C’è un talento che da Napoli sta conquistando platee e cuori, un artista che non teme sfide impossibili e che sa trasformare ogni nota in emozione pura. Si chiama Ivan Kampary, ed è lui l’anima che ha infiammato il Teatro Italia di Acerra durante la grande kermesse dell’Associazione Artistica del Maestro Gaetano Campagnoli e della sua compagna di vita e di palco Ottavia Cenatiempo, maestri di un evento che ha saputo fondere danza, musica e poesia in un’unica grande serata, mettendo in scena ragazzi talentuosi, pianisti, cantanti e batteristi.. La sua ospitata del 22 giugno, ha dato ancor più spessore alla serata musicale contribuendo ad illuminare con gli artisti allievi dell’accademia Let’s G.O. School, l’evento di fine anno. L’accademia è da sempre, un punto di forza e di riferimento musicale per giovani talenti emergenti.
Kampary, ospite d’onore, ha letteralmente stregato il pubblico, raccogliendo due standing ovation memorabili: la prima sulle struggenti note dell’Adagio di Albinoni, la seconda con un coraggioso e magistrale duetto di Vivo per lei insieme alla talentuosa Martina Guerra. Due brani simbolo, due montagne vocali che Ivan ha scalato senza esitazione, con quella voce unica che unisce potenza, grazia e passione.

Ma dietro questo trionfo c’è un percorso artistico che parla di coraggio e visione. Dopo il successo internazionale del suo progetto “Gocce di Cuore” – un album che omaggia in 25 perle sonore i giganti della musica mondiale, da La vie en rose a Imagine, da New York New York a Nel blu dipinto di blu – Ivan si prepara a stupire ancora. A brevissimo, infatti, sarà disponibile sulle piattaforme il suo nuovo progetto dance: una reinterpretazione rivoluzionaria dell’Adagio di Albinoni, completamente arrangiata in chiave dance con orchestrazioni originali del Maestro Gaetano Campagnoli, poliedrico polistrumentista e producer, fratello del più noto, altro grande musicista, Mº Enzo Campagnoli, storico direttore d’orchestra del Festival di Sanremo.
E qui il talento di Kampary si misura con un primato da record: nel brano, infatti, l’artista regala l’acuto finale più lungo della storia della musica italiana e internazionale. Un atto di audacia artistica che, senza ombra di smentita, lo consacra tra le voci più straordinarie della scena attuale.
La serata del 22 giugno non ha solo celebrato un grande artista, ma ha dato spazio anche ai talenti emergenti: il coordinamento fotografico e video della kermesse è stato firmato dal giovanissimo Alessandro Campagnoli, appena 17 anni, promessa già luminosa nel mondo della produzione artistica e figlio di Gaetano e Ottavia, che hanno diretto l’evento con stile e brillantezza.
Il futuro? Ivan Kampary guarda già avanti: è stato il primo artista confermato come ospite d’onore per quello che si preannuncia come l’evento dell’anno: i 120 anni del Circolo Yachting Club Sportivo Rari Nantes di Napoli, luogo iconico sospeso tra cielo e mare, considerato il circolo più bello del mondo. Un riconoscimento che è arrivato con l’unanime voto del consiglio direttivo presieduto dal dottor Agostino Longo, con il vicepresidente Cesare Biagini e i consiglieri Giulio Guglielmi, Carlo Narici e Riccardo Canessa.
Il talento napoletano, con la sua voce e il suo cuore, porta in alto il nome di Napoli e della musica italiana, ricordandoci che la vera arte è quella che osa e che sa parlare all’anima. E lui, di questo, ne è maestro.

