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Reading: “L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi” Piccolo Bellini, dall’11 al 16 febbraio
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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
TeatroTeatro Bellini

“L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi” Piccolo Bellini, dall’11 al 16 febbraio

Redazione
Redazione 10 mesi fa
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6 Min Lettura
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Piccolo Bellini
 
dall’11 al al 16 febbraio
 
L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi
di Francesco Niccolini
collaborazione alla drammaturgia Claudio Casadiocon Claudio Casadio

voci di:

Andrea Paolotti (Ermes), Cecilia D’Amico (Sorella), Andrea Monno (Infermiere), Giuseppe Marini (Dottore)

illustrazioni Andrea Bruno
scenografia e animazioni Imaginarium Creative Studio
musiche originali Paolo Coletta
costumi Helga Williams
light design Michele Lavagna
tecnico video Marco Schiavoni
aiuto regia Gaia Gastaldello
regia Giuseppe Marini

produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri Centro di Produzione Teatrale, Società per Attori
in collaborazione con Lucca Comics & Games

Orari spettacoli: feriali h. 21:00, mercoledì h. 18:00, sabato h. 19:30, domenica 18:30

Dopo tre anni di repliche che hanno attraversato tutta Italia, L’ORESTE. Quando i morti uccidono i vivi, lo spettacolo di graphic novel theatre magistralmente interpretato da CLAUDIO CASADIO (che per questo ruolo ha conquistato il Premio Nazionale Enriquez 2023 come “migliore attore” di Teatro Classico e Contemporaneo), è pronto a tornare tournée per la quarta Stagione consecutiva, a fronte di una mai interrotta richiesta da parte dei Teatri italiani.

Oltre cinquanta le date programmate nel 2025, a partire dal 14 gennaio al Teatro Masini di Faenza, che porteranno lo spettacolo a 250 repliche complessive, un risultato davvero straordinario per un’opera di drammaturgia originale e contemporanea.

La pièce è scritta da Francesco Niccolini e diretta da Giuseppe Marini ed è frutto della co-produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri e Società per Attori, in collaborazione con Lucca Comics&Games che, nell’ottobre del 2021, ne ospitò la “Prima Nazionale” al Teatro del Giglio di Lucca.

Un solo attore in scena, ma non un monologo. Grazie alla mano di Andrea Bruno, uno dei migliori illustratori italiani, ciò che attende lo spettatore è ben altro: l’interazione continua tra teatro e fumetto, animato da Imaginarium Creative Studio. Le musiche originali sono firmate da Paolo Coletta.

Dopo la prima replica al Teatro Masini, lo spettacolo sarà in tournée fino a marzo 2025 su importanti capoluoghi e palcoscenici nazionali: il Teatro Comunale di Ferrara, i Teatri di Vita di Bologna, il Teatro dei Filodrammatici di Milano, il Cantiere Florida di Firenze, il Teatro Bellini di Napoli, il Teatro ABC di Catania, il Teatro delle Passioni di Modena, solo per fare qualche esempio.

Sinossi

Oreste è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola.

È stato abbandonato quando era bambino, e da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, è finito lì dentro perché, semplicemente, in Italia, un tempo andava così. Dopo trent’anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore. Non ha avuto fortuna l’Oreste, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita, la partenza del padre per la guerra, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza, di nuovo per la Russia, per una fantastica carriera come cosmonauta, e – come se tutto questo non bastasse – la morte violenta della madre, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici.

Eppure, l’Oreste è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “festival per matti” nel manicomio di Maggiano a Lucca), parla sempre.
Parla con i dottori, con gli infermieri, con un’altra sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo, ma soprattutto parla con l’Ermes, il suo compagno di stanza, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista.

Oreste riceve costantemente visita dai suoi fantasmi, dalle visioni dei mondi disperati che coltiva dentro di sé, oltre che da medici e infermieri. I sogni dell’Oreste, i suoi incubi, i suoi desideri e gli errori di una vita tutta sbagliata trasformano la scenografia e il teatro drammatico classico in un caleidoscopio di presenze che solo le tecniche del “Graphic Novel Theater” rendono realizzabile: un impossibile viaggio tra Imola e la Luna attraverso la tenerezza disperata di un uomo abbandonato da bambino e che non si è più ritrovato.

L’Oreste è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come, a volte, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna. Uno spettacolo originalissimo, di struggente poesia e forza, in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici. Con un’animazione grafica di straordinaria potenza, visiva e drammaturgica, Claudio Casadio dà vita e voce a un personaggio indimenticabile, affrontando con grande sensibilità attoriale il tema importante e delicato della malattia mentale.

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