Sotto il promontorio di Pizzofalcone, nel quartiere San Ferdinando, si trova a una grande cavità sotterranea, in una zona rocciosa situata in quella che un tempo separava il porto dalla collina di Chiaia.
Questa grande cavità era utilizzata in passato da persone povere che non avendo niente vivevano in condizioni estreme.
Queste condizioni di vita erano considerate peggiori rispetto a quelle dei “bassi” e dei “fondaci” del resto della città
Un nome corretto e più noto della grotta, chiamata Grotta delle Spagare, è “Grotta degli Spagari”. Il nome deriva probabilmente dal fatto che i residenti lavoravano fili sottili, “spagari”, per avvolgere il canape.
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In seguito a un’epidemia di colera, probabilmente per motivi igienici, le grotte vennero chiuse. La cavità, un tempo viva, è ora murata quindi inaccessibile e il suo ricordo è legato a un periodo di miseria e precarietà per i suoi abitanti.



