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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
News dal mondo

La Nazionale riparte dal tridente Malagò-Mancini-Ranieri: “Vogliamo vincere e riportare i giovani a vedere l’Italia ai Mondiali”

Redazione
Redazione 1 mese fa
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5 Min Lettura
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(Adnkronos) –
Il nuovo tridente azzurro è servito: Roberto Mancini a sinistra, Giovanni Malagò al centro e Claudio Ranieri a destra. Da qui ripartirà l'Italia del nuovo corso per tornare dove merita e riconquistare un posto al prossimo Mondiale. Dopo la querelle Pirlo, l'addio dopo 16 giorni di Maldini e Leonardo, l'ex presidente del Coni – da presidente della Figc – ha messo il suo timbro sul nuovo assetto: si riparte dall'ultimo ct vincente in azzurro, Roberto Mancini, che ha conquistato l'Europeo 2021 e da un uomo serio, competente e di grande esperienza come Claudio Ranieri. Non sarà un percorso facile ma l'intento è stato subito chiaro. "Sono molto felice di presentare Roberto Mancini, nuovo ct della Nazionale, e Claudio Ranieri, direttore tecnico, e tutti sentiamo il peso della responsabilità per riportare l'Italia ai Mondiali", ha detto Malagò nella conferenza stampa che ha aperto la nuova era. "Vogliamo vincere tutte le partite. Farò in modo che la Nazionale possa giocare bene per farmi perdonare di quanto accaduto tre anni fa. Con Gravina ho chiarito, la responsabilità dell’addio è stata mia, se ci fossimo parlati non sarebbe accaduto nulla", le parole iniziali di Mancini, che ricomincia dall'azzurro 1081 giorni dopo aver lasciato la Nazionale. Il tecnico di Jesi ha preso subito la parola per tornare al 13 agosto 2023, a quelle dimissioni inaspettate, rassegnate in piena estate pochi giorni prima di iniziare una nuova esperienza sulla panchina della Nazionale dell'Arabia Saudita. Una scelta della quale si è pentito: "Allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina -ha esordito nella Sala Conferenze della sede Figc di via Po- e probabilmente se ci fossimo parlati a quattr’occhi sarebbe cambiato tutto. È andata così e sono molto dispiaciuto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante. È un po' come la donna della vita, se la perdi hai sbagliato qualcosa. Adesso, grazie al presidente Malagò, ho la possibilità di rifarmi. Cercherò di riportare la Nazionale dove merita". Una Nazionale che ripartirà dal 4-3-3: "La base sarà quella, ci darà uno spirito offensivo. Troveremo i nuovi Bonucci e Chiellini per fare da chioccia ai giovani. Nel 2018, quando siamo arrivati, il 90% dei giornalisti riteneva l’Italia la settima o ottava squadra in Europa. Non sono mai stato d'accordo. Se in quattro anni abbiamo centrato 37 risultati utili di fila, e la Spagna ci ha rubato il record solo ora, vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di buono. Quando l'Italia va al Mondiale o all'Europeo, diventa pericolosa. Il nostro obiettivo è formare una squadra subito e puntare a ottenere risultati dappertutto: Nations League, Europeo, Mondiale", ha sottolineato Mancini. Poi sui troppi stranieri in Serie A: "La percentuale è più o meno la stessa di tre anni fa, purtroppo. La nostra speranza è che vengano impiegati più italiani, poi se vanno all’estero e giocano va bene”, ha proseguito il ct che sugli attaccanti ha poi sottolineato che "non credo che lì davanti siamo messi così male. Pio, Kean, Retegui… e nessuno di questi va considerato “giovane”. Spero che i nuovi facciano gli stessi gol che ha fatto Immobile in Serie A". Pronto a mettersi a disposizione di Mancini e della Federazione, Claudio Ranieri ha ammesso come "questo incarico è il coronamento di una carriera, non credevo potesse accadere. Sono molto orgoglioso, so che ci sarà da lavorare tantissimo, ma la mia carriera da allenatore credo la dica lunga, è un compito arduo. Mi preme tantissimo fare innamorare i tifosi italiani della nazionale di calcio e permettere ai bambini di far vedere la nazionale ai mondiali di calcio che non hanno mai visto", ha aggiunto il nuovo dt azzurro. "Io voglio capire bene come funziona il settore giovanile e scolastico non possiamo permetterci che i bambini sono presi da altri giochi, dai videogiochi, dai telefonini, dobbiamo cercare di abbassare i prezzi. I giovani devono tornare a giocare a calcio. Le nazionali giovanili stanno lavorando bene, è l’ultimo salto che è difficile, bisogna capire cosa fare e come fare per permettere al ct di poter scegliere. Siamo bravi tatticamente, all’estero la tattica non viene così esasperata come da noi, dobbiamo tornare a sviluppare la tattica individuale", ha concluso Ranieri. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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