Trama: Tracciando la sensibilità amorosa di tre generazioni di donne – mogli, madri, amanti, figlie – attorno alla relazione tra una giovane nipote e lo zio assai più adulto, Pascale Kramer ritrae lo spirito di ciascuna epoca mettendone in scena le inevitabili contraddizioni e le deleterie ambiguità. A cominciare dal delicato tema del consenso sessuale. Tra silenzi e reticenze, analizza il ruolo attivo delle donne nell’evoluzione delle sfaccettature dei loro rapporti con gli uomini, senza edulcorarne gli eccessi, e facendo emergere le indulgenze di cui sono – più o meno consapevolmente – capaci.
Nell’autunno del 1977, la tredicenne Clémence assiste al trasloco della nonna rimasta vedova. L’attesa presenza di Vincent, suo zio, sembra elettrizzare l’intera famiglia. Vincent ha un talento per piacere e farsi amare dalle donne; è riuscito in tutto, ed è l’oggetto della prima infatuazione adolescenziale di Clémence che, cinque anni dopo, ne diventa l’amante occasionale. Una volta venuta allo scoperto, la vicenda si trasforma in un ‘affare di famiglia’ e a farne le spese sarà solo Clémence, lasciando spazio a insospettabili indulgenze anche da parte di altre donne, come Nancy, madre di Vincent e nonna di Clémence.
Kramer continua la sua analisi delle implacabili logiche intrafamiliari, toccando anche temi sensibili come la sottomissione femminile nei rapporti di coppia o l’aborto, evitando semplificazioni, così da far emergere – come sempre nella produzione krameriana – la complessità e l’assenza di giudizio. è la costruzione sessuata del desiderio ad essere al centro del libro, così come lo statuto del consenso e del desiderio femminile. Si tratta insomma di indagare, non per scusare o condannare, i rapporti uomo-donna e anche temi scottanti come le sottili molestie sessuali in ambito non solo famigliare e il fine vita come scelta di libertà faticosamente accettata.
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Recensione: Un romanzo intenso e scomodo, capace di affrontare temi delicati senza mai cadere né nel sensazionalismo né nel giudizio facile. La storia segue Clémence e il legame ambiguo che, fin dall’adolescenza, la unisce allo zio Vincent, uomo carismatico e affascinante che esercita una forte influenza su tutta la famiglia. Ma il cuore del libro non è soltanto questa relazione: è il modo in cui le persone intorno scelgono di vedere, ignorare o giustificare ciò che accade.
Kramer racconta le dinamiche familiari con grande lucidità. Nessun personaggio è completamente innocente o completamente colpevole; ognuno sembra muoversi in una zona grigia fatta di affetto, dipendenza emotiva, debolezza e bisogno di essere amato. È proprio questa complessità a rendere il romanzo credibile e profondamente umano.
Lo stile dell’autrice è essenziale, controllato, quasi freddo. Una scelta che essendo priva di discorsi diretti non incontra i miei gusti, punta ad avvicinarsi al flusso di coscienza, rendendo a me personalmente la lettura pesante e di difficile fluidità. Gran peccato, perché è un’idea di storia che ritengo molto interessante.
Non ci sono scene costruite per scioccare il lettore: la tensione nasce piuttosto dai silenzi, dai non detti e dalla normalità con cui certe situazioni vengono accettate all’interno della famiglia. Questo rende la lettura ancora più inquietante, perché mostra quanto facilmente alcune persone riescano a convivere con ciò che preferiscono non affrontare apertamente.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è la capacità di evitare qualsiasi semplificazione morale. Vincent non viene descritto come un personaggio puramente negativo, ma nemmeno idealizzato; allo stesso modo, Clémence non appare mai soltanto come una vittima passiva. Pascale Kramer lascia al lettore il compito di interrogarsi sui confini tra desiderio, manipolazione, dipendenza affettiva e responsabilità personale.
Le indulgenze è quindi un romanzo psicologico profondo, che affronta relazioni familiari fragili e disturbanti con grande intelligenza narrativa. Non è una lettura leggera, ma è uno di quei libri che continuano a far riflettere anche dopo l’ultima pagina, proprio perché non offre risposte semplici né rassicuranti.
Pascale Kramer, svizzera, è autrice di dodici romanzi in lingua francese. Per la sua opera, nel 2017 le è stato assegnato il Gran Premio svizzero di letteratura. Tra gli altri riconoscimenti, il Premio Michel-Dentan, il Swiss Lipp Prize, il Prix Rambert, il Prix Schiller e il premio francese Grand Prix de la Société des gens des lettres. Alla carriera di scrittrice, Kramer affianca quella di curatrice della programmazione del Salone africano del Libro di Ginevra e di tesoriera e volontaria dell’associazione di rifugiati afghani Nouvelle Page.


