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Reading: Intervista all’autore Matteo Carlesi
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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
LGBTL'angolo della Pecora Rosa

Intervista all’autore Matteo Carlesi

Carlo Kik Ditto
Carlo Kik Ditto 1 anno fa
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5 Min Lettura
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Quando muore un amore

  Poesie LGBTQA+

Quando muore un amore. Storie di lutto e memoria

Di Matteo Carlesi

Ed. Controluna

 

Il volume si compone di 46 poesie, divise in 2 parti più un intermezzo.

La silloge poetica è un viaggio nell’accettazione della perdita dell’amato fino alla costruzione del suo ricordo. Il passaggio dallo struggimento e il dolore, che caratterizzano la perdita fisica del proprio compagno, divengono una necessaria sopravvivenza al presente e a se stesso.

La vita di coppia viene interrotta dalla malattia e dalla conseguente morte ma la fine di un amore non ne scalfisce il vivido ricordo.

Il passaggio in versi dalla prima alla seconda parte del volume è netto: il dolore, la malattia e la fine della vita terrena bloccano il corpo e il cuore dell’autore che però ben capisce la necessità che il dolore e lo struggimento debbano lasciare il posto al ricordo, positivo e tenero dell’amato compagno.

Buongiorno Matteo, parlaci un po’ di te

Ciao e grazie di ospitarmi. Sono toscano e vivo nella campagna vicino ad Altopascio sulla via Francigena, insieme al mio gatto rosso, Nozzi. Nel tempo libero mi diverto a curare il mio giardino, e a divertirmi con gli amici di sempre.

Qual è il filo conduttore del tuo libro?

Nel libro racconto in versi parte dell’elaborazione del lutto del mio compagno, Andrea. Il libro è diviso in due sezioni, “in morte di A.” e “in memoria di A.” con un intermezzo a metà che accoglie alcuni componimenti precedenti alla sua morte. Tornando alle due sezioni principali, nella prima parlo della malattia e della morte e di tutto quello che ho sentito e vissuto, con il cuore e l’animo spezzati. Nella seconda parte parlo dei ricordi, di noi, dell’amore che sopravvive alla morte fisica, che vive anche nell’assenza, e che dà speranza, la speranza di ripartire portando con sé l’amato.

La sofferenza cosa ti ha insegnato?

Si dice che la sofferenza insegni all’uomo a essere migliore. Non lo so, non credo che sia un’affermazione che possa valere per tutti. Sicuramente il dolore ti stravolge la vita e le priorità e ti obbliga a porti delle domande, a mettere in discussione tante sicurezze cristallizzate. Sta a ciascuno di noi poi trarne insegnamento.

Come nasce una poesia?

Nel mio caso nasce da emozioni, ricordi, sentimenti, immagini visive che metto su carta. Rielaboro e scrivo, riscrivo e correggo, finché non sento che ci siamo, che ho trasmesso quanto sentivo nell’anima di dover comunicare.

Le poesie sembrano percorrere un anno solare (di vita), come se si aprisse e chiudesse un cerchio, forse quello del dolore intenso e della perdita, è corretto?

Correttissimo. Queste poesie mi hanno accompagnato nel mio primo, dolorosissimo, anno senza Andrea. Abbracciano un arco di poco più di 12 mesi. Quasi un viaggio catartico, nel dolore e poi nella speranza.

Cosa c’è dopo il lutto?

Non c’è un dopo. Il lutto lo si metabolizza, lo si fa nostro, la ferita del cuore diventa una cicatrice e come tutte le cicatrici ogni tanto la si sente ancora forte. Una musica, una ricorrenza, un piatto, e la mente e il cuore tornano là, a noi. L’importante è ricordarsi che noi siamo ancora qua, in questa vita e di conseguenza dobbiamo guardare avanti, ma con i nostri amati sempre nel cuore.

Perché hai scelto di mettere “in versi” il tuo stato d’animo e non con un romanzo?

Trovo la poesia, quella contemporanea, un ottimo strumento per esprimere direttamente e sinceramente le proprie emozioni, quasi un flusso di coscienza che non deve rendere più conto di metriche o altre storiche consuetudini. Questo lavoro poi è nato come una mia risposta al dolore che provavo, al lutto che stavo e che sto vivendo, per cui è venuto spontaneo raccontarmi tramite i versi più che in un romanzo, che ha strutture ben definite, ha personaggi, narrazioni, tempi completamente differenti.

A chi consiglieresti queste poesie?

A chi ama, a chi ha amato e a chi ha dovuto interrompere il proprio cammino insieme alla persona amata, a tutti loro dico: l’amore resiste, ed esiste, anche nell’assenza, anche al di là della morte, che, alla fine, non è niente, è solo un passaggio, che prima o poi affronteremo tutti. È dura, ma si può ripartire, con la speranza nel cuore.

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Carlo Kik Ditto Set 5, 2024
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Pubblicato da Carlo Kik Ditto
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Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno" e giornalista,Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.
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