Il Murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli resta chiuso dopo il blitz del 14 ottobre della Polizia Locale in via Emanuele De Deo. Non risultano ancora rimossi i teli azzurri che impediscono la vista sugli altarini e la gigantografia di Diego del murales. All’esterno dell’area, intanto, in questi giorni sono stati abbandonati dei rifiuti compreso un materasso in segno di protesta con il e ischio di ritrovarsi in una discarica.
I gestori del sito hanno deciso di chiudere la piazza con la sistemazione dei teli, impedendo l’accesso allo slargo che negli ultimi anni è divenuto un’attrazione turistica con decine di migliaia di visitatori al mese da tutto il mondo. I commercianti, come hanno già dichiarato negli scorsi giorni, vogliono riaprire in piena regolarità.
Le sanzioni della polizia locale sono nate ponendo i sigilli ad un carrettino, perché la licenza attualmente in possesso dei gestori è di tipo ambulante itinerante. I carretti per la vendita dei gadget, insomma, dovrebbero spostarsi di qualche centinaio di metri in continuazione. Non possono restare fermi nel piazzale come invece ormai avviene in maniera stanziale da anni. Per ovviare a tale sanzione in futuro, i commercianti i hanno già proceduto alla regolarizzazione della situazione presentando la pratica per trasformare la licenza in sede fissa, presso la Camera di Commercio di Napoli.
I tecnici di Palazzo San Giacomo, infatti, hanno dato la disponibilità a studiare soluzionii possibili, fissando un incontro in Municipio con l’assessora Teresa Armato, per conoscere meglio le possibili ipotesi e le tempistiche, non brevi a quanto pare. L’istruttoria, infatti, richiede vari passaggi e tra i nodi da sciogliere c’è il fatto che il piazzale ricade su suolo privato. Non si può dare in concessione per il commercio mercatale in sede fissa. Tra le ipotesi allo studio c’è quella di utilizzare la formula del MAP, il Mercato su Area Privata, previsto dalla legge regionale sul commercio, che riguarda i mercati organizzati su proprietà non pubblica, gestiti da privato, ma che può prevedere un bando, magari con una concessione lunga.
C’è la volontà di stare al fianco dei commercianti di Largo Maradona nel processo di regolarizzazione ma bisogna fare una istruttoria e dare anche un futuro certo ai lavoratori, per il bene del quartiere., l’ipotesi progettuale si muove sul modello MAP, Mercato in Area Privata, come prevede la legge regionale., proponendo una idea di quartiere che punti allo sviluppo economico ma anche alla qualità della vita per chi ci abita, dalle dichiarazione del presidente commissione commercio del Comune.
Lo slargo resta di fatto in parte chiuso anche perché Il Comune, non ha sequestrato l’area. In quanto per l’istruttoria tecnica ci vorrà i tempo mentre gli uffici tecnici comunali stanno studiando gli strumenti da utilizzare partendo dalla compatibilità urbanistica, con la legge regionale sul commercio e con i regolamenti comunali di settore. Tecnicamente bisogna capire come un’area privata possa contenere strutture che non creino nuova volumetria e che siano amovibili per il commercio su area privata.
Nel frattempo si susseguono le interviste a turisti provenienti da tutto il mondo delusi per questa improvvisa chiusura…arrivare fin qui e poi non poter ammirare il murales di Diego mon é facile da accettare seppure la legalità debba sempre prevalere ovunque e in una città come Napoli ancor di più pur nella ricerca della soluzione più opportuna e meno invasiva possibile per un simulacro come lo slargo Maradona ormai osannato con devozione come un luogo sacro.

