L’esordio letterario di Ciro Bruno Linardo con #ProcidaNonDeveMorire

Ci sono luoghi, atmosfere, profumi e odori che regalano alla fantasia la marcia giusta per poter esprimere su carta i propri pensieri. E quando la fantasia ti accoglie, trasportandoti nel suo mondo l’unica soluzione per poterla gestire è quella di trasformarla in un Romanzo. La prima opera di Ciro Bruno Linardo #ProcidaNonDeveMorire, pubblicata dalla casa editrice Edizione Mea, raccoglie quei frammenti di fantasia, mischiandola con la realtà dei luoghi nella splendida cartolina procidana, dove il protagonista, Giovanni, vivrà un’avventura che non si sarebbe mai sognato di affrontare. I personaggi diventano reali, nel racconto, delineati in maniera così precisa da poter chiudere gli occhi e immaginarli, ascoltare il tono delle loro voci, accarezzati dal vento tiepido dell’isola. Una lettura che consigliamo vivamente, per chi ama il mistero e la natura, perché questo romanzo, riesce a concentrare tutte le energie necessarie per ricaricarsi.

Raccontaci, come nasce #ProcidaNonDeveMorire?

Nasce dai numerosi post romantici su Procida che pubblicavo su Fb durante la navigazione sul traghetto  per e da Procida. Poi, quasi per gioco, ho cominciato a scrivere una storia (su suggerimento della mia amica e collega Betta) tanto per buttare giù le mie emozioni. La mia fantasia ed gli ameni scenari hanno fatto il resto. Ho scritto su un file Word del mio cellulare ed esclusivamente durante la navigazione. Il mio potrebbe definirsi un “boat book”!

Perché la necessità di parlare del popolo Sahrawi?

Conosco bene il popolo saharawi perché sono il tesoriere di bambini senza confini Onlus di Napoli che si occupa del progetto “bambini saharawi ambasciatori di pace”. Sono una comunità meravigliosa con valori semplici ma autentici e che chiedono soltanto il diritto all’autodeterminazione e a ritornare ad occupare la propria terra.

C’è qualche libro in particolare che ti ha ispirato?

Il piacere di leggere è ritornato ad impossessarsi della mia anima dopo essere stato a lungo sopito dai ritmi frenetici della società contemporanea. Il mio autore preferito è Paulo Coelho ed il mio libro guida è “L’Alchimista” che ho appena finito di rileggere.

Quanto c’è di autobiografico nel romanzo?

Quasi tutto a dire il vero. Giovanni è il mio alter ego, ma lo è anche Moulay che racconta Procida coi miei occhi e la mia anima.

Perché consiglieresti la lettura di #ProcidaNonDeveMorire?

Innanzitutto per conoscere la storia e le tradizioni del popolo saharawi ed anche della comunità procidana. Dopo aver riletto il mio libro ho scoperto quanto le distanze geografiche si annullino quando due popoli (procidano e saharawi) sono accomunati dai valori semplici ed autentici a cui facevo riferimento prima. Ho intenzione di portare il lettore in un viaggio fantastico in questi luoghi che sembrano sospesi nel tempo e nello spazio.

Domanda di rito, hai già in mente il prossimo romanzo?

Devi sapere che a scuola l’italiano era la mia materia spreferita (meno amata). Mai nella vita avrei immaginato di scrivere un romanzo. Come ti dicevo però la storia è nata nella mia testa e piano piano l’ho trascritta. È strano da spiegare ma è così. Per me è stato un processo semplice e quasi naturale. E ti dico che la mia testa mi sta già raccontando un’altra storia, di cui per ora non vi svelo nulla…

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