Mafalda Cicinelli apparteneva a una delle più antiche famiglie napoletane: i Cicinello o Ciciniello, o Cicinelli Fu uno dei massimi casati nobiliari, eccellenti sia nelle armi che nella letteratura e imparentati con gli illustri Carafa, Sanseverino, Pignatelli, Mormile
La nobile famiglia, provvide come era consuetudine del rango, a sistemare i propri eredi tra matrimoni combinati e cariche ecclesiastiche. Ai figli maggiori spettava il matrimonio d’interesse con altrettanto nobili famiglie o la carriera militare, mentre ai figli minori toccava la carriera ecclesiastica e quella monacale, ovviamente del tutto forzata.
La giovane Mafalda essendo una delle figlie minori, fu obbligata dal padre a prendere i voti intraprendendo una vita monacale che accettò suo malgrado.
Ma un giorno la giovane Mafalda si innamorò perdutamente di un giovane paggio al servizio della sua famiglia. L’amore li travolse e i due intrecciarono
una relazione amorosa. I due giovani cercarono di tenere nascosto questo loro amore, ma ben presto il padre di Mafalda lo scoprì. Pieno di rabbia verso il giovane paggio e per il comportamento indecoroso della figlia, decise di punirli.
Seppe che i due giovani si erano dati appuntamento per la notte di Natale sul Ponte della Maddalena,così decise di tendere un agguato al paggio. Si nascose e quando il giovane sostò sul luogo, con l’aiuto della notte, lo uccise con una pugnalata e lo decapitò. Una volta ottenuta la sua vendetta, abbandonò l’arma del delitto a terra e e se ne andò.
Quando giunse sul Ponte della Maddalena la povera Mafalda, visto l’orribile delitto fu presa dalla disperazione. Prese la testa insanguinata dell’amato e la ripose in una sacca. Fu in quel momento che vide a terra il pugnale insanguinato con lo stemma della sua famiglia e subito capì che il il colpevole non poteva essere che suo padre.
In preda al dolore prese il pugnale e si trafisse il cuore morendo.
Da questa tragedia d’amore, è nata la leggenda di Mafalda. Si racconta che il suo fantasma appariva nella notte di Natale sul Ponte della Maddalena, in cerca dell’assassino del suo amante urlando vendetta.
Oggi il suo personaggio così singolare, non è sfuggito alla letteratura e soprattutto all’uso simbolico del presepe napoletano. Si deve ai fratelli Scuotto, maestri dell’arte presepiale della celebre bottega “La Scarabattola” la costruzione del personaggio storico di Mafalda Cicinelli

