Inferni, paradisi, santoni e l’arte di uscire dalle buche. Orfani: Speciale Terra – A proposito del futuro

Sembrava finita il mese scorso, con l’ultimo malinconico numero di Orfani: Sam. E invece ieri è uscito in edicola lo speciale Terra: A proposito del futuro, sceneggiato da Emiliano e Matteo Mammuccari, per i disegni di Luca Genovese e i colori di Luca Saponti.

Ora, prima di continuare mi tocca stipulare un gentlemen agrreement con chi sta leggendo. O un patto, come dice chi non è un avvocato anglofono: io proverò a noi spoilerare niente della trama, ma per parlarne dovrò pur fare qualche riferimento. Quindi se volete essere sicuri di arrivare alla lettura nella completa e assoluta ignoranza dei fanciulli, fermatevi qui. Magari tornate dopo averla letta per farvi quattro risate. In ogni caso non prendetevela con i famosi figli di Zebedeo.

A questo punto, per puro scrupolo, lancio ufficialmente il mio:

ALLARME (EVENTUALI, FORSE, PARZIALI, MA ANCHE NON) SPOILER!

La sapete quella del tizio che cade in un pozzo? Nel pozzo trova un pezzo di corda e un altro pozzo, con un altro tizio caduto al suo interno, il quale gli racconta che lì sotto c’è un’altra buca con dentro un altro malcapitato, e così via… (Se non la sapete, Lui la racconta molto meglio di me).

Cosa centra con il primo speciale di Orfani? Ci arriviamo.

Facciamo un passo indietro. Nel 2017, la mini Terra ci aveva riportati sul vecchio pianeta devastato, presentando un gruppo di giovani orfani (manco a dirlo) che alle prese col difficile mestiere di sopravvivere, con il tentativo di raggiungere una città chiusa: il loro paradiso, il loro Nuovo Mondo. Li avevamo lasciati, nel finale, mezzi morti su un motoscafo, avvicinarsi alla loro terra promessa.

Ritroviamo i 4 fortunelli in questo speciale. Solo che nel frattempo a quanto pare sono diventati tre. Siccome la mattanza stile R. R. Martin evidentemente non si ferma nemmeno fuori scena, Max, Cain e Miranda si sono persi Bug. E anche la ragazza non si sente troppo bene… Per di più non è che facciano una vita molto migliore di quella che conducevano nella discarica. Il fatto è, come scoprono ben presto, che questa città è tutto fuorché una valle di latte e miele. La gente fa la solita vita grama, e i soliti militari selezionano i soliti lavoratori nel solito tentativo di costruire una qualche bagnarola ipertech che li porti sul solito Nuovo Mondo. Per non parlare del salario… Insomma i tre sono risaliti dal loro pozzo di miserie, solo per ritrovarsi in un buco altrettanto infernale (forse più infernale! Naah, ugualmente infernale).

“Me lo aspettavo diverso, il paradiso”
E per di più hanno un pessimo servizio clienti

È chiaro che, siccome i tizi oltre che fortunelli sono delle personcine pacate, come tutti i personaggi della serie, il precario equilibrio sociale va in vacca immediatamente.

E giù botte.

La cosa interessante è che la storia (compresa la mini) sembra assumere un andamento verticale: è il racconto di una risalita dagli inferi (o da una grossa buca multilivello, che stando a Dante è più o meno lo stesso), verso un paradiso sempre più lontano.

Che poi l’Eden era un giardinetto ben tenuto, alla fine.

Ora, è vero che per ideare e scrivere questa storia ci sono volute ben quattro persone (Uzzeo e Masi firmano il soggetto assieme agli sceneggiatori), più disegnatore e colorista. Ma il risultato finale non è affatto male! Dialoghi sobri ed efficaci, personaggi di cui ti frega qualcosa, esplosioni in alta definizione senza il commento della gialappa. Insomma tutto quello che ti aspetti da un fumetto pop ambientato in un mondo che non ha più futuro (che sarebbe il nostro o il loro? Ora sono entrato in confusione…).

Ma soprattutto c’è lui. Mercuzio.

A metà strada tra lo Jeff Bridges de L’uomo che fissa le capre (2009) e il Toki di Ken il guerriero, con una presenza scenica che Springsteen levati; un po’ santone da televendita, un po’ Renegade degli anni d’oro (ma che ne sapete voi giovani). Se tutto questo non dovesse bastare, come bonus porta il nome del personaggio più fico, ma che dico, dell’unico personaggio fico di Romeo e Giulietta: il tizio che muore a metà tragedia maledicendo entrambe le famiglie più imbecilli nobili di Verona. È il messia della post-apocalisse che tutti stavamo aspettando.

E per di più è uno che parla così:

Siamo sul promontorio dei secoli, ragazzo. Perché dovremmo sprecare gli occhi per la miseria delle stelle?”

Lasciate perdere che per parlare così dovreste farvi il bagno in una piscina olimpionica riempita di mescál: lo sentite il profumo di messianesimo zen unito all’olio per fucili al plasma?

Ed è così, con questo aroma di napalm di primo mattino, che Mercuzio traghetta noi poveri lettori orfani di Orfani verso l’epilogo di cui avevamo bisogno, ma che non meritavamo… O era il contrario?

Aspettate… ma è un finale aperto quello che vedo!?

Và che fighi, uniti e svettanti sopra la monnezza
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Biografia Carmelo Nigro

Nato sul finire della lontana e oscura epoca umana conosciuta come “anni '80”, è riemerso, più o meno trionfante, dal labirinto universitario durante la seconda decade del terzo millennio, riportando una laurea in giurisprudenza come macabro trofeo. Nerd incallito e irredento, fagocita libri e fumetti di ogni tipo, delirando di improbabili super-poteri da ben prima che Downey Junior rendesse popolare la faccenda sfrecciando ubriaco nei cieli di Hollywood... Il suo primo atto ufficiale come membro del team di Senza Linea è stato inventare la parola “Nerdangolo”, rubrica di cui tutt'ora si occupa per la gioia di sé stesso. mail: c.nigrox@gmail.com

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