La chiesa di San Giorgio Maggiore è una chiesa monumentale di Napoli ubicata in piazzetta di S. Francesco d’Assisi o popolarmente chiamata Crocelle ai Mannesi, di fronte all’omonima chiesa che dà il nome alla piazzetta e lungo via Duomo, nel cuore del centro antico della città.La basilica severiana fu anche la prima parrocchia, la prima chiesa battesimale cittadina, servita da un collegio di chierici e sacerdoti che svolse il proprio ministero per diversi secoli. San Severo infatti fu il primo vescovo ad istituire nella città la “plebem” ossia la pieve, la parrocchia.La basilica severiana fu detta pure di San Giorgio.
Nel 1640 un incendio ne distrusse buona parte dell’edificio e ad occuparsi della sua ristrutturazione fu proprio Cosimo Fanzago che ne invertì l’orientamento: l’attuale ingresso, infatti, è collocato in quello che fu il catino absidale della primitiva chiesa. Nel 1694 ci fu un’ulteriore ristrutturazione a causa di un terremoto: poco dopo, il Fanzago trasferì una parte delle colonne in granito nella vicina chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci.
Il periodo del Risanamento per allargare via Duomo, una delle tre navate (quella sul lato destro) fu eliminata. Accanto alla porta d’ingresso laterale alla chiesa, davanti al pilastro destro è collocato l’antico sedile marmoreo del fondatore San Severo.
Nella cappella a sinistra dell’altare maggiore vi sono affreschi del Solimena e un pregevole crocifisso ligneo del 1200. Alcuni anni fa, durante alcuni restauri, dietro ad una delle due tele di Alessio d’Elia, pittore di scuola solimeniana, che raffigurano una San Severo e l’altra San Giorgio di Alessio D’Elia, fu trovato un grande affresco di Aniello Falcone datato 1645, raffigurante San Giorgio, che su un cavallo bianco imbizzarrito e lancia alla mano, affronta ed uccide il drago liberando una donna.
Per ammirare questo affresco fu pensato di trasferire la tela raffigurante San Giorgio su un telaio incernierato che è possibile spostare con una corda per ammirare l’ affresco diAniello Falcone
La basilica per moltissimi anni è stata chiusa, fino a quando nel 1952, dopo superficiali restauri, fu riaperta al culto.
Per vedere l’affresco nascosto di Aniello Falcone è necessario chiedere al custode di spostare il quadro mobile.



