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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Arte

Il trono splendente al Palazzo Reale di Napoli

Redazione
Redazione 1 mese fa
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9 Min Lettura
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Ori e splendori del trono che ritorna

al Palazzo Reale di Napoli dopo il restauro 

Dopo il restauro rientra a Napoli dopo un anno e mezzo

È stata in tour a Torino per una preview e Roma in occasione della XX edizione del programma  “Restituzioni” promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Ministero della Cultura

 Le scoperte sulla sua origine sabauda e il restauro dei tessili per accoglierla.

Torna nella “sua” sala il trono di Palazzo Reale, restaurato e con un nuovo certificato di nascita.  Splendido e luccicante, con la doratura che lo riporta alle origini, il trono torna a Napoli dopo oltre 16 mesi di assenza. Per l’occasione sono stati anche condotti importanti lavori sui tessili della sala.

Alla presentazione sono intervenuti tutti i protagonisti della realizzazione di un lavoro che ha coinvolto finanziatori, restauratori e storici dell’arte.

Ha aperto l’incontro la Direttrice delegata Tiziana D’Angelo, che ha introdotto Il Vicedirettore delle Gallerie d’Italia  di Napoli Antonio Denunzio in rappresentanza di Intesa Sanpaolo. Il restauro del trono rientra infatti  nella XX edizione del progetto “Restituzioni”, promosso dalla Banca in collaborazione con il Ministero della Cultura.

La direttrice dei  Laboratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale Michela Michela Cardinali, ha illustrato le fasi del restauro del trono e la referente scientifica del progetto per Palazzo Reale e Paola Ricciardi ne ha tracciato il percorso.

Antonella Delli Paoli, funzionaria storica dell’arte Palazzo Reale con Ilaria La Volla, funzionaria restauratrice della reggia napoletana, hanno curato la visita guidata, raccontando delle scoperte documentarie che hanno rivelato la sua fattura sabauda e non borbonica e illustrando la risistemazione dei tessili nella sala del Trono realizzata dalla restauratrice Graziella Palei.

Il 12 settembre 2024 il trono è partito alla volta del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino per il restauro reso possibile grazie al progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo ed è stato sostituito, in questo periodo di assenza, da una seduta borbonica settecentesca.

I lavori, durati 7 mesi, sono stati condotti, dopo un’ispezione realizzata con tecnologie avanzate grazie a scienziati del CNR, dai restauratori del CCR La Venaria Reale che hanno applicato il protocollo di analisi e di intervento già adottato su manufatti analoghi, come il trono del Palazzo del Quirinale.

Nel corso di questi mesi, sono stati avviati studi e ricerche dai funzionari storici dell’arte di Palazzo Reale che hanno rivelato una datazione diversa da quella nota fino ad ora: il trono, catalogato come di fattura borbonica e risalente al 1845-50, è stato, in realtà, è stato commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Una notizia che fa slittare la sua realizzazione di 30 anni e che riscrive non solo la storia del trono e la sua origine, ma anche la cronologia del Palazzo.

Subito dopo il restauro, nel mese di maggio dello scorso anno, il trono è stato esposto alla Reggia di Venaria di Torino per un’esclusiva preview della XX edizione di una delle più importanti iniziative del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo, la mostra “Restituzioni” che si è svolta a Roma al Palazzo delle Esposizioni, dal 28 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026.

Ma perché la Sala del Trono fosse degna di ricevere il suo protagonista principale sono stati effettuati restauri al tappeto sui quali poggia la seduta regale, alle fasce laterali che ricoprono la pedana e alle mantovane delle tende della sala oltre ad un accurato “spolvero” del baldacchino, curati dalla restauratrice Graziella Palei, della ditta “Conservazione e Restauro Opere d’Arte” con il coordinamento delle restauratrici di Palazzo Reale.

I lavori ai tessili sono stati effettuati negli ultimi tre mesi direttamente nella sala del Trono, in modo che potessero essere osservate dal vivo le fasi del restauro, complesso e delicato.

Ora finalmente il simbolo della reggia è rientrato al suo posto ed i visitatori possono tornare a immergersi nell’atmosfera regale che si respira a Palazzo.

 DICHIARAZIONI

 

Massimo Osanna Direttore generale Musei 

Il rientro del Trono al Palazzo Reale di Napoli segna il compimento di un articolato percorso di studio, restauro, ricerca e valorizzazione che ha profondamente rinnovato la conoscenza di questo significativo.

Le attività di studio condotte dai professionisti del museo hanno consentito di chiarire con precisione origine e datazione, mentre l’intervento conservativo, realizzato nell’ambito del progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, e le successive esposizioni temporanee presso la Reggia di Venaria e il Palazzo delle Esposizioni di Roma, hanno contribuito in modo determinante alla valorizzazione dell’opera e all’ampliamento delle sue modalità di fruizione.

Questa esperienza conferma come i musei siano oggi luoghi attivi di produzione di conoscenza, in cui studio, conservazione e valorizzazione procedono insieme, e mette in evidenza il valore di collaborazioni virtuose, sia all’interno del Sistema Museale Nazionale sia nel dialogo tra pubblico e privato.

Tiziana D’Angelo, Direttrice delegata del Palazzo Reale di Napoli

Il trono, simbolo del Palazzo Reale di Napoli, fa ritorno nell’Appartamento di Etichetta, nella sala cui appartiene e che oggi ritrova la propria identità. Un restauro reso possibile dal progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo, ma che si colloca all’interno di un più ampio e complesso intervento sulla Sala del Trono coordinato e diretto dai nostri restauratori, che ha visto anche lavori di risistemazione e ripristino dei tessili, del tappeto e del baldacchino. Dunque un importante lavoro di squadra completato dagli studi dei nostri storici dell’arte e archivisti, che hanno ricondotto la commissione e realizzazione del trono all’età sabauda, facendo nuova luce su una delle opere più rappresentative della Reggia.

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia

“Il modo con cui ci siamo presi cura del prezioso manufatto di Palazzo Reale dimostra chiaramente lo spirito di Restituzioni, il programma che da oltre trentasei anni ci vede al fianco delle istituzioni pubbliche nella difesa e valorizzazione del patrimonio culturale italiano. 

Il restauro del trono affidato ai migliori professionisti, le nuove conoscenze emerse dagli studi, il percorso di condivisione  dell’opera, prima a Venaria Reale e poi a Roma, per “restituirla” oggi, in una veste di rinnovata bellezza, alla propria comunità: tutto questo racconta l’impegno concreto della Banca per preservare e promuovere le testimonianze artistiche del Paese, di cui è ricchissima Napoli, una delle città delle nostre Gallerie d’Italia alla quale siamo particolarmente legati.”

Alfonso Frugis, Presidente del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”

La collaborazione tra la Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale” (CCRR) e il Palazzo Reale di Napoli è nata anni fa nell’ambito di un progetto di conservazione preventiva e programmata, che ha portato i professionisti del Centro a condurre una campagna di schedatura conservativa e definizione di attività dirette sulle opere delle collezioni del Palazzo. Grazie al lavoro congiunto, il Palazzo Reale di Napoli ha potuto avere una mappa delle priorità di restauro, tra cui la necessità di intervenire sul trono.

Michela Cardinali, direttrice Laboratori di Restauro e Scuola di Alta Formazione e Studio del CCR “La Venaria Reale”

Grazie alla rassegna “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo è stato possibile compiere questo impegnativo restauro che ha coniugato le competenze dei funzionari del Palazzo Reale di Napoli e dei restauratori e scienziati del CCR. Abbiamo potuto effettuare radiografie digitali complete sul trono, per comprenderne la complessità costruttiva, grazie ad un apparato radio-tomografico di cui sono dotati i nostri laboratori per effettuare analisi su oggetti di grandi dimensioni. Si è poi eseguita la pulitura della doratura selettiva e senza l’utilizzo di agenti chimici aggressivi grazie a tecnologie LASER e con un approccio sostenibile ed eco-compatibile a cui il CCR da tempo guarda”.

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