Il Teatro Mediterraneo esplode in un boato fragoroso quando John C. McGinley fa il suo ingresso sul palco del Comicon Napoli 2026. Un’accoglienza da vera rockstar, tra applausi, cori e qualche fan che urla “Perry Cox sei tutti noi!”, omaggiando il personaggio che lo ha reso iconico nella serie Scrubs – Medici ai primi ferri.
L’attore si presenta con un sorriso largo tipico americano e, dettaglio che conquista subito il pubblico, indossa una maglia del SSC Napoli personalizzata: dietro, la scritta “Mr Cox”. Un mix perfetto tra culto televisivo e passione partenopea che scatena un’altra ondata di entusiasmo.
A introdurlo sul palco è la giornalista Eva Carducci, affiancata dal suo doppiatore italiano Angelo Maggi, voce che il pubblico riconosce immediatamente. Maggi, noto anche per il suo lavoro ne I Simpson dove presta la voce a personaggi come il commissario Winchester e il Reverendo Lovejoy, scherza con McGinley ricreando alcune delle sfuriate più celebri del dottor Cox -con tanto di battute e “doppiaggio in persona” che mandano il pubblico in visibilio.

Durante l’incontro, McGinley ripercorre la sua carriera, dagli esordi nel cinema accanto a registi come Oliver Stone fino alla consacrazione televisiva con Scrubs. Racconta con ironia il suo rapporto con la popolarità: “Non ho mai capito se la gente mi ama… o ha paura che inizi a urlargli contro come Cox”, dice ridendo, scatenando un’altra raffica di applausi.
Non manca uno sguardo al presente: l’attore parla del suo nuovo progetto, “Rooster”, una serie che promette di mescolare humor tagliente e momenti più intimi.
Nonostante la notorietà, l’attore ha sempre mantenuto un rapporto molto equilibrato con la popolarità. A differenza di molte celebrità travolte dalla fama, McGinley ha scelto di non lasciarsi definire dal successo mediatico. In diverse interviste ha sottolineato come il lavoro per lui sia una passione artigianale più che un mezzo per alimentare l’ego. Questo approccio si riflette soprattutto nella sua vita privata, che ha protetto con grande attenzione. McGinley è noto per essere una persona profondamente legata alla sua famiglia.
Il risultato è una carriera longeva e rispettata (ve lo ricordate in Platoon?), accompagnata da una vita personale relativamente lontana dai riflettori. Un esempio raro, in un mondo in cui la popolarità spesso finisce per sovrastare tutto il resto.
Dopo l’incontro, si è prestato per un

