LA GUGLIA DELL’IMMACOLATA

A Napoli anche la religiosità è un aspetto predominante nella vita di ciascuno. La devozione per un santo è un sentimento così cruciale per il popolo napoletano, che riserba a lui la confidenza di raccontare le proprie sofferenze e sperare in una sua protezione. A tal proposito, un antico rituale si ripete ogni 8 dicembre nella piazza del Gesù Nuovo: la città rende omaggio alla Vergine Maria con un fascio di rose deposte alla sommità della guglia che prende il nome dell’Immacolata, in virtù della celebrazione da parte della Chiesa della Immacolata concezione. Come da cerimonia, dopo i saluti di rito delle autorità civili e religiose, il Sindaco di Napoli porge il fascio di rose ai Vigili del Fuoco, i quali, utilizzando una scala telescopica, posizionano i fiori tra le mani della statua in rame della Vergine. Inizialmente, al posto della statua della Vergine, vi era collocato un monumento equestre dedicato a Filippo V, per celebrare la visita del re in città avvenuta nel 1702. Successivamente, l’effigie venne distrutta dal popolo, quando le truppe austriache invasero la città.      La guglia dell’Immacolata è un’opera che appartiene alla città di Napoli, secondo quanto venne stabilito nel Concordato nel 1818 tra il papa Pio VII e il re Ferdinando I di Borbone, sebbene essa fu realizzata per volontà di un sacerdote gesuita, padre Francesco Pepe, e la costruzione venne finanziata esclusivamente con elemosine dei cittadini devoti alla Vergine Maria. Il diritto fu reso evidente solo anni più tardi, quando nel 1831 divenne necessario intervenire sul monumento a tutela della pubblica incolumità. Probabilmente, a causa del costo elevato, il Decurionato ritenne opportuno che le spese andassero a carica dei padri gesuiti, considerati i proprietari della guglia. La decisione finale di avviare i lavori a carico dell’amministrazione cittadina fu presa da un sovrano rescritto che rilevava come “ai termini del Concordato del 1818 i Padri Gesuiti sono decaduti dall’antico diritto di proprietà, e che la proprietà della Guglia è stata trasmessa alla Città”. La proprietà del monumento è anche rappresentata dallo stemma cittadino, ravvisabile sull’antica cancellata che circonda la base della guglia, nella sua versione settecentesca con corona ducale stilizzata e lettera C sovrapposta ai colori dello scudo.

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