Le vetrine di Natale alle Galeries Lafayette

Luci, colori, profumi, suoni e ricordi. È Natale! No, non ancora. Ma nonostante il lockdown, alcune luminarie qui a Parigi si cominciano a intravedere. Dal ponte che collega Notre Dame al quartiere Latino si scorgono già le ghirlande penzoloni sulla Senna e qualche Babbo Natale atterrato sulle balaustre dei balconi. Sul Boulevard Hausseman, all’altezza del civico 48, si può addirittura sentire l’eco di alcuni ritornelli natalizi. Provengono di certo dalle Galeries Lafayette. Già, son proprio loro, le undici immancabili vetrine che ogni anno colorano il Natale della Rive Droite parigina. Anche quest’anno, il centro commerciale più grande della Ville Lumière onora la tradizione. Trasforma il cielo in un manto di lucine dorate e ci trascina in infanzia attraverso il racconto delle avventure di Celeste, una giovane esploratrice in giro per il mondo. Le istallazioni animate figurano viaggi in luoghi straordinari e incontri con creature fantastiche: scimmiette, mongolfiere, orsi polari, pantere giganti, fiori incantevoli e stelle cadenti sono incorniciati dai colori algidi del Natale e della neve scintillante. Come sempre, tutti i personaggi sono animati da burattinai digitali, una peculiarità delle Galeries Lafayette che contribuisce a renderle il luogo privilegiato per ingannare l’attesa del Natale. Ogni dicembre, le vetrine si trasformano in teatrini di figura allestiti dai migliori decoratori del mondo. Per il 2020, la direzione artistica è affidata alle tinte vivaci e contrastanti dell’illustratore belga Tom Scham che s’impegna a riprodurre l’universo onirico del pittore congolese Chéri Samba, già esposto al Centro Pompidou, e del grande fumettista Jacques de Loustal.

Lo sguardo dei pochi bambini, i cui genitori hanno certamente infranto le regole del lockdown per donare loro qualche minuto di fantasia, è sufficiente a spiegare perché, anche in piena pandemia, non si è potuto rinunciare alla celebrazione del periodo natalizio. La famiglia Houzé, proprietaria delle Gallerie afferma che “è indispensabile dare un senso alle festività”. E il direttore del grande magazzino, Alexandre Liot, aggiunge che “Natale è il momento di ricordare i nostri valori e la nostra missione storica: portare in maggior quantità possibile tutto ciò che di bello e di buono offre la nostra epoca”.

C’è da aggiungere che – a tergo di questi universi spettacolari cui anche i più cinici non saprebbero resistere – le vetrine di Natale sono parte essenziale del marketing dei grandi magazzini. Nel loro allestimento confluisce oltre un milione di euro, ossia il 30 % del budget annuale dedicato alla comunicazione. La preparazione comincia già nel mese di gennaio e continua durante tutto l’anno. Benoît Laumaillé, direttore dell’identità visiva delle Galeries Lafayette, racconta: “ogni lunedì mattina, devo partecipare a una riunione sul Natale”. E ne vale la pena. Perché il Natale è l’evento commerciale più redditizio dell’anno. Con circa 10 milioni di curiosi che passeggiano davanti alle vetrine, permette di incassare circa il 20 % del fatturato annuale. Forse non di quest’anno, ma di certo di tutti quelli precedenti.

Così si spiega la grande attenzione dedicata alla messinscena di questi magnifici diorami, alla costruzione di questi intervalli di evasione in cui precipitano le barriere che ostruiscono il processo d’acquisto. Le luci, i suoni e i colori comunicano direttamente con l’inconscio delle persone, fanno appello alla loro fantasia e ai loro ricordi, le attirano in un sogno, dove ogni senso di colpa per la spesa futura è offuscato dal desiderio di portare a casa un brandello di magia. Tuttavia, anche le vetrine devono adattarsi all’evoluzione degli usi e dei costumi della società. Infatti, molte cose son cambiate dal 1874 in cui Macy’s, il negozio simbolo dello shopping newyorkese, inaugurava la prima vetrina natalizia al mondo. Oggi, le vetrine sono sempre più variopinte, più abbaglianti e sature di oggetti. Si conformano così alla frenesia crescente di un’epoca che costringe alla corsa e usurpa il tempo del passeggio. Le vetrine, ormai, devono catturare l’attenzione del pubblico in meno di cinque secondi e devono essere “instagrammabili”. Per questo, la maggior parte delle rappresentazioni paesaggistiche si adattano alla forma verticale dei nostri smartphone. Insomma, il sogno di Natale nasconde operazioni di marketing dettagliatamente costruite, così bene edificate che si ha meno voglia di conoscerle che abbandonasi al magico universo di Natale.

Please follow and like us:

Biografia Francesca Musto

Francesca Musto
Addottorata in logica e metafisica alla Normale di Parigi, traduco la mia meraviglia per il mondo in prodotti editoriali. Credo che la parola e il pensiero siano strumenti privilegiati per comprendere la realtà e che il cinema sia una porta su universi paralleli.

Check Also

“BANCO DI NAPOLI”: UN GRANDE ISTITUTO IN MOSTRA AL MUSEO DI NAPOLI-COLLEZIONE BONELLI.

A due anni dalla totale chiusura del Banco di Napoli (26 novembre 2018), un modo …