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“LUMEN-CRISTO VELATO” DI NINO MIGLIORI

Nino Migliori, fotografo bolognese, autore di sperimentazioni sui materiali e sui linguaggi fotografici, è il protagonista di una mostra negli spazi della Cappella Palatina di Castel Nuovo-Maschio Angioino di Napoli, dal titolo “Lumen-Cristo Velato”, fino al 2 maggio 2018. Un progetto incentrato nella fotografia di opere scultoree, utilizzando come unica fonte luminosa, la luce delle candele. La mostra ha come protagonista il “Cristo Velato”, opera dell’artista Giuseppe Sanmartino e custodito nella Cappella Sansevero di Napoli. Il percorso espositivo accoglie i fruitori nella Infinity room, in cui regna una atmosfera quasi sacrale. Una serie di luci sono disposte sul pavimento e al soffitto, la presenza degli specchi nella sala aumenta la profondità del campo visivo dell’intera installazione.

Nelle sale successive si susseguono una serie di fotografie realizzate dall’artista, osservando attentamente ogni immagine, l’attenzione è rivolta alla cura di ogni singolo dettaglio del Cristo Velato. La “sintesi estetica” di Migliori, è di creare una perfetta simbiosi tra la naturalezza e la delicatezza del corpo di Cristo, insieme al sudario trasparente, e il campo luminoso, scevro da qualsiasi elemento artificioso. Il volto di Cristo che emerge dallo sfondo dell’impianto compositivo, è accarezzato dalla luce proveniente dall’alto. Le foto che immortalano il corpo senza vita, evidenziano i convulsi ritmi delle pieghe del velo, la trasparenza del sudario rende visibile le povere membraancor più inesorabili e precise sono le linee del corpo martoriato. La vena gonfia sulla fronte, i piedi e le mani trafitte dai chiodi, il costato scavato e rilassato, sono il segno di una ricerca emotiva. L’arte di Sanmartino si risolve in un’evocazione drammatica, che fa della sofferenza del Cristo, il simbolo del destino e del riscatto dell’intera umanità.

Con il Cristo velato la ricerca di Nino Migliori trova forse la prova più ardita. C’è come una sfida nell’incontro tra il fotografo e il velario, la pellicola fotografica e quella che riveste il corpo del Cristo della Cappella Sansevero. Continuando con la mostra, si alternano sulle pareti  una serie di citazioni letterarie di personaggi illustri, tra cui Adonis, Matilde Serao, il Marchese De Sade e Raimondo Di Sangro, Principe di Sansevero.

È straordinario come in alcune delle foto di Migliori si avverta l’impossibile fluidità di ‘quel velo d’acqua madreperlacea’  che scorre sul Cristo, come nell’immagine del volto prestata alla copertina del catalogo della mostra o nelle onde di tessuto che s’inseguono sul centro del corpo”, afferma Fabrizio Masucci, direttore del Museo Cappella Sansevero. “Siamo particolarmente orgogliosi – prosegue Masucci – che l’artista bolognese abbia scelto come tappa del suo originale e riservato Grand Tour a lume di candela, la capitale partenopea, e in particolare la Cappella Sansevero, con il suo Cristo velato. E siamo felici di poter inaugurare insieme al Comune di Napoli, questa importante esposizione in una sede prestigiosa come la Cappella Palatina di Castel Nuovo”.

Interessante è il testo critico di Giovanni Fiorentino per il catalogo della mostra: “Migliori accede alla Wunderkammer della Cappella Sansevero immergendosi, ancora una volta, e implicitamente, nella meraviglia a un tempo scientifica ed estetica della camera obscura. Affonda gli occhi in una tempesta barocca di luce e ombra, infine, sprofonda nel cuore dei misteri e delle meraviglie di una città velata.
Il fotografo apre un confronto con il velo impalpabile che riveste il corpo di Cristo, ma che è in fondo l’artificio e la natura stessa del produrre visioni: il diaframma concettuale dell’immagine riproducibile tecnicamente. Migliori ripensa fotograficamente il Cristo velato, scompone in dettagli e ricompone in una narrazione circolare, parte dal volto e ritorna a chiudere sul volto, il capolavoro del maestro del Settecento napoletano contestualizzato al centro della modernità europea e mediterranea”.

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Biografia Luca Del Core

Luca Del Core
Ha scritto per alcune riviste di settore, tra cui "Arskey Magazine" e per alcune delle quali è ancora redattore, "Artslife" e "Art a part of cult(ure)". L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. (Paul Klee)

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