Il Vomero è uno dei quartieri collinari diNapoli che guarda dall’alto la città
I suoi abitanti sono detti vomeresi La sua posizione sopraelevata lo rende un punto d’osservazione privilegiato dal quale godersi lo spettacolo del golfo, del Vesuvio e dell’intera città.
La grandezza di questo quartiere si percepisce camminando all’ombra dei palazzi Liberty, rilassandosi nel verde della Villa Floridiana
Con la “riforma del decentramento” deliberata nel 2005, il Vomero con l’Arenella forma la V municipalità, che conta circa 106.386 abitanti secondo i dati più recenti del 2025. È una delle zone più densamente popolate della città, con una superficie di 7,42 km². Precedentemente si stimavano cifre superiori, ma la popolazione ha subito un calo demografico .(Vomero con circa 44.791 abitanti, e Arenella con circa 67.634 abitanti). I punti più alti del quartiere sono la Certosa di San Martino e Castel Sant’ Elmo la con un’altitudine di 251 m. al livello del mare.
L’origine del nome “Vomero”
La prima strada etimologica è legata al passato greco della città di Napoli. Il toponimo Vomer, attestato nel Seicento, sarebbe una corruzione del termine greco per “collina”, Bomòs. L’attuale nome Vomero si lega al passato agreste della zona. Secondo un’etimologia piuttosto celebre, il Vomero prenderebbe il suo nome dall’antico gioco del vomere. La collina era infatti teatro delle sfide dei contadini. L’obiettivo del gioco del vomere era tracciare un solco perfettamente dritto utilizzando meglio del rivale il vomere dell’aratro.
. Proprio per questa vocazione agricola i napoletani chiamarono per secoli quella vomerese ‘a collina de’ broccoli.
Una prima grande urbanizzazione si ebbe a causa della peste del 1656 che portò molti nobili napoletani ad abbandonare momentaneamente le abitazioni del centro storico per cercare rifugio nelle terre verdi della colina del Vomero.
La bellezza e la tranquillità della campagna colpirono a tal punto i nobili che decisero di istituire al Vomero le proprie residenze estive. Quest’abitudine si ampliò poi nel Settecento, quando la costruzione di Via Salvator Rosa permise la mobilità tra centro e Vomero.
La grande urbanizzazione del Vomero avvenne nel 1885, anno della legge per il “Risanamento di Napoli” che determinò la fondazione del Nuovo Rione del quartiere collinare.






