C’è un momento esatto in cui le canzoni smettono di appartenere a chi le ha scritte e iniziano a camminare sulle gambe di chi le ascolta. Per Lorenzo Goccia, quel momento ha una data e un luogo precisi: venerdì 5 giugno 2026, sul palcoscenico sospeso di Porto Petraio, a Napoli. Sarà lì che “Non volevo uscire“, il suo album d’esordio pubblicato per la neonata ma agguerrita etichetta Droppola Discos, troverà finalmente la sua dimensione live.
Una presentazione che sa di liberazione e di festa, per un progetto che ha avuto una gestazione tortuosa, un cammino fatto di passi avanti e pause riflessive, tanto da meritarsi il titolo di “disco che non voleva uscire”. Alla fine, però, l’urgenza della musica ha avuto la meglio, spinta anche da una profonda scossa emotiva – la scomparsa dell’amatissimo Paolo Benvegnù, a cui l’album è intimamente dedicato – e da una straordinaria risposta collettiva. Più di duecento persone hanno infatti risposto alla “chiamata d’amore” dell’artista, finanziando al 100% una campagna di crowdfunding che ha trasformato un sogno intimo in un manifesto condiviso.
Definirsi cantautore, oggi, è una responsabilità che Lorenzo preferisce lasciare al pubblico. Lui si schermisce e sceglie la via della sintesi ibrida: si definisce uno “scrivano canterino”. E in effetti la sua scrittura affonda le radici nella parola detta e stampata – come per il romanzo Fiore di Zolfo del 2018 –, per poi farsi melodia agrodolce, ironica e caustica. Chi frequenta le strade di Napoli, d’altronde, ha imparato a conoscerlo per le sue performance spiazzanti e situazioniste, quando protetto da una maschera da suino e una chioma di salsicce di cartapesta portava in mezzo alla gente la coreografia di Salsiccia, brano antispecista che gli è valso il Premio Radio Alba nel Green Music Contest.

Ma cosa dobbiamo aspettarci da questo live? Sicuramente un viaggio sonoro stratificato, capace di unire la carne viva del racconto acustico all’architettura dei suoni contemporanei. Le dieci tracce dell’album – che spaziano dalle derive dell’alienazione contemporanea di La rivoluzione può aspettare alle disuguaglianze sociali di Tutti Uno, passando per le disillusioni sentimentali di Indifferenziato fino alla spiazzante e malinconica rilettura pop di Sarà perché ti amo – prenderanno vita grazie a una line-up d’eccezione che affiancherà Lorenzo (voce e chitarra acustica).
Sul palco ci sarà infatti Anna Claudia Postiglione, in arte La Claud, istituzione della composizione partenopea, fondatrice delle Mujeres Creando e mente divisa tra il rigore della chitarra e le infinite possibilità della musica elettronica e dei synth. Accanto a lei, la straordinaria versatilità di Rossella Rizzaro (voce e percussioni), una globetrotter della vocalità jazz ed etnica capace di cantare in oltre dieci lingue e dialetti del mondo, che porterà sul palco una profonda e ancestrale ricchezza interpretativa.
Il concerto si preannuncia come un rito di passaggio, un’esperienza intima e vibrante in una delle cornici più suggestive e artisticamente attive della città, Porto Petraio, le cui attività sono curate dall’Associazione L’intrecciata ASD. Le porte della sala si apriranno alle 19.30, con inizio del live fissato per le 20.30. Il contributo per la serata è di 10 euro, con ingresso consentito fino a esaurimento della capienza. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 3284753405.
Se è vero che Napoli sa stordire e incantare, questo live promette di essere la colonna sonora perfetta per decifrare le sue e le nostre contraddizioni, con l’ironia sottile e l’onestà intellettuale di uno scrivano che ha finalmente deciso di varcare la soglia e cominciare a cantare dal vivo.
Venerdì 5 Giugno 2026
➤ Ore 19.30 apertura sala
➤ Ore 20.30 inizio concerto
Contributo serata: 10 euro
Ingresso consentito fino al raggiungimento della capienza massima
info e prenotazioni 3284753405
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PORTO PETRAIO (Salita Petraio 18 D, stazione Petraio della Funicolare Centrale)

