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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Eventi

La Notte dei Ricercatori vibra dei nuovi suoni coi Rescatto

Giuseppe Improta
Giuseppe Improta 7 anni fa
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9 Min Lettura
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Ieri sera, presso l’Istituto Nazionale Tumori – Fondazione Pascale siamo stati ospiti alla “Notte dei Ricercatori” ed abbiamo potuto assistere, sul campo, ed in modo pratico, a quello che vuol dire fare della propria vocazione un mestiere al servizio della comunità.
Ma non solo la scienza è materia da poter mettere al servizio degli altri, bensì anche la musica ed infatti abbiamo incontrato tre ragazzi che della propria personalità hanno fatto mestiere da offrire al pubblico, i Rescatto. Band napoletana capitanata da Francesco Amato alla voce, Giuseppe La Capruccia alla chitarra e Marco Esposito alle tastiere, dedita alla proposizione di brani in chiave cabarettistica/noir. Un genere articolato nella musica e nei testi che però sa catturare l’attenzione delle persone in sede live; esattamente com’è accaduto ieri.
Siamo riusciti a conoscerli da vicino e di seguito vi riporto la chiacchierata che ho avuto con il front man Francesco.

  • Ciao Francesco. Partiamo dall’inizio: chi sono i Rescatto e come nascono?: I Rescatto nascono nel 2003 da un idea di Pippo il chitarrista che insieme a Marco, stufo di suonare nei locali le solite cover, decide di mettere su una band cercando un cantante e cominciando a scrivere brani inediti. CI siamo avvicinati, conosciuti, ed abbiamo iniziato a buttare giù idee; da premettere che io non sono, ne ero, uno scrittore ma ho provato e col tempo è uscito un qualcosa di carino che ci ha portato a continuare su questa strada, a migliorare quelle che sono le nostre caratteristiche, a investire molto su una musica che non è soltanto vocalità o musicalità ma anche una ricerca teatrale attraverso la mimica facciale e gli atteggiamenti. Di sicuro c’è chi è più virtuoso di noi sia musicalmente che scenicamente ma alla fine ci andava di raccontare il nostro vissuto musicale, sai tipo di quando ci si rincontra con gli amici dopo un po’ di tempo e si suona qualche brano, le reunion, è siamo arrivati al giorno d’oggi facendolo.
  • Da dove nasce la scelta di optare per una musica di altri tempi, coniugandola ad un tempo attuale?: In effetti all’inizio, lo stile di scrittura era del tipo sai strappalacrime ahahah, fin quando poi non ci rendemmo conto che la mia personalità era diversa. Era simpatica, faceva sorridere, era istrionica allora capimmo che mi rispecchiavo di più in un “animale da palco” e  lì, anche musicalmente, iniziammo a scrivere qualcosa di divertente. Così nacquero le nostre ricerche in tema di musiche Carosionane, Felliniane…un qualcosa di particolare e che, al contempo, si avvicinasse anche un po’ alla nostra napoletanità, quindi  dei brani che riportassero anche nel linguaggio questa forma di appartenenza. Parlando di musica possiamo dire che, a ben pensarci, questo non sia nemmeno un genere. Musicalità un po’ retrò, un po’ anni 70/80. Diciamo che le canzoni, secondo noi, sono interessanti perché raccontano con molta leggerezza una tematica ma senza fare la solita protesta sociale o cadere nello sfottò; solo dare quel minuto di riflessione alle persone.
  • La tua interpretazione libera della frase: “Chi si ama denuncia, chi si odia rinuncia”: Parliamo, qui, di “Bruna” un’altra bella canzone in quanto abbiamo immaginato la vita di questa donna attraverso una storia accaduta realmente. Un giorno, a scuola, un ragazzo che era solito guardare dalla finestra una prostituta espresse un desiderio non proprio consono e da lì si aprirono una serie di riflessioni; un mondo a sé stante che ti fa capire quanto questi ragazzi guardino queste figure e già da piccoli le idealizzino come un qualcosa di materiale no? “Io la vorrei per…”e quindi da li è nata Bruna. Una canzone che vuole denunciare la violenza sulle donne  ed appunto porta in se questa riflessione: “Chi si odia rinuncia” a vivere la propria vita ed a lottare, vive inerme; mentre “Chi si ama denuncia” anche solo parlandone, non per forza con atti estremi; fa fiorire il senso di dolore verso gli altri. Si apre comunque al mondo senza tenersi le cose dentro ecco.
  • Spostandoci per un attimo dalla musica; stasera siamo ospiti alla Notte dei Ricercatori: quanto è importante la ricerca e soprattutto cosa andrebbe fatto per implementarla e renderla fruibile a tutti? Sappiamo delle enormi difficoltà odierne quando si parla di termini come ricerca, sperimentazione, diffusione…non tutto arriva a tutti: Non tutto arriva a tutti in quanto, forse, molti hanno ancora lo sguardo distorto verso questa tematica o viceversa rivolto verso cose più banali. Per come la pensiamo noi, fin quando la cosa non ti tocca personalmente non riesci mai a mantenere il massimo dell’attenzione, non ti interessi in maniera diretta…sono comunque argomenti complessi e relegati a tematiche ostiche. Quando invece sei toccato personalmente allora ci si mette lì a leggere o ad ascoltare, sentire, capire e fondamentalmente ad essere un po’ più aperto sia in maniera sociale che sentimentale verso il problema.
  • Come far si che l’argomento tocchi un po’ tutti?: Magari un’informazione diversa o un approccio diverso; il capire che una persona non ha bisogno della pietà, o di essere messa da parte o, una persona che ha delle difficoltà, non ha bisogno di sentirsi dire una determinata cosa bensì va aiutata con dei consigli, se tu ne sai più di lei. Vuoi che sia una cura o un sistema alternativo; una corretta e efficiente divulgazione, ecco.
  • Esordite con “Senza Veleni” nel 2011, proseguite con “Rescattolandia” nel 2016, vari singoli ed arriviamo ad oggi: cosa ci si può aspettare dai Rescatto?: A breve dovrebbe uscire un nuovo album che si chiamerà sicuramente “Viva l’amore” perché racchiude un po’ le ultime canzoni che consacrano il nostro sviluppo musicale e vocale. Ci sono delle novità e dei brani che abbiamo ripreso dal primo disco in quanto adesso più maturi e pronti per essere valutati. C’è un nostro brano, del primo disco, che verrà inserito in un cortometraggio in quanto, possiamo dire, che è adesso il tempo giusto della sua rivelazione.

Una storia che sicuramente parte da lontano, e non solo in termini di pubblicazioni o incisioni. Stiamo parlando di un qualcosa che va oltre, ed è palese anche solo pensando alla musica. Una scelta ardua porta questi ragazzi ad esprimersi in un modo che potremmo definire arcaico ma che, al contempo, non risulta affatto spiacevole. In tutti noi c’è quel lato un po’ oscuro, un po’ cupo, un po’ grottesco ed è proprio questa la chiave di volta di questo progetto; il grottesco. Una contrapposizione di bello/brutto, buono/cattivo, giusto/sbagliato; una continua altalena di emozioni musicali che trascinano lo spettatore in un qualcosa di piacevolmente inquietante. Ovviamente questo è il pregio di questa band, la resa live che sia su un palco o in uno spiazzale.
Musicalmente parliamo di due album e varie incisioni; “Senza Veleni” del 2011 che, per quanto abbia dei buoni testi, risente l’essere un po’ acerbo e “Rescattolandia” del 2016 che, a parere di chi scrive, è un buon lavoro in tutti i sensi e potrebbe essere considerato il vero punto di partenza di questi ragazzi. Vi segnalo, in chiusura, i link per seguire questa band in modo da rimanere sempre aggiornati sulle date e sulle nuove iniziative: il Sito Ufficiale, Facebook, Instagram, Twitter, You Tube.
La musica, a differenza della altre arti, ha il potere di imprimere nell’animo umano una sensazione immediata; se a questo aggiungiamo il lavoro di buone band come la suddetta il risultato non può che essere ottimale.

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