Anche da queste pagine non avevamo risparmiato critiche feroci verso Antonio Conte, non tanto per quanto fatto in panchina ma per alcune dichiarazioni davvero inaccettabili, specie quelle pronunciate dopo la sconfitta di Bologna. La vittoria della Panchina d’oro sarà un ulteriore scarica di adrenalina per il mister pugliese che è sceso in trincea con i suoi, pochi, ragazzi.
La stagione del Napoli è davvero surreale: partita con i favori del pronostico, ha alternato periodi di gioco brillante ad altri davvero negativi e questa altalena ha prodotto sia la vittoria in Supercoppa (dominata dal Napoli e da Neres) sia l’eliminazione dalla Champions, frutto di almeno tre gare letteralmente non giocate o giocate malissimo.
Oggi i partenopei sono a nove punti dalla battistrada Inter, miracolo o rimpianto? Difficile dirlo, l’ecatombe di infortuni che ha colpito la rosa azzurra non si placa, i recuperi sono lunghi e lenti, i traumi ormai non fanno più notizia; il blocco del mercato di gennaio è stato grottesco se consideriamo che almeno due delle competitor dei napoletani per la corsa Champions/campionato (perchè non credo proprio che Conte si sia arreso) hanno situazioni al limite del drammatico (Juventus e Roma).
Le altre non hanno sfracelli (Malen probabilmente il colpo che può spostare qualche equilibrio in casa Roma), nonostante le roboanti previsioni degli esperti di calciomercato, una categoria di giornalisti più vicina a cronisti rosa che al pallone.
Sono arrivati due attaccanti dalle ottime prospettive (Giovane ed Allison Santos), hanno salutato l’interlocutorio Lang (mai realmente integratosi), il disastroso Lucca (che, temo, ce lo ritroveremo qui a giugno con un mega riscatto sul groppone), oltre agli “inutili” Marianucci ed Ambrosino che, oltre ad aver ampiamente dimostrato di essere sottodimensionati (almeno per ora) per una squadra come il Napoli, hanno anche pagato scelte personali dettate dal loro ineffabile procuratore.
La vittoria contro la Fiorentina ha detto delle cose importanti: oltre ad aver messo Vergara agli onori della cronaca, calciatore ottimo ma che deve essere lasciato in pace e a cui va data l’opportunità di crescere e sbagliare, ha mostrato una unità di intenti reale e tutti, da Meret a Guitierrez, da Lobotka a Mctominay, hanno mostrato di essere a pieno sul pezzo, lanciando il cuore oltre l’ostacolo.
La speranza è che con i prossimi recuperi di alcuni calciatori, in attesa che venga definita la matassa Anguissa per il quale si sospetta qualcosa di più grave di quanto non sia stato detto e, possibilmente, con l’interruzione di emorragie della rosa, il Napoli possa lanciare lo sprint anche alla capolista Inter, nella considerazione non solo della diminuzione degli impegni infrasettimanali ma anche del fatto che i napoletani sono già passati per le trasferte a Milano, Roma e Torino e che, Como escluso, affronteranno al Maradona i residui sconti diretti contro giallorossi e rossoneri.
Insomma, la stagione è tutta da vivere ed è tutt’altro che finita come insistono a ribadire in molti.

