5 settembre 2026: Jovanotti con il suo Jova Summer Party 2026 all’Ippodromo di Agnano che ha segnato il ritorno dell’artista nella città partenopea a distanza di 11 anni dal suo ultimo show allo stadio San Paolo nel 2015.
A parte qualche problemino legato alla raggiungibilità dell’Ippodromo, alla luce delle misure antisismiche messe in atto per la circolazione stradale dal Comune di Napoli, la festa ha avuto uno start un pò tentennante con partenza alle 16:00, ininterrottamente susseguitasi fino a mezzanotte inoltrata, dinanzi a circa 35000 spettatori di tutte le età, provenienti da tutta la Campania per cantare e ballare all’unisono le sue, e non solo, canzoni.
Jovanotti si è circondato come in ogni giornata evento del suo tour di diversi compagni di viaggio e cosi Planet Funk e Enzo Avitabile con i Bottari hanno contribuito a creare un evento di musica dal vivo, con continue rievocazioni di Pino Daniele e il suo mood…dal canto suo, un Enzo Avitabile come sempre scoppiettante, musicalmente perfetto e dal richiamo continuo al groove giusto…coinvolgendo il pubblico, estremamente intergenerazionale che ha dimenticato il sole cocente che picchiava dalle 16 fino quasi a sera.
A movimentare la serata anche i salernitani fratelli, dj Parisi, famosi in tutto il mondo, che con la loro musica elettronica hanno fatto ballare i 35mila in attesa di Jovanotti che tra un’esibizione e l’altra e tra un artista e l’altro ballava, cantava, parlava e accompagnava il pubblico, non lasciandolo mai davvero, sempre da dietro le quinte o sul palco era presente e si faceva vedere, setire, ascoltare.
Non sono mancati momenti romantici con le canzoni dedicate all’amore per la moglie e per la figlia, rievocando il suo anniversario di matrimonio che sarebbe caduto il 6 settembre…o l’amore per Napoli e la sua storia musicale …o ancora il suo amore universale per la vita, per la musica, per la “gente”, attraversando la sua storia musicale dai mitici anni ’80 fino ai giorni nostri con la Buon Vento scritta con Alfa che richiama sempre il concetto di movimento verso qualcosa, un movimento collettivo, sentito, universale verso il cambiamento e la sensibilizzazione di una coscienza unica collettiva contrapposti all’individualismo di persone e poteri.
Jovanotti più volte ha richiamato il suo amore per la città, culla da sempre di cultura e musica, radicando lo spettacolo alla forte identità locale di Napoli, definita come la «capitale mediterranea della musica», con più omaggi a Pino Daniele nel corso della serata culminati con l’esecuzione di Je so’ pazzo e A me me piace ‘o blues e al grade Diego Armando Maradona con l’inno Life is life, mandando in visibilio i 35mila presenti.
Alle 21.30 inizia il vero concerto, dopo non essersi mai risparmiato nelle ore precedenti, e così salpa l’arca di Lorè con immagini grafiche che hanno accompagnato ogni esibizione, ogni canzone, incantando gli spettatori.
Spesso, Jovanotti si è lasciato andare a provare spiegare che realizzare questi mega concerti è concretizzare un nuovo concept musicale e bisogna riconoscergli che partecipare a questa maratona musicale ha davvero qualcosa di speciale, è davvero unico e ti lascia addosso emozioni e vibrazioni dettate dalla musica ma anche dalla forza delle parole e dei pensieri.
Si viene avvolti in una enorme energia vitale, si avverte la sua contagiosa positività…lui stesso ha ammesso di non accettare il pessimismo, anzi dice che non deve esserci spazio per il pessimismo…bisogna credere sempre in una possibile rinascita, e così si lascia andare ad una riflessione ad alta voce «C’è aria di catastrofe, salite sulla mia Arca. Mai per la nostra generazione è avvenuta ciò che sta accadendo ora dove crollano certezze che credevamo eterne, come progresso, apertura, democrazia, perfino la gioia » un invito, una speranza che spinge alla condivisione e all’ottimismo collettivo per contrastare momenti difficili come questo dove regnano guerre, cambiamenti climatici devastanti e forme depressive sempre più inquietanti e insinuanti.
E così l’Arca di Lorè, anche graficamente rappresentata in modo eccezionale come sfondo di tutte le sue canzoni, diviene una forma di salvezza…non in fuga da qualcosa, ma in salvezza di tutto e di tutti coloro che abbracciano una nuova idea di comunità, di accoglienza, di condivisione, di amicizia tra culture e popoli…e la musica non può che essere il trait d’union più attuale e vincente.

