L’Udinese spenge i sogni del Napoli,nella peggior gara degli azzurri di Sarri!

Udinese-Napoli[1]

Partiamo dagli alibi: giocare sempre dopo non è giusto, giocare a mezzogiorno è uno schifo per giocatori e spettatori, nei momenti difficili non arrivano, da queste parti, mani pronte ad aiutarti…detto questo nel lunch match della trentunesima giornata gli azzurri scendono alla Dacia Arena (nome obbrobrioso ma ormai il calcio è tutto sponsor e tv) per l’ennesimo tentativo di rimettersi a meno tre dalla Juve vittoriosa sull’Empoli già la sera prima. Non c’è Reina, per il quale si è sprecata qualche critica di troppo da parte di chi oggi farebbe bene a mandare allo spagnolo un mazzo di fiori con tanto di scuse. Eh si perché in porta ci va Gabriel che è un buon portiere ma che influirà pesantemente sulla sconfitta del Napoli.

Dopo un quarto d’ora di nulla, Koulibaly entra scomposto su Duvan e l’arbitro Irrati concede il primo rigore, ammonendo il diffidato difensore azzurro: calcia Bruno Fernandes (che ha un conto aperto col Napoli) e fa gol con il pallone che passa sotto la pancia di Gabriel. Soffrono gli azzurri, soffre Koulibaly contro Duvan, è un disastro la catena di sinistra dove Hamsik, Ghoulam e Insigne fanno a gara a chi gioca peggio, soffre Jorginho marcato a uomo,insomma è tutta sofferenza e mentre Fernandes manca il due a zero il Napoli trova un improvviso pari con una saetta di Higuain che quasi butta giù la porta. Passa un minuto e secondo rigore per i friulani: stavolta è l’impresentabile Ghoulam di oggi a buttare giù Widmer, rigore e giallo per l’algerino (ma allora esiste o no la regola che fallo da rigore chiama ammonizione??), Fernandes calcia male e Gabriel para. Ma chi si aspetta che questi ultimi due eventi possano far pendere la bilancia verso il Vesuvio sbaglia. Gli azzurri giocano malissimo, Sarri si fa espellere e va a fumare in tribuna…a venti secondi dalla fine del recupero la scena madre della gara: retropassaggio di Albiol per Gabriel che tocca male per Ghoulam, come se non bastasse il portiere brasiliano va in marcatura sull’attaccante di casa in possesso palla sguarnendo la porta, cross e Bruno Fernandes si concede un gol in rovesciata con i difensori azzurri fermi e contemplanti come i pastori del presepe.

Due a uno al 45’ e la brutta sensazione che il peggio debba ancora venire: dopo un quarto d’ora di nulla (ma qualche cambio prima,no??) Widmer scende sulla fascia senza che Ghoulam opponga alcuna resistenza: cross e Thereau fa gol alle spalle dell’immobile Albiol. Tre a uno e gara compromessa. Solo a questo punto i cambi, i soliti cambi, Mertens (irritante e inutile) per Callejon, Gabbiadini (ormai arrugginito per le troppe ore passate, ingiustamente in panchina) per Insigne (in calo da diverse gare, lontano parente dello splendido giocatore ammirato nel girone di andata) e El Kaddouri per Jorgihno. Ma non c’è tempo per organizzarsi perché Higuain si fa espellere per due isteriche ed inutili proteste, trattenuto a stento dai compagni in perfetto stile Pasquale Bruno. La gara si trascina stancamente fino al minuto 96, una lunga sofferenza per i tifosi azzurri, tristi, avviliti e…digiuni!!

Una giornataccia, la Roma stravince il derby e si porta a meno 4, Higuain rischia una squalifica lunga, nella giornata in cui sembra che anche Sarri abbia pagato dazio al nervosismo: farsi espellere dopo venti minuti non è parsa una buona idea e anche i cambi sono risultati tardivi.

Scappa via la Juve che può permettersi di vincere gare per uno a zero a ripetizione (oltre che insultare arbitri, minacciarli ed essere salvata nei, pochi,momenti di difficoltà) grazie ad una tenuta difensiva notevole: la parola d’ordine è non mollare di un centimetro, guardare avanti e puntare sempre al massimo…un consiglio, critica e una preghiera:  consiglio – sfruttare di più Gabbiadini, critica –  una tirata di orecchie ad Higuain: lui è un vero top e certi atteggiamenti sono poco consoni, oltre che assolutamente inutili,  preghiera – prima di criticare Reina che qualcuno abbia il buon senso di contare fino a un milione!!

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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