In scena con “Natale a Caponapoli: canti, cunti e tradizioni”

Il 6 gennaio, alle ore 18.30 presso la Chiesa di Sant’Agnello Maggiore, in vico Sant’Aniello a Caponapoli (zona del vecchio Policlinico di Napoli), nell’ambito della rassegna “Natale a Caponapoli: canti, cunti e tradizioni”, si terrà lo spettacolo, patrocinato dal Comune di Napoli “Canti e Cunti di Mastu Basile”, con le attrici Tiziana Tirrito e Anita Pavone, nei ruoli di “Perzechella” e “Serafina“, per una originale rilettura da “Lo cunto de li cunti” di G.B.Basile.

Con “Cunti e Canti di Mastu Basile”, si rappresentano teatralmente alcune fiabe tratte dalla celebre raccolta di cinquanta racconti, nota anche col nome di “Pentamerone”, rivisitata in modo puntuale e accattivante da Anita Pavone e diretta a quattro mani con Tiziana Tirrito. In scena con le cantastorie Perzechella (A. Pavone) e Serafina (T. Tirrito) si esibiranno “Lucrezia” (Mariella Pandolfi, chitarra) e “Dolcespina” (Cinzia Carluccio, voce) in un repertorio di canzoni classiche napoletane.

La location dell’esibizione, la chiesa di Sant’Agnello Maggiore, è un gioiello in stile rinascimentale di notevole bellezza, arricchita da bassorilievi imponenti e dall’altare maggiore scolpito da Girolamo Santacroce. Di notevole rilevanza sono i resti delle antiche mura di Neapolis, resi visibili grazie al pavimento trasparente.  Grazie a Legambiente Parco Letterario Vesuvio Onlus, ed alla sua presidente Paola Silvi, la chiesa è fruibile al pubblico e spesso diventa palcoscenico per spettacoli e concerti come questo del 6 gennaio, che rientra nelle attività portate avanti dai volontari dell’associazione. Infatti da  3 anni Legambiente Campania e alcuni Circoli di Napoli collaborano con la Curia di Napoli per promuovere la conoscenza della chiesa restituita alla fruizione pubblica, dopo un minuzioso restauro. Attraverso iniziative ed eventi culturali, si punta ad una sempre più ampia conoscenza di un sito di inestimabile valore storico e artistico, collocato sulla collina di Caponapoli, l’antica acropoli di Neapolis.

Una chiacchierata a fine spettacolo con Domenico Basile, diretto discendente di Giovan Battista Basile, si preannuncia come interessante conclusione all’evento.

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Biografia Giuseppe Improta

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