Oggi accogliamo Francesco Leone, attivista LGBT+ ed ex frate, che ha trasformato il dubbio in consapevolezza e la fede in una ricerca profonda di autenticità.
La sua esperienza ci invita a ripensare identità, spiritualità e libertà personale, oltre le etichette e le aspettative.
Una conversazione necessaria, per chi è in cammino e per chi ha ancora il coraggio di farsi domande con l’autore del format Gli Indecisi che spopola su IG
Perché il nome Gli indecisi?
Gli Indecisi sono nati in un pomeriggio d’estate. Era l’inizio di agosto del 2021: tre ragazzi, stanchi dei soliti gruppi social dedicati al mondo LGBTQIA+, decisero di creare qualcosa di diverso.
Volevamo uno spazio vero, dove parlare senza filtri, dove chi era in crisi con le proprie scelte o il proprio orientamento potesse trovare ascolto, conforto e comprensione.
Il 25 agosto 2021 nasce ufficialmente GLI INDECISI 18 — un nome scelto quasi per caso, perché in realtà… non sapevamo come chiamarci! Da lì, gli indecisi lo siamo rimasti nel nome, ma non nelle intenzioni.
L’inizio non è stato facile: la prima live su Instagram, il 1° settembre, non fu un gran successo. Ci furono discussioni, incomprensioni, e il gruppo iniziale si sciolse.
Ma da solo ho deciso di non mollare. Ho continuato a crederci, a sperimentare, e pian piano ho costruito una community autentica.
Oggi vantiamo più di 23.000 follower, e le nostre live superano spesso le 8.000 visualizzazioni, con centinaia di like e tanti cuori.
Ogni diretta è un’occasione per dare voce alle storie di chi ce l’ha fatta, di chi ha trovato il coraggio di rialzarsi, di chi ha imparato ad amarsi per quello che è.
Quali iniziative promuovi?
La nostra forza sono le live. Le nostre dirette Instagram raccontano storie vere, di persone comuni che hanno intrapreso un percorso di accettazione. Storie in cui molti si riconoscono, da cui traggono forza e ispirazione. Vogliamo far passare un messaggio chiaro: nulla è sbagliato. Quando si ama, nulla è sbagliato. A sbagliare è solo chi odia. C’è anche il Telefono Amico: molti ragazzi mi raccontano la propria esperienza. Io cerco soprattutto di ascoltarli e, quando posso, di accompagnarli verso persone esperte che possano aiutarli a vivere il loro disagio con maggiore serenità.
A volte sento emozioni fortissime, di un’intensità enorme… e mi accorgo però che deve esistere un posto anche per loro, sempre. Poi ci sono le interviste nei vari locali. Grazie a questo ho girato l’Italia: Torino, Milano, Roma, Firenze, Bergamo, Napoli sono state tappe fondamentali. In ogni città ho incontrato tante persone con il desiderio di raccontarsi. È stato bellissimo.
Soprattutto ho conosciuto Andrea, un ragazzo non vedente: era venuto solo per conoscermi e “vedermi” con le sue mani. Un incontro che non dimenticherò mai. Siamo sempre stati accanto al Pride. L’anno scorso ho marciato nove volte, insieme a ragazzi e ragazze che ballavano per protesta nelle varie città italiane.
Il Pride è uno strumento efficace per rivendicare i nostri diritti in modo allegro e condiviso. Molti sono contrari per diverse ragioni, ma io credo profondamente che sia uno dei modi più forti per lottare. Abbiamo girato in corto metraggio, tramite un racconto scritto da Antonio Mocciola e diretto da Giorgia Filanti. Il Film è stato presentato al Festival dei quartieri Spagnoli a Napoli e abbiamo avuto una menzione speciale . Abbiamo anche istituito il Festival Inclusivo a Roma, al Teatro Elettra, dove cerchiamo di raccontare, attraverso il teatro, le diverse forme dell’amore.
E poi ci sono tante altre cose, molti progetti, di cui per ora non posso ancora parlare…
Il Live con il personaggio più difficile da gestire?
Credimi, non c’è mai stato un personaggio difficile da gestire. Piuttosto, a volte può essere il pubblico delle live a creare qualche problema, perché su Instagram può intervenire con i commenti in tempo reale e capita che arrivino insulti o frasi poco piacevoli. Mi è successo solo una volta di dover interrompere una diretta, perché una persona stava inviando messaggi offensivi. Per il resto, su circa 1000 interviste, è sempre andato tutto bene.
Un ex frate che ora è un attivista LGBT, come si arriva a questo punto
Quattro anni di convento sono stati decisivi per me. Lì sono cresciuto in fretta, ho imparato a guardarmi dentro senza sconti e a dare un nome a ciò che ero e a ciò che desideravo. Se oggi sono la persona che sono, lo devo a quegli anni: non li rinnego, anzi, li porto con gratitudine. Sono stati una scuola di umanità e di fede che continua ancora ad accompagnarmi. Paradossalmente oggi sono chiamato a stare vicino ai miei Fratelli in Arcobaleno e cercare di far incontrare i due mondi… molti preti sono intervenuti nelle mie live e ne sono orgoglioso!!! Anche la chiesa si sta interrogando
Sei credente?
A giorni alterni sento tutto il peso di ciò che ho perso, ma riconosco anche quanto Dio mi ha donato. Anche quando vacillo, so che posso appoggiarmi a Lui.
Tra le varie iniziative avete istituito un TELEFONO AMICO, me ne parli?
Ne ho parlato anche in precedenza: il Telefono Amico è la nostra vera forza.
Sono davvero tante le persone che ci scrivono, soprattutto ragazzi, ma spesso uomini adulti. Uomini sposati in crisi, uomini e donne che sentono il bisogno di raccontarsi, di trovare uno spazio sicuro dove potersi sfogare senza essere giudicati. Non si tratta di orientamento sessuale, ma di ricerca di sé.
Ed è una ricerca che fa paura. Non tutti hanno “ali” abbastanza grandi per sostenere il volo, e proprio per questo cerchiamo di accompagnarli con delicatezza, indirizzandoli – quando serve – verso professionisti come psicologi e sessuologi. È un servizio gratuito, nato dall’ascolto e che funziona davvero. Oggi, inoltre, ci confrontiamo con un’altra realtà spesso invisibile: i ragazzi gay con disabilità, che troppo spesso non vengono considerati come dovrebbero e che vivono, purtroppo, un doppio carico di difficoltà e solitudine. Il Telefono Amico è una realtà grande, complessa, e difficile da spiegare a parole.
Per capirla davvero, bisogna viverla.
Hai ospitato nei live vari sex worker, dagli escort alle pornostar, chi di loro ti ha colpito maggiormente?
Una sera ho scoperto il termine “UOMO GIOCATTOLO”, parlando con uno di loro… Nelle mie live sono intervenuti porno attori, gigolò e uomini che usano il sesso come mestiere. Ti confesso che Carlo Masi in una live mi ha addirittura chiamato “amore”… stavo per svenire!Molti mi hanno chiesto perché li ho invitati, dicendo che non sono esempi da seguire. E invece, secondo me, lo sono. Ci sono tanti porno attori che ci fanno sognare, che appaiono irraggiungibili, ma io voglio dimostrare che sono ragazzi e ragazze come noi: hanno fatto una scelta e la vivono ogni giorno. Anche loro provano pene d’amore, anche loro hanno un percorso personale proprio come noi. E alla fine non c’è nulla di male. Molti giovani vorrebbero affacciarsi al mondo del porno, ma si sentono inadeguati rispetto a questi “miti”. Nelle mie live ho intervistato molti ballerini e performer, che ci hanno raccontato le loro vite: ognuna più affascinante dell’altra. Voglio far capire che dietro al personaggio c’è una persona reale, con sogni, dubbi e sentimenti proprio come noi. Chi mi ha colpito di più Luca Borromeo perché è diventato mio amico
Come vedi il mondo gay italiano tra 10 anni?
Secondo me, tra 10 anni non si parlerà più di “mondo LGBTQIA” o di “mondo etero”. Il mondo è uno solo e dobbiamo condividerlo. Se dipendesse da me, il famoso acronimo non dovrebbe nemmeno esistere, perché ciò che conta non è il nostro orientamento sessuale, ma chi siamo come persone. Dovremmo concentrarci sul diventare esseri umani completi, non sul definire il nostro genere o il nostro sesso.
In cosa sei tu Indeciso?
Spesso metto in dubbio me stesso, a volte crollo dentro le mie incertezze… eppure c’è qualcosa dentro di me che mi chiama, qualcosa che non posso ignorare. Non mollo. Ogni crisi, ogni dubbio, diventa carburante per spingermi oltre i miei limiti. Io non mi arrendo: trasformo la paura in coraggio, il dubbio in azione, e continuo a inseguire ciò che mi attrae davvero.
Dove possiamo seguire il tuo programma?
Su Instagram GLI INDECISI 18 cercate il cuore Rainbow… cercate il piccolo mondo che ama

