Libero De Rienzo: addio doloroso e inaspettato

Un addio doloroso ha colto di sorpresa il mondo del cinema e dello spettacolo italiano.

Appena 44enne ma con una carriera solida e affermata alle spalle, l’attore Libero De Rienzo è stato trovato senza vita nella sua casa di Roma il  15  luglio scorso.

Nasce a Napoli il 24 febbraio 1977 e a soli due anni si trasferisce a Roma con la famiglia dove intraprenderà ben presto la strada che conclamerà la sua passione nella recitazione.

Figlio del noto inviato storico di Chi l’ha visto Fiore De Rienzo e aiuto regista di Citto Maselli , Libero De Rienzo ha sempre respirato in casa aria di cinema e spettacolo.

Sposato con Marcella Mosca, nota costumista con la quale ha lavorato anche sul set di Fortuna di Nicolangelo Gelormini nel 2020, ha lasciato due figli molto piccoli di 6 e 2 anni.

La dinamica della morte resta tuttora sconosciuta; dal racconto dei familiari, Libero era nella sua casa romana e, dopo tentativi insistenti della moglie, al momento del decesso in vacanza, di mettersi in contatto telefonicamente col marito che non rispondeva al cellulare da circa 48 ore, ha chiesto ad un amico in possesso delle chiavi di andare nell’appartamento per vedere se fosse tutto sotto controllo.

La scoperta dell’amico è immediatamente drammatica; il pronto soccorso non potrà che constatare la sua morte per arresto cardiaco.

Nelle ultime ore si rincorrono notizie raccapriccianti su un suo probabile uso di sostanze stupefacenti essendo trapelato che in casa sarebbe stata trovata una polverina bianca e molti farmaci.

Sulle indagini vige assoluto riserbo ma il magistrato che ha avviato la procedura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato.

La moglie nega che l’attore possa avere avuto una ricaduta con la droga.

Restano gli esami tossicologici che saranno effettuati nei prossimi giorni e la verifica del suo cellulare attraverso il quale si cerca di ricostruire le ultime 24 ore di vita per trovare eventuali indizi o coinvolgimenti di persone nella sua morte.

La tragedia della perdita di un bravo attore, ormai volto noto e affermato nel panorama del cinema italiano, con la sua magistrale interpretazione di Giancarlo Siani – giornalista napoletano ucciso dalla camorra per la sua attività di inchiesta – in Fortapasc di Marco Risi che gli era valso il David di Donatello nel 2006, secondo nella sua carriera dopo quello del 2002 per il film Santa Maradona di Marco Ponti, lascia un vuoto enorme e una sensazione di rammarico se davvero la sua morte così prematura possa essere stata la conseguenza di una fragilità tutta umana.

Particolare il suo legame con l’isola di Procida in cui la moglie era nata e lui concepito in base ai racconti dei genitori che si rifugiavano sulla bella isola e dove trascorreva le vacanze da ragazzino con la famiglia.

Aveva ormai una casa tutta sua e vi trascorreva più tempo possibile intervallato dagli impegni sui set.

Procida è a lutto e si stringe intorno alla famiglia; i procidani e il primo cittadino ricordano le sue passeggiate sull’isola e la disinvoltura di chi si sente cittadino del posto e questa appartenenza l’ha sempre dichiarata nelle sue parole e nelle sue interviste ma anche nei fatti.

De Rienzo e la moglie avevano ideato il festival indipendente Arthetica svoltosi nell’ex carcere dell’isola per la cui ricostruzione e valorizzazione si era battuto con determinazione, accogliendo e sostenendo con vivace entusiasmo la nomina di Procida quale Capitale della Cultura del 2022.

Tra le sue ultime interpretazioni, la trilogia «Smetto quando voglio» in cui è uno dei ragazzi laureati che si improvvisano spacciatori di droga insieme ad altri attori tra i più conosciuti sul grande schermo del momento.

Contava ormai la partecipazione a più di 30 film e numerose partecipazioni in fiction e serie televisive, entrando a far parte a pieno titolo nella nuova ondata di giovani talenti.

Attore versatile e talentuoso,  capace di interpretare con caratteristica istrionicita’ personaggi drammatici e comici, Libero De Rienzo aveva note e colori tipici della sua originaria napoletaneita’ contaminati dalla sua capitale, sua città di adozione che rendevano originale e sempre impeccabile la veste dei ruoli via via interpretati fin dal lontano 1999 quando esordi’ in ”Asini”.

Colpiti dalla sua morte innumerevoli personaggi che ne ricordano la genuinità e la bravura; Saviano chiude il suo doloroso congedo con un “e mo come si fa?”.

E difatti “Mo come si fa” Napoli e non solo perde un suo figlio amato e un indiscutibile protagonista del cinema italiano dei nostri tempi troppo giovane per una dipartita, troppo talentuoso artisticamente per perdere quello che di bello poteva ancora regalarci, troppo prematuramente scomparso per le emozioni che era in grado di provocare e donare al suo pubblico.

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Biografia Fabiana Sergiacomo

Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.

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