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Langrisser 1+2 [PLAYSTATION 4 -RECENSIONE]

Di cosa si tratta?

Langrisser è un nome che risulterà poco familiare ai più giovani ed ai non appassionati di RPG strategici giapponesi. Incredibilmente però  Langrisser I & II, pubblicati rispettivamente nel 1991 e nel 1994 hanno ancora oggi qualcosa da dire. La narrazione rispecchia i classici temi degli shonen , il tutto proiettato in un contesto fantasy medioevale di derivazione occidentale. I personaggi, anche se un pò stereotipati ben accompagnano bene le fasi di gameplay, vera essenza della saga.  L’arrivo nel 2020 dei remake di Langrisser I & II  probabilmente è dovuto al buon successo del free to play Langrisser Mobile di Zilong Game Limited, che è stato in grado di riproporre il franchise ai giocatori più giovani e meno esperti.

L’essenza del gioco: il gameplay

Le missioni di Langrisser I & II presentano diverse condizioni di vittoria e sconfitta da tenere presente dato che  la tattica migliore non sarà sempre quella di attaccare a testa bassa. I campi di battaglia sono suddivisi nella classica scacchiera su cui si disporranno le nostre truppe e quelle degli avversari; il tipo di terreno modificherà alcuni valori degli attacchi, come ad esempio la precisione. I protagonisti delle battaglie sono gli ufficiali:  ognuno  di esso possiede un livello, statistiche, abilità e magie specifiche. I primi due paramenti aumenteranno con l’esperienza che otterremo sconfiggendo nemici, eseguendo determinate azioni ed utilizzando un equipaggiamento aggiornato. L’aumento delle abilità e delle magie specifiche, invece, sono legate alla classe di appartenenza del personaggio e le otterremo ad ogni level up o rispettando alcune speciali condizioni di vittoria. Una volta sbloccata una determinata  classe, essa si potrà  modificare a piacimento, potremo così determinare il tipo di truppe assoldabili dall’ufficiale: ovviamente le classi più avanzate potranno avere soldati più forti , ma dall’ingaggio decisamente più oneroso. Fortunatamente, la nuova versione di Langrisser I & II offre la possibilità di attivare la campagna in modalità Easy Start con a disposizione numerose risorse extra. Nel corso del turno di gioco si potrà decidere come muoversi, attaccare o difendersi.  Ovviamente truppe diverse hanno capacità di spostamento, vantaggi e svantaggi diversi. Altra nota positiva è l’esistenza  del  quick save durante ogni turno che sarà molto utile in caso di sconfitta . Per gli amanti del farming sarà  possibile ripetere ogni scontro, questo sarà utile  per accumulare esperienza e rendere i propri ufficiali più potenti, cosa fondamentale  perchè la loro sconfitta porterà alla scomparsa di ogni soldato assoldato dal campo di battaglia.

Remastered e Classic a confronto

Nelle impostazioni di gioco sarà possibile decidere se affrontare i due titoli in diversi stili grafici. Le modalità presenti sono ben quattro , ognuna delle quali con le proprie caratteristiche: Remastered, Classic, Classic Map e Classic Characters. Le prime due permetteranno di giocare al titolo interamente rimasterizzata o interamente classica Le altre due invece permetteranno un esperienza ibrida in cui si avranno le mappe classiche e i personaggi nuovi, e viceversa. Per quanto riguarda la giocabilità oltre l’Easy Start, il remake di Langrisser I & II non porta novità o migliorie al combat system. Il grosso del lavoro del team Chara-Ani è stato infatti nel ricreare da zero l’aspetto di mappe e personaggi.

Remastered inferiore alla versione mobile?

Sfortunatamente si: i nuovi sprites sono del tutto diversi da quelli realizzati  a suo tempo dallo storico mangaka Satoshi Urushihara e, altra nota di demerito la grafica di questa remastered è inferiore a quella di  Langrisser Mobile. Stessa cosa per le animazioni degli scontri fra le truppe , animate in maniera semplicistica ed  inferiori a quelle per smartphone. Peccato per la poca attenzione per il comparto estetico , anche perchè era l’unico  aspetto che andava modernizzato per attirare un pubblico giovane che aveva magari giocato al titolo per cellulare, incuriositi da una riedizione dei titoli originali.

Considerazioni finali

Ci troviamo innanzi ad una  riproposizione un pò pigra di due grandi classici, incapace di accontentare appieno i fan di vecchia data e i giovani  provenienti da Langrisser Mobile. Rimane il fatto che a distanza di decenni, Langrisser I & II rimangono due pietre miliari nella storia di JRPG, ed è bello poter  rivivere queste esperienza ad alta risoluzione, su macchine da gioco attuali. Purtroppo, il lavoro di restyle dei titoli è stato fatto in maniera poco attenta e questo mina il giudizio finale.

Pro

  • Due pietre miliari della storia videoludica nipponica
  • Giocabilità ad altissimi livelli
  • Buon restyling grafico…

Contro

  • …ma poteva essere fatto di più
  • Comparto tecnico inferiore a Langrisser Mobile
  • Il gioco doveva essere trattato con più “amore”

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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