Sono stati scelti i finalisti della seconda edizione del Premio Maria Corti – Parole al centro, il riconoscimento promosso dalla Fondazione Maria Corti per valorizzare opere letterarie e percorsi intellettuali che abbiano nella centralità della parola il loro elemento distintivo.
Per la sezione narrativa entrano nella terna finale Alessandra Carati con “Atto di famiglia” (Neri Pozza), Laura Nicchiarelli con “Marea” (66thand2nd) e Andreea Simionel con “La ragazza d’aria” (Rizzoli).
Il premio nasce con l’obiettivo di ricordare e proseguire l’eredità di Maria Corti, figura centrale della cultura italiana del Novecento, studiosa, critica letteraria, scrittrice e fondatrice del Centro Manoscritti dell’Università di Pavia. Il riconoscimento intende premiare autori e autrici capaci di considerare la parola non soltanto come strumento espressivo, ma come elemento in grado di interpretare, trasformare e mettere in discussione la realtà.
Atto di famiglia di Alessandra Carati
Alessandra Carati, con la consueta lucida empatia, ci racconta la fine drammatica ma possibile di una famiglia, dando spazio alle versioni di tutti gli attori, spesso discordi, contraddittorie, ma non per questo meno vere, per dirci che il male non necessita sempre di corpi violati, ma può insinuarsi anche dietro al silenzio, la codardia, la menzogna.
«Interno di famiglia con inferno (anche legale) nel nuovo romanzo di Alessandra Carati.» – Alessandro Beretta, La Lettura
All’inizio è una famiglia come tante, infelice a modo suo. Un padre presente e insicuro, una madre assente ed eccentrica, una figlia combattuta tra loro, felicità e fedeltà. Le crepe sono dappertutto, ma vengono coperte da piccoli spiragli di normalità, dalla vita che deve andare avanti. Poi un giorno tutto crolla, per ognuno in un modo diverso, e sotto le macerie, compromessa per sempre, resta lei, la bambina che tutti volevano per sé e che nessuno ha amato abbastanza; lei, cuore di un corpo che non esiste più.
Marea di Laura Nicchiarelli
Con una scrittura nitida e perfettamente intonata alle emozioni, Laura Nicchiarelli ci consegna un romanzo d’esordio inquieto e toccante.
«Laura Nicchiarelli esordisce con una vicenda corale, ritmata da ricordi e correnti emotive.» – Ursula Beretta, La Lettura
È una ventosa giornata di luglio quando Nico, cinque anni, scompare per sette ore dalla spiaggia di Punta Ala, nella Maremma grossetana. Molti anni dopo, la zia di Nico, Livia, decide di radunare il nipote e alcuni amici nella casa di famiglia affacciata sul mare. Le vite di coloro che hanno condiviso quell’angoscia si intrecciano di nuovo per un weekend destinato a riaprire molte ferite, sei persone si aggirano in quelle stanze con una simulata leggerezza, per nascondere i fantasmi che perseguitano ciascuno di loro. C’è, soprattutto, una vecchia cartolina. A trovarla è uno degli ospiti, Leo, sceneggiatore in crisi creativa e di coppia che vorrebbe iniziare finalmente il suo romanzo e che si ritrova, invece, invischiato in una rete di bugie. Ma forse in quel messaggio c’è una storia da raccontare, forse quella storia è la chiave per rimettere insieme i pezzi della sua. Quella manciata di giorni diventa così il momento cruciale in cui passato e presente si incontrano e si dipanano. Al ritmo della musica elettronica amata da Nico, con il controcanto assordante delle cicale in pineta, i tasselli del puzzle si compongono nel ricordo di quel lontano pomeriggio che unisce tutti ma che li ha tutti divisi per anni. Punta Ala, un tempo il luogo spensierato dell’estate, capace di nascondere ciascuno agli altri e a sé stesso, travolge tutti con il suo moto silenzioso. Come una marea.
La ragazza d’aria di Andreea Simionel
“C’è, in questa voce che colpisce e ammalia, una forza primigenia. Un romanzo che pulsa, capace di parlare al nostro fragile presente.” – Silvia Avallone Una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue, due identità. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ciò che è stata e chi può diventare. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta è troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo è troppo pieno. Ed è così che inizia a stringere, ogni giorno controlla di più: il pensiero, gli affetti, il cibo. Attorno a lei, i genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Perché Aryna lotta con il peso delle proprie radici nell’Est, la fame di trovare un posto in un Paese nuovo, l’Italia, e al centro di tutto il suo corpo, che cade, resiste, si rialza. Andreea Simionel scrive una storia toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott’acqua, lentamente si può tornare a respirare, come se fosse la prima volta.






