È il romanzo ‘Bambino’ di Marco Balzano (Einaudi) il vincitore del Premio Brianza 2025 che si è tenuto a Monza nell’aula magna del liceo classico Zucchi.
Gli altri due libri finalisti erano ‘Resta solo la tua voce’ di Alessandra Pagani (Morellini editore) e ‘Una casa di ferro e di vento’ di Lorenzo Bonini e Paolo Valsecchi (Nord).
Il premio della critica è andato invece a Beatrice Salvioni per ‘La Malacarne’ (Einaudi).
La cerimonia si è conclusa con un’intervista ad Anna Danesi, capitana dell’Italia campione del mondo di pallavolo. Danesi, ospite d’onore, è stata premiata come personaggio dell’anno e ha parlato del suo libro ‘Un sogno d’oro’ (Sperling & Kupfer).
Bambino di Marco Balzano
Siamo a Trieste, la guerra è appena finita. Un uomo beve un caffè al bancone del bar. Qualcuno lo chiama, lui si gira ma sente già la canna di una pistola puntata contro la schiena. Tutti lo conoscono come «Bambino»: è stato la camicia nera più spietata della città. «Ho ucciso e fatto uccidere. Ho sempre cercato di stare dalla parte del più forte e mi sono sempre ritrovato dalla parte sbagliata». Una storia veloce quanto un proiettile che attraversa guerre, confini, tradimenti. Come in “Resto qui”, Marco Balzano torna al grande romanzo storico e civile. E lo fa con il suo personaggio più duro, impossibile da dimenticare. Mattia nasce a Trieste nel 1900. La sua infanzia irrequieta, forse, è già un presagio: un fratello che parte per l’America, un amico che presto lo abbandona. Quando scopre che la donna che lo ha cresciuto non è la sua vera madre, dentro di lui qualcosa si spezza e nel petto divampa un fuoco freddo che non saprà mai domare. L’ingresso tra le file degli squadristi è una conseguenza quasi naturale. Nonostante il soprannome che gli hanno affibbiato per il suo viso da fanciullo, «Bambino», Mattia ostenta una ferocia da boia. Ma prima ancora dell’ideologia, prima della violenza e della brutalità antislava, il motivo per cui indossa la camicia nera e batte palmo a palmo le terre contese è la speranza di ritrovare quella madre senza nome né volto. La ricerca di una donna che non ha mai conosciuto diventa il senso di tutto. Suo padre, un vecchio orologiaio sicuro che le persone si possano riparare come gli ingranaggi, è l’unico a conoscere la verità ma la tiene sigillata in un silenzio blindato quanto una cassaforte. Nella frontiera d’Italia più dilaniata, la vita di Bambino scivola su un piano inclinato: ogni giorno una nuova spedizione, un nuovo assalto, una nuova rapina. E poi, tutto d’un fiato, lo scoppio della guerra, i nazisti in città, l’occupazione jugoslava di Trieste, le foibe. Un’esistenza vissuta da cane sciolto, scandita da un implacabile conto alla rovescia.
Resta solo la tua voce di Alessandra Pagani
Giulia è stata uccisa, ma scopre di avere ancora una voce per raccontare la sua storia. È il 1992, in un paesino del Nord Italia, e mentre assiste al suo funerale Giulia ripercorre la sua vita in un ambiente provinciale soffocante, rischiarato solo dal rapporto con la sorella gemella, Diana. Giulia e sua sorella navigano in un mondo dominato da aspettative di genere opprimenti e relazioni familiari complesse. Mentre Diana lotta per costruire il proprio futuro lontano da casa, Giulia si trova intrappolata in una relazione violenta con Paolo, il cui amore si trasforma presto in ossessione. Quando accade la tragedia, Diana deve affrontare il dolore della perdita e scontrarsi con la meschinità del mondo. Ispirato a un fatto di cronaca, “Resta solo la tua voce” è un potente promemoria di come la voce di una donna possa farsi sentire anche dopo la sua morte, lasciando un’impronta indelebile su coloro che restano.
Una casa di ferro e di vento di Lorenzo Bonini e Paolo Valsecchi
«La cornice storica è precisissima, frutto di conoscenza e studio. L’atmosfera a volte opprimente della casa dei Badoni si respira alla perfezione tramite la penna dei due autori. » tuttolibri – la Stampa Della grande fabbrica non resta più niente, e Villa Badoni è ormai irriconoscibile. Eppure per Marta, ultima discendente della famiglia, quella grande casa è ancora un luogo dell’anima, il palcoscenico su cui, per decenni, si sono dipanate le esistenze delle sorelle Badoni. Come Laura, la primogenita ribelle e amante della libertà, che dopo essere scappata in America per amore di un intellettuale antifascista torna a casa col cuore spezzato ma lo spirito indomito. Come Sofia, alla quale uno sfortunato incidente sottrae troppo presto l’uomo della vita. Come Piera, anima fragile e solitaria, che riesce a esprimersi davvero solo grazie alla poesia. E come Adriana, che dedica la giovinezza all’impresa di famiglia, per poi compiere una scelta apparentemente sconvolgente… Al centro di questo microcosmo tutto al femminile si staglia lui, il patriarca, Giuseppe Riccardo Badoni: l’imprenditore visionario dall’ambizione sfrenata, che grazie al ferro prodotto dai suoi stabilimenti di Lecco diventa protagonista dell’industrializzazione del Paese e della ricostruzione del secondo dopoguerra; il padre amorevole di undici figlie, che però non riuscirà mai ad accettare la tragica morte dell’unico erede maschio, designato alla guida dell’azienda; l’uomo che non si è mai concesso un momento di debolezza e che tuttavia ha affidato i suoi segreti più intimi alle pagine di un diario, lo stesso diario che adesso è tra le mani di Marta. Così, attraverso le voci delle donne di casa Badoni, prende vita la storia intima di una famiglia straordinaria che ha attraversato il Novecento italiano.
La Malacarne di Beatrice Salvioni
Una sedicenne corre a piedi nudi per la strada. È notte, indossa solo una sottoveste, e corre disperata per la città deserta. È delusa, piena di rabbia, perché ha scoperto di essere stata tradita, e da qualcuno che mai avrebbe creduto potesse ingannarla. Si apre come uno squarcio, questo romanzo terso e furioso. Siamo a Monza, nell’aprile del 1940. Da quattro anni Francesca non sa più nulla di Maddalena. La sua amica è stata rinchiusa in manicomio, e mai ha risposto alle lettere che lei le ha spedito. Francesca crede sia per risentimento nei suoi confronti. In fondo, è sempre toccato a Maddalena il ruolo della reietta, della Malnata. Ma adesso ha subito uno scossone anche la vita di Francesca, che è fuggita di casa ed è andata a vivere da Noè Tresoldi, destando scandalo. Sua madre la accusa di essere una degenerata, una Malacarne. Poi, finalmente, Maddalena torna. È piccola e magra, come non fosse mai cresciuta, e si finge l’adolescente coraggiosa di sempre; ma Francesca lo vede, che è diversa. Che cosa è successo in manicomio? Intanto, l’Italia entra in guerra. Tra la fame e la paura delle bombe, ogni giorno diventa più difficile. E arriva il momento di scegliere da che parte stare.
Un sogno d’oro. La mia storia, la pallavolo, le sfide del futuro di Anna Danesi
«Vivere di pallavolo, vivere la pallavolo è un sogno realizzato. Giocare per lavoro è un privilegio unico e impagabile. La maglia della nazionale, lo spirito di squadra, vincere e perdere e sudare per conquistare ogni giorno una nuova vittoria, per salvare un altro pallone, sono tutte cose di cui sarò sempre grata. Mi hanno fatto diventare l’Anna Danesi che sono oggi, la capitana della nazionale oro olimpico, la donna che ha imparato cosa significa essere sicuri di sé e smetterla di vergognarsi per come si è.» Ogni grande vittoria nasce da un sogno. Quello di Anna Danesi ha preso forma tra sacrifici, cadute e ripartenze, fino a brillare d’oro alle ultime Olimpiadi. In questo libro, la capitana della nazionale italiana racconta la sua storia: un viaggio fatto di passione, disciplina e coraggio, intrecciato ai momenti più intensi della sua esperienza olimpica. Dall’infanzia trascorsa con il pallone tra le mani ai palazzetti internazionali, Anna ripercorre le sfide, le emozioni e le lezioni che l’hanno resa la campionessa e la leader che è oggi. Tra ricordi personali e riflessioni profonde, questo libro non è solo un’autobiografia, ma un racconto ispirazionale che parla a chiunque abbia un sogno da inseguire. Con la sua determinazione e autenticità, Anna Danesi ci mostra che non esistono traguardi impossibili per chi è disposto a lottare per ciò in cui crede.









