La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Nel fine settimana appena trascorso abbiamo accolto l’arrivo di una primavera un po’  bizzarra e alquanto anomala sotto due aspetti sia climatico visto il freddo insolito e diffuso, ben  lontano dalle temperature  medie stagionali sia esistenziale in quanto  la pandemia, a distanza  di un  anno, ci tiene ancora reclusi in casa, costretti a rinunciare alle passeggiate e alle gite  fuori porta che la Primavera  porta con sé o, almeno, portava con sé nelle nostre vecchie vite normali.

Malgrado  ciò, il Covid non ha fermato gli organizzatori dall’associazione Libera e anche quest’anno si é  celebrata, con successo e attiva partecipazione, la XXVI edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.

La manifestazione solitamente si tiene in una città ma causa pandemia, in questo  secondo anno di restrizioni, a livello nazionale non è  stata realizzata un’unica contemporanea manifestazione corale, ma diversi appuntamenti sparsi in varie città e con le più  diverse modalità  espressive.

Con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, l’associazione di don Luigi Ciotti ha deciso di chiedere ai dirigenti scolastici, ai coordinamenti di Libera, alle scuole, alle università e alle associazioni aderenti, alla rete di “Avviso Pubblico” e a quanti volessero aderire, di organizzare la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie dinanzi a uno o più spazi culturali diffusi sul  territorio.

Un invito che é  stato  accolto  con successo e la realizzazione di svariate  iniziative, alcune in presenza, ove possibile, altre  con modalità telematica, laddove il passaggio in zona rossa di molte Regioni ha inciso profondamente  sulla libertà  di  organizzazione e di aggregazione.

A Napoli l’incontro è  stato realizzato in un luogo simbolico: la Sala sociale della fabbrica Whirpool dove gli operai hanno collaborato fattivamente per la realizzazione del progetto e dove la testimonianza della lotta alla criminalità  è  stata coinvolgente e diversamente rappresentata attraverso la voce di scrittori, esponenti  politici, rappresentanti di Libera e, ovviamente, di semplici cittadini pur nel rispetto rigorosissimo delle misure anticovid sui rischi di assembramento.

Per ricordare, poi, l’anniversario della morte di don Peppe Diana dalla sera di venerdì 19 marzo fino al 21 marzo, in piazza del Plebiscito, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno per le vittime di mafia, su Palazzo Reale é  stata  realizzata la proiezione dell’elenco degli oltre 900 nomi delle vittime innocenti italiane, che si commemorano in un’unica preghiera  congiunta.

A ricordare e riveder le stelle – cultura e memoria” é  il il tema prescelto per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e gli eventi ad essa legati, organizzati in tutta Italia dalla rete di Libera che ha ottenuto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica per l’elevato valore morale dell’esempio e del significato della memoria nel tramandare messaggi di valore ed educare  alla consapevolezza del senso dello Stato e del bene comune.

La giornata coincise nella volontà  di  chi ne chiese l’istituzione anni fa con l’inizio della primavera affinché il ricordo e la commemorazione di tutte le vittime della criminalità organizzata  potessero rivivere nel nostro quotidiano incentivando l’impegno civile con un appuntamento fisso di chi non dimentica e non vuole dimenticare l’orrore delle mafie e la loro potenzialità  distruttiva.

E così dal 1996, ogni anno, in ogni città, viene letto l’elenco di circa mille nomi di vittime innocenti delle mafie.

Ci sono vedove e vedovi, figli senza padri, madri, fratelli o sorelle, genitori che hanno perso prematuramente i loro figli; ci sono vittime il cui nome conosciuto genera  subito un sobbalzo ed un’emozione forte e  vittime poco note, ma non per questo non degne di pari rispetto, vittime prescelte e vittime casualmente colpite dal destino, ma tutte, proprio tutte, meritano di essere ricordate alla stessa maniera e con la stessa partecipazione emotiva, segno di una  memoria responsabile perché  dal ricordo si generi il  dovere civile dell’impegno e della giustizia.

Alla luce dell’encomiabile obiettivo perseguito di sensibilizzazione e di risveglio delle coscienze, la manifestazione di Libera assume un significato molto importante in quanto impone una riflessione e spinge ciascuno, individualmente e in ogni luogo, a pensare e ripensare, attraverso il ricordo e la rievocazione dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, alla lotta al crimine organizzato, nella consapevolezza che nessun luogo e nessun settore ne è immune e che solo lo sviluppo di forti valori e ideali di giustizia  e legalità  possano tutelare i cittadini dalla prepotenza e dalla soccombenza  alle mafie; questione particolarmente delicata e sentita in questo preciso momento  storico con una povertà  sempre più  dilagante ed un’economia in ginocchio  che, senza  i necessari aiuti dello Stato, può  divenire succube di un sistema  perverso di corruzione e contaminazione.

Mai dimenticare che  i tanti martiri della legalità hanno messo al primo posto il rispetto e l’amore per il bene comune, vivendo con la paura di avere  le ali spezzate improvvisamente e agendo per affermare il loro senso di libertà anche a costo della propria vita, sacrificata in nome di un senso di appartenenza forte  allo Stato e alle istituzioni.

Tutti, ma soprattutto, i giovani  devono sapere e conoscere la storia del nostro Paese e delle sue vulnerabilità, devono, purtroppo, fare i conti con un passato tremendo fatto di stragi e morti dolorose che hanno  lasciato l’impronta della forza dello Stato sconfitto solo con la violenza  e l’orrore degli assassinii.

Le mafie vivono spregiudicatamente accumulando enormi ricchezze attraverso pratiche illegali e criminose quali il traffico di stupefacenti, lo smaltimento di rifiuti tossici, il riciclaggio di denaro sporco, il traffico di esseri umani, le estorsioni, la contraffazione e il racket, eliminando i cittadini  onesti “scomodi” che incontrano nel perseguimento dei loro interessi, arrivando a corrompere, persino, i vertici più alti dello Stato, dissimulandosi coi loro enormi  patrimoni sporchi pur di ottenere  i loro spregiudicati vantaggi economici e di potere.

Ecco perché  é  fondamentale che in contrapposizione  alla diffusione e penetrazione capillare delle logiche criminali, ovunque, devono prevalere l’antimafia delle Istituzioni e dei cittadini con una ventata di profonda e rinnovata forma mentis  votata all’anticorruzione, per una vera globalizzazione della cultura per la legalità, partendo  dalle scuole di ogni ordine e grado, con percorsi laboratoriali e attività formative che possano far crescere negli studenti il senso di impegno e di responsabilità, in modo che nessuna vittima delle mafie sia morta inutilmente.

Il 21 marzo – nelle parole degli organizzatori – è un momento di riflessione, approfondimento e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, persone che hanno subito una grande lacerazione che noi tutti possiamo contribuire a ricucire, costruendo insieme una memoria comune a partire dalle storie di quelle vittime. È una giornata di arrivo e ripartenza per il nostro agire, al fine di porre al centro della riflessione collettiva la vittima come persona e il diritto fondamentale e primario alla verità, diritto che appartiene alla persona vittima, ai familiari della stessa, ma anche a noi tutti”.

Nella scelta di Libera quest’anno si sono privilegiate iniziative locali presso i luoghi di cultura.

La cultura che in questo anno di pandemia è stata spesso bisfrattata, accantonata e messa ai margini, con musei, teatri  e cinema chiusi, ritenuta non essenziale e, per questo, facilmente rinunciabile.

Cosa che é  avvenuta ma, non di certo, a cuor leggero e senza danni  diffusi, non si può  assolutamente isolare la cultura e separarla  dalle nostre vite e dimenticare quanto sia fondamentale per l’evoluzione umana e per la consapevolezza dei valori importanti per l’esistenza, capace di destare attenzione e ascolto, diffondere il senso  civico, consolidare un senso di responsabilità e ingenerare coinvolgimento  e partecipazione, la cultura definita quale “ingrediente fondamentale per la lotta alle mafie e alla corruzione, scintilla di memoria e impegno sociale“.

Alle attività  di  sensibilizzazione sul territorio sul valore della legalità si sono affiancate molte federazioni e realtà sportive di promozione sociale che hanno deciso di  indossare nel weekend sportivo del 19-21 marzo una maglia simbolica con lo slogan “Lo sport non vi dimentica” per ricordare le più di 1.000 vittime innocenti delle mafie, nostri vicini, concittadini, colleghi, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali assassinati per mano della malavita da Nord a Sud mentre provavano  a svolgere semplicemente il loro dovere con onestà  intellettuale  e professionale, anteponendo alla loro stessa vita ben altri valori e principi ritenuti superiori la cui forza e il cui impeto sono stati arrestati solo con la brutalità dell’omicidio attraverso  la deflagrazione di una bomba  o l’esplosione di colpi di arma da fuoco …ma anche così  facendo seppure hanno eliminato  una vita lasciando un vuoto immenso – drammaticamente e per sempre – non ne hanno cancellato il valore simbolico né  tantomeno la sua potenza di verità  e libertà.

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Biografia Fabiana Sergiacomo

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.

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