per cene di lavoro e altro, ma credo siano ingaggi difficili da ottenere fini a se stessi. Infine, la tariffa varia anche al: riceve/ospita o outcall, vuol dire se sei tu ad andare da lui paghi un prezzo, se invece lui (outcall) si deve spostare, il prezzo è maggiorato. Il prezzo può essere ancora maggiore se si tratta di un escort superstar, il top degli escort, questo si verifica quando il profilo è accertato e l’escort ha molti feedback positivi ed è particolarmente figo.

Il discorso dei feedback è simile agli acquisti su amazon o ebay

Come in tutti i “negozi” online, dopo il noleggio del boy si può lasciare un commento, su come è stata la prestazione, se il ragazzo è quello in foto,  si valuta, come per la merce. Ovvio un escort con molti feed positivi è più credibile, il cliente è più sicuro su cosa avrà davanti. Prodotto garantito.

Questi siti sono come dei negozi di giocattoli, con i Ken umani nelle loro scatole patinate e perfette in vetrina, pronti a farti divertire, basta inserire la moneta e loro partono…

 Un negozio di giocattoli  per bambini cresciuti, viziosi e con i soldi.

Guardo le foto e ne scelgo uno da contattare, uno attira la mia attenzione, si trova a Napoli per il suddetto tour, significa che gli escort si spostano in varie città, come in un “tour de force” per lavorare, affittano una casa, pubblicizzano il loro arrivo ed attendono che i clienti chiamino.

Il tizio che mi interessa per primo è Giulio, 25 anni, calabrese, ma vive a Torino, non mostra il viso, solo foto del corpo intero senza risparmiarsi in particolari, una marea di feedback positivi, c’è il numero di un cellulare, sotto, come in ogni profilo si chiede di dire ad inizio chiamata di aver visto  l’annuncio sul sito corrispondente (tanto per far capire l’intento della telefonata).

Lo chiamo. Ammetto di essere emozionato. Risponde al primo squillo, gli ripeto la frase di rito ( ma ho imparato poi, che è anche inutile, ognuno di loro ha un telefono apposito per il lavoro). Gli chiedo dove si trova e come funziona, mi dice la via dove alloggia ma non il civico, quello me lo dirà quando mi troverò nei pressi del palazzo, che la tariffa è 100 euro ma con “comodo”, senza fretta. Non ha foto viso, quindi gli chiedo di mandarmele su whatsapp. Lui accetta, mi manda le foto. È carino ma nulla di che, volto normale. Lo richiamo e gli chiedo se posso prendere appuntamento, mi risponde che in un’ora si libera e di richiamarlo nei pressi della strada dove è ubicato il suo appartamento. Saluto.

Mi preparo ed esco, non ho soldi con me, io sono un giornalista non un cliente e preferisco dirglielo in persona, (errore che di cui mi renderò conto dopo). Dopo un’ora lo raggiungo, richiamo, gli dico che mi trovi lì vicino, mi dice il civico. Sotto al palazzo mi apre il portone e mi dice il piano, salgo, la porta interessata è aperta già ed entro.

Lui è lì.

Entro e mi trovo davanti un ragazzino, avrà 23, 24 anni, è quello in foto, lui gentile, indossa slip e canotta neri.

Ora devo dirgli la verità, intanto vuole che mi metta “comodo”. Gli dico che sono un giornalista e non un cliente, che vorrei intervistarlo, anzi osservarlo. Giulio è perplesso, mi ammonisce che avrei dovuto dirglielo prima, ma accetta. Ma nel caso dovesse chiamare un cliente, devo andarmene. In fin dei conti è stato gentile.

Si siede, è un ragazzo educato, sa parlare, sorride sempre, mette a proprio agio le persone, sa quello che fa, forse questa è una delle differenze tra escort ed altro, l’interagire con garbo. L’ambiente è carino, confortevole e pulito. Non noto in giro “attrezzi del lavoro”.

Mi chiede se la zona è tranquilla, dice che ha saputo di escort che a Napoli sono stati derubati, mi racconta che è in tour  per una settimana, poi andrà a Verona,  poi si riposa per dieci giorni e ricomincia, che fa l’escort da un anno, che è stato già qui in passato in una zona più popolare di questa scelta ora. Gli chiedo dei guadagni e di cosa racconta ai padroni dell’appartamento quando lo affitta, risponde con orgoglio che guadagna più di un medico (e ci credo!!, la matematica non mente), e dice ai proprietari di essere in vacanza a Napoli, non affitta mai due volte lo stesso appartamento, non fa casini non si fa notare e dopo una settimana, viaaa.

A vederlo seduto con le gambe incrociate sembra un teenager, ora è gasato di essere intervistato, è egocentrico, come mi aspettavo.  E’ come se si fosse preso una pausa dal lavoro adesso. Gli uomini li chiama clienti, mezzi per guadagnare, ingenuo io che credevo che al telefono chiedesse qualcosa di me, del mio aspetto, invece nulla, a lui non interessa, posso essere bello o essere orribile, lui lavora come chiunque altro in modo professionale. Se ci pensate, se andate dal barbiere mica lui vi chiede come siete? Bello, brutto o altro? Siete un CLIENTE. Non è un appuntamento per conoscersi, tenetelo a mente, se pagate piacerete sempre.

Squilla il suo telefono, capisco che devo andare, lo ascolto mentre risponde, stessa cortesia mostrata a me, in automatico.

Ho molte altre domande, resto incuriosito, l’impressione è buona, un ragazzo che lavora, non mi ha dato l’ idea di un ”prostituto” o altro. Potevo farci sesso o correggere le fatture fiscali del mese,  sarebbe stato professionale allo stesso modo. Un solo incontro non mi farà avere un’ idea precisa, per la settimana prossima mi presenterò come giornalista e vedremo.

 – Fine prima parte-

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno" e giornalista,Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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