In occasione della settimana Pride a Napoli, nella splendida cornice del Park Pride, ex albergo dei poveri, ho avuto l’onore di intervistare Francesca Pascale (ospite con Cecchi Paone per presentare I colori della libertà il nuovo libro del giornalista)
Francesca Pascale è nota soprattutto per il suo impegno a favore della causa LGBTQA. Personaggio televisivo di forte impatto visivo e di contenuto. Francesca è una donna forte e indipendente, insomma:“non le manda a dire”, sempre schierata a favore delle minoranze. Magnetica, carismatica e sempre sorridente, la Pascale ovunque va lascia il segno.
Una chiacchierata libera e sincera, sui colori dell’ anima e della bandiera rainbow
Partendo dal libro di Alessandro Cecchi Paone I colori della libertà, secondo te la libertà che colore ha?
La libertà ha il colore del bianco, che poi racchiude tutti i colori del firmamento della creazione di Dio, dell’ universo. Questa è la libertà, la luce che ti attraversa indipendentemente da che persona sei, da che estrazione sociale hai, da quale cultura o quale fortuna economica tu abbia. Il colore della luce appartiene ad ognuno di noi.
Nella tua generazione una ragazzina che si scopre bisessuale, come cresce?
Cresce con “l’abitudine” del pregiudizio. Quando lo vivi ti distrugge quasi la vita, ma se riesci a superarlo come ho fatto io, tutte quelle guerre che fai dall’interno della tua casa, nelle mura domestiche, e tutte quelle volte in cui ti senti giudicata; poi quello stesso percorso alla fine ti fortifica, come se fossi stata vaccinata ad ogni forma di giudizio e pregiudizio.

Secondo te Napoli è una città omofoba?
Assolutamente no, nè Napoli e nemmeno l’Italia.
Quando incontri i giovani, cosa ti chiedono?
Mi ringraziano per parlare di omosessualità all’interno del centrodestra italiano.
Cosa manca ancora al popolo LGBT italiano in materia di tutele?
Manca il rispetto della nostra classe dirigente, manca la verità dei nostri politici che spesso invece di governare si limitano ad essere i leader dei loro partiti politici, a seminare l’orticello del proprio elettorato senza avere il coraggio di rappresentare tutti.
Fresca della partecipazione al programma Donne sull’orlo di una crisi di nervi.. cosa ti manda in crisi?
L’ipocrisia e la strumentalizzazione dei fatti

