Mad Rat Dead [PLAYSTATION 4 – RECENSIONE]

Di cosa si tratta?

L’ultimo gioco di Nippon Ichi Software, Mad Rat Dead, è una bizzarra fusione di due generi abbastanza diversi: un platform e un rhythm game . Il giocatore controlla  un topo  che ha trascorso tutta la sua vita in una gabbia. Dopo essere  giunto alla fine della sua  esistenza, riceve la visita dal misterioso Dio dei Ratti che darà al roditore la possibilità di tornare indietro nel tempo e rivivere il suo ultimo giorno. Questo gli darà la possibilità di soddisfare il suo unico  desiderio : quello di vendicarsi dell’umano che lo ha messo in quella gabbia.

Gameplay

Il gameplay è abbastanza facile da apprendere: bisogna arrivare alla fine di ogni livello saltando sulle piattaforme, rimbalzando sui i muri, evitando gli ostacoli e uccidendo i nemici. Ciò che  rende il gioco complesso è che si dovrà fare   tutto a tempo di  musica. Ogni livello è scandito una diversa traccia funky e up-beat,  brani di alcuni artisti di genere tra cui vale la pena menzionare  Dyes Iwasaki, Camellia e a_hisa I brani sono incredibilmente accattivanti e piacevoli da ascoltare anche al di fuori del gioco. In realtà ci sono alcuni livelli in cui la musica diventa un po’ caotica e difficile da seguire, ma questo si sposa bene con lo stato mentale del nostro protagonista. In quei livelli, infatti,  la musica fa un ottimo lavoro trasformando il tutto il senso di panico, mentre si cerca di mantenere in vita il protagonista.

Un gioco non semplice

Il gioco è difficile da giocare, dato che quando bisognerà saltare tra piattaforme mobili e rimbalzare su un muro di nemici sarà davvero complicato  realizzarlo a tempo di musica. Fortunatamente Mad Rat ha un sistema per invertire il tempo fino a dodici battute. Questo metodo funzionava meglio  di un normale sistema di checkpoint perchè invece di dover ripetere intere sezioni di un livello, basterà tornare indietro di qualche secondo in modo da poter rimediare a  qualsiasi errore fatto. Ovviamente c’è un tempo limitato per completare ogni livello, ma questo può essere esteso raccogliendo piccoli oggetti  a forma di formaggio; fortunatamente per la maggior parte del gioco , il limite di tempo è abbastanza generoso e non sarà motivo di preoccupazione. Ma nei livelli più avanzati, può essere frustrante dover ripetere l’intero livello dall’inizio perché scade il tempo. Alla fine di ogni livello  verrà assegnato un punteggio in base alla velocità con cui si avrà completato il livello e alla frequenza con cui ci si  è riusciti a muovere perfettamente al ritmo della musica. Una volta superato un livello, può essere rigiocare per cercare di battere il proprio punteggio. Si potrà anche giocare con musica di sottofondo alternativa. Presente anche una modalità difficile: invece di essere a un ritmo costante per tutto il livello, aumenta e diminuisce il ritmo. Ciò rende la navigazione nelle sezioni difficili molto più ostiche poiché la possibilità che tutto si allinei proprio dove è necessario  è molto più piccola.

Poca varietà

La  principale critica che si può muovere  al gioco è che non c’è nessun tipo di evoluzione o sviluppo. Certo, ci saranno nuovi ostacoli da superare come l’acqua che allaga  parti di un livello o piattaforme che scompaiono, ma nessuno di questi è particolarmente originale e il modo in cui si interagisce  non cambia mai. Ciò significa che i livelli possono iniziare a sembrare un po’ ripetitivi. Il gioco cerca di ravvivare un po’ le cose con i suoi combattimenti contro i boss, questi si incontreranno alla fine di ogni sezione dei livelli e danno un minimo di variazione sul tema. A volte bisognerà combattere nemici con cervelli che esplodono o bisognerà muoversi attraverso un livello formato da una gigantesca creatura. Questi livelli sono il meglio  che il gioco ha da offrire, quindi è un peccato che non ce ne siano molti.

Concludendo

Se si è un fan dei giochi dei rhythm game, vale sicuramente la pena dare un’occhiata a Mad Rat Dead. La vibrante estetica pop e la colonna sonora orecchiabile lo rendono un prodotto degno di essere giocato. Ma per quelli che cercano qualcosa di più rilassante, diciamo che non sarà una scelta ideale.  La trama regala qualche guizzo, complici alcuni simpatici dialoghi, ottimo comparto artistico grazie agli splendidi fondali. I livelli ripetitivi e la storia un pò noiosa non sono i limiti di un gioco che può essere comunque considerato  un  platform divertente.

PRO

  • Gameplay originale e fuori dagli schemi…
  • Tantissime musiche originali ed orecchiabili
  • Buona longevità

CONTRO

  • Alla lunga ripetitivo
  • Assenza della lingua italiana
  • Peccato che ci siano pochi boss
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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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