Lo “sperpetuo” sta per finire, Hysaj e il Var protagonisti

La parola “sperpetuo”, in napoletano, viene solitamente usata per definire qualcosa di doloroso o comunque di noioso che duri molto a lungo. Non sapremmo trovare una definizione migliore per questo finale di campionato; una lunga ed interminabile serie di partite inguardabili, nonostante i tanti gol realizzati, decine di squadre senza alcun obiettivo che vagano per i campi, vuoti e tristi, del bel paese, calci di rigore regalati, ben due calciatori con oltre 30 reti in campionato la metà circa dei quali, per entrambi, realizzati dagli undici metri. La classifica pre covid è cambiata ben poco, le posizioni rilevanti sono rimate tali e chi doveva andare in b ci è andato, o ci andrà a breve.

Per il Napoli il discorso è diverso: accantonati gli obiettivi Champions, dopo la vittoria della Coppa Italia e qualche buona prestazione, la squadra azzurra sembra essersi adagiata. Non che siano mancati i punti (il girone da ritorno di Gattuso e compagnia è in piena media Champions), ma la squadra sembra alla frutta e non sappiamo se lo è solo mentalmente o anche fisicamente. Tralasciando l’atteggiamento poco professionale di qualcuno che sta di fatto tirando via la gamba, la squadra sembra distratta dall’unica gara che davvero conta, quella dell’8 agosto s Barcellona.

Ma che Napoli ci arriva? Su quali giocatori puntare? Sarà un difficile compito per Gattuso che, a caldo nel dopo gara, ha lanciato frecciatine, nemmeno troppo nascoste, sulla movida napoletana e le bellezze del golfo di Partenope.

La gara di sabato è stata surreale per due aspetti: sgombriamo subito il campo dagli equivoci, la vittoria è stata meritata, il primo tempo poteva finire 4 a zero per i padroni di casa e il Sassuolo non ci ha capito nulla almeno per la prima mezzora. Il gol di Hysaj è stata la vera novità di giornata. L’albanese, col la valigia in mano da mesi, è stato rigenerato da Gattuso e, ad oggi, appare uno di quelli più continui ed affidabili. L’altra notizia sono i 4 gol annullati dal Var per fuorigioco: statisticamente il dato è positivo e rilevante, del resto lo strumento tecnologico a questo dovrebbe servire e solo nel caso degli offside sembra funzionare.

Il due a zero finale (di Allan, altro giocatore con la valigia e poco avvezzo a centrare la porta avversaria) è risultato che ci sta: restano solo due partite da giocare (Inter e Lazio all’orizzonte) e affrontare due squadre forti prima del Barca sarà, riteniamo, il vero test prima di Barcellona.

Il Napoli visto nelle ultime settimane non ha alcuna speranza, quello solido e convinto dell’immediato post covid se la può giocare con le armi della difesa e della compattezza, nella speranza che i nostri attaccanti, con le polveri piuttosto bagnate di recente, sappiano tornare a trovare la porta con maggiore regolarità.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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