Esistono altipiani del nostro Mezzogiorno in cui la natura riesce a dipingere quadri cromatici di rara bellezza, trasformando la montagna in una distesa viola che profuma d’estate e di benessere. Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, a ben 1100 metri di altitudine al confine geografico tra la Calabria e la Basilicata, si estende una realtà agricola e paesaggistica straordinaria. Visitare il Parco della Lavanda del Pollino a Campotenese significa fare un’esperienza sensoriale completa, dove la biodiversità incontra la storia della coltivazione delle piante officinali e la tutela dell’ecosistema locale. Per farci raccontare da vicino la magia di questo piccolo “Provenza del Sud”, abbiamo inviato sul posto il nostro Fulvio Donato per un reportage immersivo tra aromi, natura e cultura botanica.
Il viaggio a Campotenese: tra storia aziendale e virtù terapeutiche
Raggiungere questa oasi montana è estremamente agevole grazie alla vicinanza con lo svincolo autostradale di Campotenese, che rende il parco una meta perfetta per una gita fuori porta lontano dalla calura della costa. Fin dai primi passi tra i filari, l’impatto visivo e olfattivo regala un’immediata sensazione di pace. Come riporta il nostro inviato Fulvio Donato: “In una calda giornata d’estate, siamo andati alla scoperta del meraviglioso Parco Della Lavanda, dove abbiamo avuto il piacere di ammirare vaste distese di questa magnifica e virtuosa pianta che con il suo colore abbellisce notevolmente la valle di Campotenese. Il Parco sorge a 1100 metri di altitudine sulle le montagne del Pollino al confine tra la Calabria e la Basilicata. È un po’ fuori mano ma è molto semplice da raggiungere essendo situato vicino all’uscita dell’autostrada. Questo bellissimo posto ci ha regalato una giornata all’insegna dei profumi e dalle proprietà curative che caratterizzano le virtù di quest’erba officinale“.
Ad arricchire la visita interviene il racconto appassionato del personale di guida, capace di illustrare le origini della struttura e le caratteristiche chimico-fisiche della pianta. “Abbiamo avuto il piacere anche di ascoltare la storia dell’azienda attraverso un’eccellente guida che si è dimostrata all’altezza e molto esauriente nel raccontarci la nascita del parco, dandoci anche modo di provare le varie essenze di questa magnifica pianta. La lavanda ha molteplici virtù: la si può utilizzare in cosmesi per preservare il benessere della cute, oppure per le sue funzioni terapeutiche avendo proprietà rilassanti e decongestionanti“, sottolinea Donato.

La varietà delle cultivar e il rispetto per le api operaie
Camminando lungo i sentieri ricavati tra le coltivazioni, si impara a distinguere le differenti varietà di lavanda che si differenziano per intensità di sfumatura, composizione aromatica e tipologia di infiorescenza. Il contatto diretto con i fiori permette di cogliere le sfumature delle singole essenze. “Durante il nostro percorso ci siamo soffermati nelle varie file delle coltivazioni per conoscere esattamente le varie tipologie di lavanda che si differenziano per colore, qualità e composizione chimica. Strofinando leggermente i fiori, si riesce a distinguere le diverse essenze che emanano e si possono cogliere gli intensi profumi molto gradevoli all’olfatto. Successivamente presso la bottega aziendale abbiamo avuto modo di conoscere i loro prodotti a base di lavanda, e siamo stati lieti di apprezzare la gentilezza e la cortesia del personale“, descrive l’inviato di Senzalinea.
Un aspetto particolarmente rilevante della gestione del Parco della Lavanda del Pollino riguarda la sostenibilità ambientale e la salvaguardia degli insetti impollinatori. L’azienda ha strutturato un vero e proprio micro-ecosistema a tutela delle api, fondamentali per l’equilibrio della flora locale. “Un’altra cosa molto interessante che abbiamo notato è come le solerti api operaie, che contribuiscono all’equilibrio e al benessere delle piante, vengano trattate dallo staff della struttura in modo più che rispettoso. Infatti godono di un abbeveratoio completamente dedicato a loro dove si possono rinfocillare e riposare prima di riprendere il duro lavoro. A tal riguardo c’è la possibilità anche di visitare le loro dimore, le arnie, con la dovuta raccomandazione da parte degli apicoltori di mantenere una certa distanza“. Questa profonda attenzione verso l’armonia tra uomo e regno vegetale rispecchia una sensibilità ecologica sempre più diffusa nei grandi viaggi di scoperta del territorio, un po’ come accade quando analizziamo l’impatto culturale e la natura nei nostri approfondimenti dedicati alla psicologia del paesaggio e della tradizione.

Gusto e divulgazione: il valore della cultura botanica
Il percorso conoscitivo si completa con un’esperienza di degustazione gastronomica pensata per valorizzare le note aromatiche della lavanda anche in cucina. Il miele ricavato dalle arnie del parco e gli sciroppi artigianali rappresentano l’espressione più dolce di questa pianta officinale. “Il nostro giro si conclude infine con un’ottima degustazione dei prodotti a base di lavanda quali il miele e lo sciroppo che senz’altro ci hanno lasciato un dolce ricordo”, testimonia Fulvio Donato.
La giornata trascorsa a Campotenese offre lo spunto per una riflessione più ampia sull’importanza della divulgazione botanica nell’Italia contemporanea. Promuovere la conoscenza delle erbe curative e delle risorse naturali rappresenta infatti un presidio fondamentale di educazione ambientale e di sviluppo turistico sostenibile. “Luoghi come il Parco della Lavanda dovrebbero essere più presenti nei vari territori italiani affinché si possano conoscere le tante virtù di molte altre erbe officinali. Esistono molte piante con proprietà curative eccezionali che possono essere di grande aiuto per la nostra salute, ed è con strutture di questo tipo che si divulga e si condivide la loro conoscenza“, sintetizza con efficacia l’inviato di Senzalinea.
Un invito aperto a scoprire una delle perle più affascinanti e profumate dell’Appennino meridionale, dove la bellezza visiva della fioritura si trasforma in cultura della terra e rispetto per l’ambiente. Per consultare le schede informative sulle riserve ambientali e sulla flora del territorio è possibile accedere al portale ufficiale del Parco Nazionale del Pollino.

