In quali casi fare il trapianto di capelli?

Per chi ha problemi di calvizie, la tentazione di ricorrere a un trapianto di capelli potrebbe essere molto allettante, ma non è detto che si tratti sempre della più efficace. Molto dipende, in particolare, dalle cause che determinano la caduta dei capelli: possono essere di natura psicologica o di carattere genetico, ma anche di tipo immunologico. In alternativa, si può pensare di fare affidamento sull’autotrapianto, che consiste – invece – in un intervento di ridistribuzione dei capelli. In pratica, i follicoli che si trovano nell’area donatrice, corrispondente alla zona occipitale dello scalpo, sono spostati nelle aree riceventi, cioè calve o diradate. Le unità follicolari hanno in comune l’apporto di sangue, il muscolo pilo-erettore, l’innervazione e la ghiandola sebacea: a seconda dei casi, possono essere formate da uno, due, tre o quattro capelli. L’autotrapianto, in ogni caso, da solo non può essere sufficiente per contrastare in modo definitivo la caduta: ecco perché in seguito all’intervento occorre proseguire con terapie di supporto che favoriscano il mantenimento della chioma.

L’infoltimento dei capelli

Come può essere spiegato dagli esperti di cesare ragazzi, una via alternativa rispetto al classico trapianto è quella che prevede l’infoltimento dei capelli, per cui nella maggior parte dei casi basta una sola seduta. A volte, tuttavia, ci potrebbe essere bisogno di intervenire di nuovo: come si può immaginare, molto dipende dalle condizioni di partenza del soggetto.

Le precauzioni da adottare

Dal momento che il trapianto di capelli è a tutti gli effetti un intervento chirurgico, è vietata qualunque improvvisazione, mentre è indispensabile rivolgersi a esperti specializzati e professionisti del settore: il consiglio, pertanto, è quello di mantenersi alla larga da chi promette miracoli in poco tempo. Le tecniche più comuni sono la Fut e la Fue. Quest’ultima tecnica è suggerita per gli uomini con più di 35 anni, i cui tempi di cicatrizzazione sono piuttosto lunghi, mentre dovrebbe essere evitata dalle donne. Essa consiste in autotrapianto innovativo, per un intervento dalla durata alquanto notevole, tra le cinque e le dieci ore: ciò si spiega con il fatto che i follicoli sono prelevati dall’area donatrice uno per uno. Dopodiché le unità follicolari sono inserite con uno strumento denominato lion implanter, il cui aspetto ricorda quello di una penna, con un ago cavo connesso a uno stantuffo di piccole dimensioni.

La Fut

La Fut corrisponde al trapianto dell’unità follicolare: nota anche con il nome di tecnica strip, prevede il prelievo iniziale dei follicoli, in virtù del quale viene asportata dalla regione occipitale una losanga di cuoio capelluto sottile. A questo punto vengono preparati al microscopio gli innesti follicolari, in maniera che non possano essere danneggiati, al fine di dare vita a un ambiente ideale: così, i follicoli potranno originare dopo l’intervento nuovi capelli. Il sito ricevente viene preparato attraverso delle incisioni di entità ridotta sul cuoio capelluto, prima che le unità follicolari vengano posizionate con la tecnica microchirurgica.

La Fut è raccomandata in modo particolare per le donne e gli uomini che devono fare i conti con una calvizie diffusa; il risultato garantito è un aspetto naturale, e tra i vantaggi offerti si ricordano un tasso di crescita elevato e una densità superiore per gli infoltimenti. La durata dell’operazione si aggira tra le due e le tre ore: l’intervento viene effettuato in anestesia locale, ed è indolore. Nel giro di dieci giorni al massimo, le croste che si formano sono destinate a svanire, mentre il gonfiore sulla fronte sparisce molto più rapidamente.

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