Siamo nel pieno di trattative che variano ogni istante con un Trump in preda ad un vero delirio di onnipotenza…che propone e indispone, fa e disfa… tra un susseguirsi di minacce, negoziati e bombardamenti.
Decine i feriti dei raid che stanno colpendo le zone coinvolte da questo ennesimo conflitto…decine di civili innocenti che stanno subendo le conseguenze peggiori di questi terribili venti di guerra.
La diffilotà è comprendere le posizioni di ciascuno, la verità che si cela dietro le accuse da ambo le parti e i ruoli dei singoli protagonisti della vicenda che sembrano tutti conniventi.
Persino le parole di un Papa indignato dalle violenze in atto e dalla prepotenza di pochi tiranni nel mondo che stanno decidendo le sorti del pianeta tra abuso e sete di potere.
Le parole del Pontefice che ha richiamato l’attenzione sulla forza brutale della guerra e sulla figura di Trump che ha messo profondamente in discussione hanno svegliato le anime anche più sopite su quello che è il momento che stiamo vivendo.
Trump dal canto suo ha attaccato violentemente e con forza il Papa e l’Italia che l’ha difeso…continuando e perpetrando la sua violenta minaccia al bene del mondo.
E così le ultime parole pronunciate con cui minaccia l’Iran che se non si siede al tavolo dei negoziati subirà notevoli conseguenze, sui suoi ponti e sulle sue centrali elettriche, ribadendo che tali minacce eventualmente realizzatesi non sono assolutamente crimini di guerra perchè fatte con l’obiettivo di disarmare i terroristi e ridare pace al mondo, per il bene degli iraniani e delle iraniane in primis.
L’Iran così si è decisamente rifiutato di sedersi al tavolo dei negoziati e Trump in preda ad un ulteriore delirio ha continuando con le sue minacce.
Dal canto suo, l’Europa, dopo la mancata elezione di Orban e le offese esplicite a papa Leone, finalmente si è ridestata da un lungo sonno e si è riunita attraverso pochi rappresentanti a Parigi definiti “volenterosi”
Il vertice di Parigi ha visto riunirsi i leader – tra cui l’italia – decisi ad agire per la riapertura incondizionata dello Stretto di Hormuz con l’obiettivo di gestire la crisi e garantire la navigazione, spesso con una linea d’azione distinta dalle posizioni di Washington.
Il termine “coalizione dei volenterosi” (coalition of the willing) riprende una terminologia storica americana per indicare un gruppo di Paesi alleati che appoggiano una determinata azione militare o diplomatica, come avvenuto in Iraq o, più recentemente, per le garanzie di sicurezza in Ucraina.
La coalizione dei Volenterosi di Hormuz, costituita da circa 40 Paesi, dopo l’incontro del 17 aprile 2026, sembra davvero vicina al passare all’azione. Il vertice dei leader convocato a Parigi da Emmanuel Macron e Keir Starmer è stato preceduto da un incontro tra gli addetti militari per fare il punto sulla situazione nello Stretto. L’obiettivo è comunque il ritorno alla libertà di navigazione.
Un tentativo per l’Europa per ritrovare un posto nello scacchiere internazionale e proporsi come un’alternativa di pace agli Stati Uniti e alla follia di Trump.
Sempre più serpeggia questa insinuazione sulle condizioni di salute mentale di Trump che dimostra un’altalenante giostra di pensieri e parole che lasciano basiti gli interlocutori e i detrattori perchè ciò che dice un minuto prima non vale un minuto dopo eppure il mondo è nelle sue mani e anche la nostra auspicata possibilità di pace.

