Raphael Gualazzi è un talentuoso cantante, compositore e pianista italiano, noto per la sua capacità di mescolare stili diversi come jazz, blues, soul e pop, creando un sound unico che ha conquistato pubblico e critica. Con la sua voce calda e la maestria al pianoforte, Gualazzi ha saputo farsi strada nel panorama musicale internazionale, vincendo numerosi premi e ottenendo una vasta riconoscibilità, anche grazie alle sue partecipazioni al Festival di Sanremo e alla sua esibizione all’Eurovision Song Contest.
Nella tua musica convivono diversi stili jazz soul pop, qual è quello che ti rappresenta di più?
Io credo che la musica non si debba definire in una sola categoria, anche se questa esigenza deriva dal mercato che vende la musica e per le persone che in qualche modo si identificano in essa. Come artista credo che si molto importate abbattere le barriere degli stili e di quelle che sono le definizioni che imprigionano la musica
Ti è stata dedicata un’aula nella scuola della tua infanzia, come ti sei sentito al riguardo?
Una grande emozione, sarò eternamente grato per questo bellissimo pensiero, sono ancora un po’ in imbarazzo. La cosa bella è stata vedere questi bambini all’ inaugurazione suonare della musica arrangiata dal loro professore di musica che era stato un mio compagno di scuola dell’epoca. Una bella occasione per salutarci dopo tanto tempo. L’energia delle nuove generazioni ha tanto da dare alla musica.
Quanto c’è di improvvisato nelle “session” dei tuoi spettacoli?
In televisione nulla, ci sono tempi stretti. Nei live dipende da tante cose
Progetti a cui stai lavorando ora?
Ne ho tanti in contemporanea. Vado in giro con un recital, una formazione dedicata alla parte jazz del mio repertorio, poi c’è un quintetto per le celebrazioni del mondo e delle atmosfere del mio lato soul. Poi ho un progetto con un’orchestra di archi che sono arrangiati dal maestro Stefano Nanni. L’orchestra e il quintetto lasciano maggior spazio allo strumento, invece il recital o il piano voce danno la possibilità di create delle vere e proprie digressioni dal punto di vista dell’ improvvisazione.
Da Sanremo manchi da sei anni, che idea ti sei fatto degli ultimi anni dello show?
Quest’anno non mi sono presentato. Credo che se ci sarà l’opportunità con un brano che possa essere adeguato alla linea del diretto artistico parteciperei volentieri

