Leggende napoletane:Il coccodrillo alla corte del Re

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Napoli ha 3000 anni di storia,ed è naturale che fra leggende e realtà,vi sia tanto da raccontare,aneddoti il cui eco hanno fatto il giro del mondo.Vi è però una storia che a quanto pare,nel corso dei secoli,si avvicina alla realtà molto più di quanto si pensi.A Napoli c’era un coccodrillo!La leggenda narra che l’animale fosse giunto in città seguendo una nave,probabilmente proveniente dall’Egitto,aggrappandosi con gli artigli allo scafo dell’imbarcazione.La data in cui il grosso rettile decise di “stabilirsi” a Napoli non è certa,ma si narra che come dimora scelse le carceri dell’antico Maschio Angioino,che Carlo d’Angiò fece costruire nel 1279 come nuova sede della corte napoletana,in quella che poi fu denominata “Fossa del Coccodrillo”.Per sopravvivere il coccodrillo si intrufolava furtivamente dal mare,attraverso una piccolissama apertura,che gli permetteva di accedere ai sottorranei,dal maniero.Individuata la preda,la trascinava in acqua,scomparendo nuovamente in mare.Il grosso rettile fu scoperto dalle guardie del castello,proprio dopo che i carcierieri fecero delle indagini su degli strani “rapimenti” dei prigionieri,che,nonostante per le caratteristiche architettoniche delle prigioni, continuavano a sparire.Che i prigionieri fossero evasi o fuggiti era letteralmente impossibile!Una volta svelato il mistero,le guardie pensarono di servirsi del coccodrillo per sbarazzarsi più facilmente dei nemici più scomodi della corte.Ancora oggi,quella parte dei sottorranei resa celebre dal rettile,è chiamata “Fossa del Coccodrillo”,denominazione che fa capire l’uso piuttosto cruento che ne fecero i vari sovrani di Napoli.Fra tutti,due si servirono di quel “metodo” per i loro scopi,Ferrante d’Aragona e Giovanna II d’Angiò.Ferrante fece divorare dal “mostro” i baroni che avevano congiurato contro di lui.Giovanna d’Angiò,invece,si dice gettasse in pasto al coccodrillo,i suoi molti amanti,dopo aver goduto dei loro servigi.Ma come finisce la nostra “storia”?Che fine ha fatto il mostro delle carceri?Si dice che l’animale fu “Pescato” attraverso un’ancora e un coscia di cavallo avvelenato.Una volta catturato il coccodrillo fu ucciso e,una volta imbalsamato,fu posto all’entrata della fortezza.Molte stampe dell’Ottocento raffigurano il Maschio Angioino con all’ingresso del castello,la carcassa di un grosso animale.La carcassa era forse il Coccodrillo della storia?

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Biografia Redazione

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