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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Musica

La Regina prima dei baffi.

Redazione
Redazione 7 anni fa
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6 Min Lettura
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L’aria è mite e il tramonto è spettacolare. Il porto di Stone Town apre sull’Oceano Indiano e l’arancio del sole sta incendiando il mare di cristallo. Sulla banchina un signore occhialuto e ben vestito ha tutta l’aria di chi sta aspettando qualcuno.

Alla mia (forse indiscreta) domanda, la conferma arriva. Il signor Bomi sta aspettando suo figlio Farrokh, di ritorno da un lungo periodo di studi in India. Lo ha mandato lui laggiù, a formarsi in un college inglese. Si, perchè Bomi è un funzionario indiano e parsi che la suprema corte britannica ha inviato a lavoro a Zanzibar.

Qui sull’isola africana ci sono lui, sua moglie Jer e la giovane Kashmira, sorella minore di Farrokh. Hanno condotto una vita agiata fino ad ora, il lavoro procedeva bene per Bomi, che ha potuto assicurare un’infanzia felice ai suoi due figli.

Ma le cose stanno cambiando: dopo la fine della seconda guerra mondiale nel sud est africano è cominciato un processo di decolonizzazione e in breve si è passato da un dominio tedesco ad uno inglese. In seguito la corona ha concesso la parziale autonomia ad un sultanato, trasformato poi in monarchia costituzionale. Ma nel gennaio di quest’anno, il 1964, una rivoluzione lampo ha instaurato a Zanzibar una repubblica di stampo socialista e adesso l’isola intera sta per entrare a far parte di un nuovo stato indipendente: la Tanzania. Alla luce di questi drastici e repentini cambiamenti, la soluzione migliore per Bomi e famiglia (e vale anche per gli inglesi residenti qui) è la fuga in Inghilterra.

Feltham, un sobborgo di Londra, sarà nuova casa per la famiglia Bulsara. Lì proveranno a ricostruirsi la vita nel migliore dei modi, ma ci sarà da soffrire.

Farrok è stato uno studente modello in India. Ha ottenuto ottimi risultati in tutte le discipline, è un buon disegnatore e si è dimostrato anche un discreto sportivo. Ama la corsa, il tennis da tavolo e la boxe. A Bombay ha scoperto però la sua vera passione: la musica. E siccome, miei cari amici, il colonialismo passa soprattutto dalla cultura, i suoi miti sono gli idoli del rock&roll, Cliff Richard, Little Richard e, soprattutto, Elvis. Ha portato con sé un gran ricordo degli Hectics, la band del college indiano che mandava in delirio le ragazzine della scuola. Farrokh ha già sperimentato il senso di libertà che solo il rock può dare, anche se solo dalle retrovie del palco, come pianista. Il ragazzo è molto timido, forse un po’ complessato dalle orecchie a punta e dagli incisivi sproporzionati. La musica però è un ottimo alleato contro la timidezza e, quando suona, si sente bello come un re.

Il periodo di preparazione per il viaggio di “esilio” in Inghilterra lo passa leggendo riviste pop occidentali, anche se qui a Zanzibar arrivano con almeno un mese di ritardo. Di tutta la famiglia, Farrokh è di sicuro quello più contento di questo nuovo inizio. Comprende la tristezza di suo padre e le preoccupazioni di sua madre, ma non vede l’ora di spiccare il volo e nessun posto al mondo più della Londra degli anni ’60 può offrirgli l’occasione che sogna.

Bene, per i pochi di voi che non sapessero come va a finire questa storia, lascerò Zanzibar (anche perchè come al solito ho scelto il momento meno propizio per visitarne le spiagge) e vi regalerò un nuovo giro a Londra, direttamente nel 1970, per vedere come gira al nostro amichetto rockettaro.

La capitale britannica è un sogno per uno come Farrokh. I Beatles, benchè appena sciolti, sono stati una grande ispirazione per tutti coloro che vogliono fare musica. Il rock è in piena evoluzione, da quello “classico” di matrice blues alla psichedelia, fino al progressive.

I college di Londra pullulano di gruppi ed è facile imbattersi in annunci che ricercano componenti per formare band proprio nelle bacheche universitarie. Proprio così, sulla scia di Pink Floyd, Who, Yardbirds, Cream e con ancora ben impresse in mente le sconvolgenti performance inglesi del ’67 di Jimi Hendrix, sono nati gli Smile di Brian May (studente di astronomia e chitarrista) e Roger Taylor (studente di biologia e batterista).

Col nostro vecchio amico Farrokh, che nel frattempo è entrato all’Accademia d’Arte e in un’altra rock band chiamata Sour Milk Sea, Roger divide una stanza e una bancarella di vestiti al Kensington Market.

Dai tempi di Zanzibar Farrokh è molto cambiato: look molto più ricercato fatto di abiti alla moda, smalto nero e capelli lunghi. Tuttavia riconoscerlo mi è facilissimo, per via dei suoi dentoni.

“Chiamami pure Freddie, mio caro, qui mi conoscono tutti così.”

Londra, 1970. Si, l’immigrato parsi venuto dall’Africa e i suoi due nuovi amici, il biologo e l’astronomo, stanno per mettere su una nuova band.

Dalla cartellina di disegni, tra mille ritratti di Jimi Hendrix, Freddie tira fuori il disegno di una fenice, è l’idea per un logo. Dalle ceneri degli Smile e dei Sour Milk Sea stanno per nascere i Queen!

E tra non molto al terzetto si aggregherà John Deacon, un ingegnere elettronico con la passione per il basso…

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